Diete inefficaci, mobbing e gelosia: le risposte alle domande dei lettori

Questa rubrica di risposte alle domande dei lettori non può sostituire un reale consulto psicologico o psicoterapico con uno specialista.

ID Articolo: 119363 - Pubblicato il: 21 marzo 2016
Diete inefficaci, mobbing e gelosia: le risposte alle domande dei lettori
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RUBRICA STATE OF MADNESS: Le domande dei lettori

ATTENZIONE: Lo scambio di lettere e risposte in questa rubrica non può in nessun modo essere considerato come alternativo a un consulto psicologico o a un trattamento psicoterapeutico. La natura di questa rubrica è in primo luogo informativa e giornalistica.

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Lori: evitamento e disturbi alimentari

E’ possibile che il disturbo da evitamento causi problemi alimentari?
Nel caso di mio interesse un sovrappeso importante finora non risolto con alcuna dieta.
Grazie

Gentile signora, le cose sono più complicate di così, i disturbi da abbuffata sono legati a problemi diversi, ansia, depressione, difficoltà a controllare gli impulsi, e spesso si accompagnano a disturbi di personalità di tipo ossessivo, evitante o borderline.

Ma i due tipi di problemi, la personalità e i disturbi alimentari, sono diversi, spesso separati e non hanno una causalità certa.
Conviene occuparsi del disturbo alimentare e dei sintomi associati e eventualmente in un secondo tempo degli aspetti di personalità. Le diete, così come diete e basta, sono spesso inutili se non inquadrate dentro un serio lavoro psichiatrico e psicologico. Cordiali saluti,

Sandra Sassaroli

 

Maria, ansia e gelosia

Ciao…. Vorrei capire me stessa ma non ci riesco, sto continuamente in ricerca di prove sull’infedeltà del mio compagno…. Ho l’ansia e vedo tutto nero…. Mi faccio domande e risposte da sola, non riesco piu a dormire bene e sono dimagrita 10 kg in pochi mesi…. La notte sogno solo i suoi tradimenti e sogno sempre lei il mio sospetto…. Come posso fare? Sono convinta di tutto cio che penso e vedo tutto negativo in lui e lo ritengo bugiardo su tutto.

La sua lettera è quasi incomprensibile e scritta in un italiano criptico e poco chiaro. Lei ha dei sintomi, ma dire qualcosa su questi sintomi senza alcuna storia e nessun modo di comprendere più a fondo, sembra impossibile. Ci racconti meglio gli eventi e le storie che vengono prima delle sue ossessioni sul tradimento e sulla sua attuale ansia e depressione e forse qualcosa di più potremo dire, e sarà anche più interessante per lei.
Cari saluti,

Sandra Sassaroli

 

Antony75 e il mobbing

Salve, e’ un po’ di tempo che subisco attacchi (a mio parere mirati) dal mio datore di lavoro sul mio operato. Io sono sempre puntuale (mai 1 minuto di ritardo da quando lavoro…e gli anni sono tanti), timbro sempre regolarmente 4 volte al giorno (dico cio’ perché i miei colleghi lo fanno solo 2 volte “mattino e sera”), eseguo il mio lavoro con precisione e professionalita’. Peccato pero’ che ogni volta che c’e’ un problema di lavoro, il colpevole 9 su 10 sono io… Ed anche se non ne sono il responsabile… Il primo ad essere ripreso e’ il sottoscritto. E’ successo anche in presenza di clienti… (in questo caso mi sono un po’ “ribellato”) per poi, dopo aver telefonato al mio legale (appena successo), ricevere le scuse dallo stesso (datore di lavoro), che si sia spaventato? Il fatto e’ che non riesco a capirne la ragione, in quanto io sono una persona ormai prossima (tra qualche anno) al pensionamento, ma sempre presente… credo ormai che si tratti di mobbing (quello verticale…) e a soffrirci sono io che il lavoro l’ho sempre rispettato per il suo valore reale… se non si lavora non si guadagna e quindi poi sono problemi seri… ma cosa ho fatto io per meritarmi un comportamento (a volte davvero offensivo) tale dal mio datore di lavoro? Premetto che ci e’ stato ridotto al minimo sindacale lo stipendio per ben 2 volte, promettendo poi con il tempo di ritornare allo stipendio iniziale… Ma fino ad ora (3 anni), le promesse sono rimaste tali. Dico anche che i nostri macchinari di lavoro (quindi anche i miei) sono difettati e non consentono il regolare svolgimento di una giornata di lavoro “fatta bene”, ma cio’ non importa… Il lavoro deve essere perfetto anche se perfetto non puo’ essere. Se possibile, un consiglio mi farebbe molto bene, almeno moralmente…. in fondo io non chiedo altro che essere lasciato in pace…. senza essere stressato senza ragione… Grazie

Si avverte chiaramente l’intensità della sofferenza che mi sembra direttamente proporzionale all’importanza che ha sempre attribuito al lavoro, non solo come fonte di sostentamento ma anche come pilastro dell’identità e che deve averne fatto un lavoratore encomiabile.

Percependo tanta energia mi chiedo se sta già pensando a come investirla in altri scopi nel momento che la pensione arriverà. Per dirla con un linguaggio da economista suggerirei di diversificare gli investimenti riducendo quelli relativi al lavoro. Nella sua lettera non accenna ai motivi per cui, a suo avviso, sarebbe oggetto di questa persecuzione e se siano da considerare anche motivi non personali e connessi alla crisi e al mercato del lavoro. Non credo utile imbarcarsi in una infinita battaglia legale che se le potesse dare qualche vantaggio economico non le restituirebbe mai, anzi, il ruolo di apprezzato lavoratore di quell’azienda.

Roberto Lorenzini

RUBRICA STATE OF MADNESS

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Attenzione: stateofmind.it pubblica articoli e contenuti a solo scopo informativo e che in nessun caso possono sostituire un consulto specialistico con medici, psicologi o psicoterapeuti, la prescrizione di un trattamento o il rapporto diretto con il proprio medico curante.

Questa rubrica di risposte alle domande dei lettori non può sostituire un reale consulto psicologico o psicoterapico con uno specialista. Nessun percorso terapeutico può prescindere dal rapporto diretto con uno specialista abilitato alla professione.

Lo scopo della rubrica è prima di tutto giornalistico e informativo e di offrire, quando possibile, un primo orientamento al lettore senza in alcun modo suggerire diagnosi o terapie telematiche.

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