Report dal seminario: Comportamenti suicidari e Disturbi Borderline e Antisociale
Milko Prati, Ilaria Merici
Report dal seminario:
Comportamenti suicidari e Disturbi Borderline e Antisociale: Indici predittivi in infanzia e adolescenza
Lo scorso week end (9-10 maggio 2014) a Milano si è tenuto un convegno sul tema degli indici predittivi di comportamenti suicidari e borderline. Organizzato dall’Istituto ISIPSÉ (Istituto di Specializzazione in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale) in collaborazione con il CSCP (Centro Studi per la Cultura Psicologica) e l’Università Bicocca, ha visto come relatrice una delle personalità di maggior rilievo della psicologia evolutiva internazionale, la Professoressa Karlen Lyons-Ruth.
Il Dott. Carlo Rodini ideatore dell’iniziativa, ha aperto il convegno presentando il prezioso contributo scientifico fornito dagli studi di Karlen Lyons-Ruth nel campo della psicologia dello sviluppo all’interno della matrice della Contemporary Psychoanalisys, in particolare rispetto al lavoro del Boston Change Process Study Group.
La relatrice si è focalizzata nel corso della prima giornata sull’infanzia e l’età scolare, per poi passare il giorno successivo all’adolescenza. La base di partenza è stato uno studio longitudinale realizzato con lo scopo di capire il ruolo a lungo termine delle esperienze precoci sullo sviluppo della psicopatologia dei bambini, attraverso valutazioni multimodali e multidisciplinari.
I risultati dello studio longitudinale hanno permesso di mostrare che ci sono fattori predittivi nell’infanzia, nell’età scolare (K. Lyons-Ruth 2013;15(5-6):562-82) e nell’adolescenza (K. Lyons-Ruth 2013 Apr 30;206(2-3):273-81) dell’espressione del disturbo borderline di personalità e di comportamenti autolesivi e suicidari.
Questi i fattori:
- durante l’infanzia, è stato valutato lo stile di attaccamento con la Strange Situation ed è risultato statisticamente significativo il tipo disorganizzato e non il tipo evitante, come ci si poteva forse attendere;
- in età scolare e in adolescenza, l’osservazione ha evidenziato che assumono particolare rilevanza statistica i comportamenti controllanti di tipo punitivo, quelli di tipo caregiving, i comportamenti disorganizzati, il ritiro materno e la confusione di ruoli. Con sorpresa è emerso che non è un fattore predittivo il comportamento ostile e/o intrusivo della madre.
K. Lyons-Ruth ha tenuto a precisare che i risultati dello studio non devono essere interpretati come un effetto domino, ha infatti affermato: “L’infanzia contribuisce ma non determina cosa succede dopo”. Lo stile di attaccamento disorganizzato pertanto non è conferma di per sé dell’espressione futura di un disturbo borderline di personalità.
I fattori predittivi sono stati mostrati anche attraverso la visione, con commento, di numerose sequenze filmate di interazioni madre-bambino e madre-adolescente. Questa modalità ha permesso un maggiore coinvolgimento da parte dell’audience che ha potuto apprezzare anche le possibili applicazioni dei risultati di una ricerca scientifica in ambito clinico.
In particolare, le evidenze cliniche di maggior rilievo riguardano la confusione di ruolo nell’interazione bambino-genitore che è:
- osservabile chiaramente già dall’età di 3 anni;
- predittiva dall’età di 8 anni di caratteristiche di disturbo borderline di personalità;
- fortemente correlata in adolescenza all’ideazione suicidaria e a comportamenti autolesivi.
La discussione in plenaria è stata animata soprattutto per quanto riguarda le possibili ulteriori aree di indagine: quale ruolo gioca il padre? Quali possono essere i fattori preventivi ed eventualmente riparativi? Questioni ancora aperte che stimolano la ricerca e potranno essere oggetto di studio nel futuro.
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BIBLIOGRAFIA:
- The Boston Change Process Study Group (2012). Il cambiamento in psicoterapia. Raffaello Cortina Editore: Milano. ACQUISTA ONLINE
- Lyons-Ruth, K. Et al. (2013). Parsing the construct of maternal insensivity: distinct longitudinal pathways associated with early maternal withdrawal. Attachment & Human Development, 15(5-6):562-82
- Lyons-Ruth, K. Et al. (2013). Borderline symptoms and suicidatily/self-injury in late adolescence: prospectively observed relationship correlates in infancy and childhood. Psichiatry Research, 206(2-3):273-81

Un manuale completo, chiaro e di immediato utilizzo: ogni capitolo è corredato di tabelle di riferimento per il corretto impiego delle scale, e di utili esempi; uno strumento da tenere nella cassetta degli attrezzi sia per chi si appresta per le prime volte all’utilizzo del MMPI, sia per chi da anni ci lavora, senza mai dimenticare l’importanza dell’aggiornamento e la curiosità di comprendere, approfondire e integrare le informazioni che si possono ricavare dallo strumento, tenendo bene a mente l’unicità del cliente.
DONNA BARBUTA SEMPRE….CRITICATA:
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