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NEUROSCIENZE

 

Un miracolo di alta nutrizione – La dipendenza dal gusto del cibo: quando sale, zucchero e grassi sono troppi
Neuroscienze Psicologia

Un miracolo di alta nutrizione – La dipendenza dal gusto del cibo: quando sale, zucchero e grassi sono troppi

Possiamo andare incontro a dipendenza dal gusto del cibo quando mangiamo cibi con alto contenuto di zucchero, sale o grassi. Queste componenti agiscono sui sistemi dopaminergico e limbico come oppiodi endogeni favorendo in noi il desiderio dello stesso gusto.

Pitch anything. La presentazione perfetta (2017) di Oren Klaff – Recensione del libro
Neuroscienze Psicologia

Pitch anything. La presentazione perfetta (2017) di Oren Klaff – Recensione del libro

Il libro ‘Pitch anything. La presentazione perfetta’ di Oren Klaff svela il metodo dell’autore per fare presentazioni che convincano l’interlocutore. Le sue armi si basano su principi di neurofinanza per cui occorrerebbe controllare gli schemi mentali rivolgendosi alla parte primordiale del cervello di chi ascolta

Invecchiamento cerebrale: sentirsi giovani rende il cervello più sano, più a lungo
Neuroscienze Psicologia

Invecchiamento cerebrale: sentirsi giovani rende il cervello più sano, più a lungo

Uno studio recente sull’ invecchiamento cerebrale dà ragione al senso comune per cui “sentirsi giovani” e condurre la propria vita di conseguenza agirebbe anche sull’età biologica del cervello, mantenendolo più giovane

Cocaina: scoperto il ruolo di un nuovo gene che favorisce la dipendenza
Neuroscienze Psicologia

Cocaina: scoperto il ruolo di un nuovo gene che favorisce la dipendenza

Dipendenza da cocaina: l’ultimo studio di Alban de Kerchove d’Exaerde e colleghi ha scoperto un gene, Maged1, la cui attivazione nella corteccia prefrontale avrebbe un ruolo nel meccanismo di dipendenza.

Alzheimer: obesità e invecchiamento in che modo contribuiscono all’insorgenza del morbo?
Neuroscienze

Alzheimer: obesità e  invecchiamento in che modo contribuiscono all’insorgenza del morbo?

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. Tra i principali fattori di rischio ritroviamo l’invecchiamento. Oltre a ciò, alcuni studi suggeriscono che anche l’obesità legata all’alimentazione possa essere collegata al suo manifestarsi aggravando gli effetti dell’invecchiamento.

La stimolazione cognitiva per soggetti con Mild Cognitive Impairment (MCI)
Neuroscienze

La stimolazione cognitiva per soggetti con Mild Cognitive Impairment (MCI)

La prevalenza di Mild Cognitive Impairment (MCI) nella popolazione anziana varia dal 3% al 6% e costituisce un importante fattore di rischio verso lo sviluppo di diverse forme di demenza. Nel contrastare questa forma di deterioramento cognitivo precoce sono stati sviluppati oggi diversi approcci di training cognitivo.

Apatia e anedonia: i contributi di neuroscienze e paradigmi comportamentali in soccorso alla clinica
Neuroscienze Psichiatria Psicologia

Apatia e anedonia: i contributi di neuroscienze e paradigmi comportamentali in soccorso alla clinica

Apatia e anedonia sono sintomi di disturbi come la depressione, la schizofrenia, le demenze. Nature Neuroscience ha pubblicato una review in cui mostra il contributo che neuroscienze e paradigmi comportamentali possono dare nel trattamento clinico.

Ketamina: la storia, il meccanismo d’azione e gli effetti collaterali – Introduzione alla Psicologia
Neuroscienze Psicologia

Ketamina: la storia, il meccanismo d’azione e gli effetti collaterali – Introduzione alla Psicologia

La ketamina può essere impiegata come anestetico generale ma in particolar modo è utilizzata come droga d’abuso. Si trova sotto forma di liquido, capsule, polvere cristallina o in compresse. Produce effetti allucinatori di durata piuttosto breve.

Cannabis: il confine tra benefici e danni
Neuroscienze Psicologia

Cannabis: il confine tra benefici e danni

Nonostante si studino gli effetti della Cannabis da molti anni, mancano ancora alcune evidenze di efficacia per l’uso terapeutico su alcuni disturbi. Una sostanza che è stata etichettata come molto pericolosa nel 1961 ma che ora alcuni Paesi stanno rivalutando, alla luce anche di nuove scoperte scientifiche

Religiosità nella terza età: il ruolo degli ormoni sessuali
Neuroscienze

Religiosità nella terza età: il ruolo degli ormoni sessuali

Un nuovo studio ha scoperto che il livello di religiosità degli uomini di terza età potrebbe dipendere anche dal livello di certi ormoni sessuali. Il fattore biologico sembrerebbe quindi importante tanto quanto i fattori psicologici e sociali.

Asfissia perinatale: cause, caratteristiche e fattori di rischio
Neuroscienze

Asfissia perinatale: cause, caratteristiche e fattori di rischio

L’ asfissia perinatale è tra le principali cause di danno cerebrale nei neonati a termine. Il meccanismo per cui si verifica è conosciuto solo in parte, ma in molti casi è presumibilmente legato ad una anomala formazione della placenta.

I Gangli della base – Introduzione alla Psicologia
Neuroscienze

I Gangli della base – Introduzione alla Psicologia

I gangli della base attraverso le interazioni con la corteccia cerebrale contribuiscono al movimento volontario e ad altre forme di comportamento come le funzioni scheletro-motorie, oculomotorie, cognitive ed emozionali.

Attività ludica infantile: dalla dimensione psicologica alle connotazioni neurobiologiche
Neuroscienze Psicologia

Attività ludica infantile: dalla dimensione psicologica alle connotazioni neurobiologiche

L’attività ludica infantile costituisce per ogni bambino un’attività dalle importanti ricadute sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Non meno importanti sono gli effetti sulla neuroplasticità di alcune aree del cervello del bambino.

Genitori critici: il cervello dei bambini risponde diversamente agli stimoli emotivi
Neuroscienze Psicologia

Genitori critici: il cervello dei bambini risponde diversamente agli stimoli emotivi

Secondo un recente studio della Binghamton University State di New York, i figli di genitori molto critici mostrano meno attenzione alle emozioni espresse e comunicate attraverso le espressioni facciali. Ciò influenzerebbe le loro relazioni sociali e sembra essere legato a un maggiore rischio di sintomi psicopatologici

Scoperti particolari segmenti di DNA che causerebbero la morte dei neuroni nel Morbo di Alzheimer
Neuroscienze

Scoperti particolari segmenti di DNA che causerebbero la morte dei neuroni nel Morbo di Alzheimer

Un recente studio che ha coinvolto più di 600 soggetti ha messo in evidenza per la prima volta un’associazione tra la presenza di proteina Tau all’interno delle cellule cerebrali e l’attività di particolari sequenze di DNA che potrebbero innescare la neurodegenerazione tipica del morbo di Alzheimer.

Diventare Psicoterapeuta

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