NEUROSCIENZE

 

Scoperti particolari segmenti di DNA che causerebbero la morte dei neuroni nel Morbo di Alzheimer
Neuroscienze

Scoperti particolari segmenti di DNA che causerebbero la morte dei neuroni nel Morbo di Alzheimer

Un recente studio che ha coinvolto più di 600 soggetti ha messo in evidenza per la prima volta un’associazione tra la presenza di proteina Tau all’interno delle cellule cerebrali e l’attività di particolari sequenze di DNA che potrebbero innescare la neurodegenerazione tipica del morbo di Alzheimer.

Encefalopatia ipossico-ischemica nel neonato
Neuroscienze Psicologia

Encefalopatia ipossico-ischemica nel neonato

Encefalopatia ipossico-ischemica nel neonato: che cos è, quali sono i fattori di rischio e le possibili conseguenze nuropatologiche sia nel neonato a termine che prematuro.

È durante il riposo che il nostro cervello elabora le informazioni sociali
Neuroscienze

È  durante il riposo che il nostro cervello elabora le informazioni sociali

Secondo un recente studio la corteccia prefrontale mediale e la giunzione tempoparietale sono implicate nei processi di inferenza sociale, di valutazione della personalità, degli stati mentali e delle intenzioni altrui. È inoltre emerso che la loro connettività influenza le prestazioni di memoria sociale.

Cervelli simili in tutte le specie: il fondamentale equilibrio tra i neuroni
Neuroscienze

Cervelli simili in tutte le specie: il fondamentale equilibrio tra i neuroni

La corteccia cerebrale è responsabile di numerose capacità cognitive basate sull’attivazione di due principali tipi di cellule: i neuroni eccitatori e quelli inibitori. Un’alterazione nell’equilibrio di attivazione di tali cellule sembra essere implicato in alcuni disturbi come l’autismo e l’epilessia.

Ossitocina: un ormone che influenza le nostre interazioni sociali
Neuroscienze

Ossitocina: un ormone che influenza le nostre interazioni sociali

Studi recenti suggeriscono che l’ossitocina sia implicata nello sviluppo delle interazioni sociali, aumentando i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia. Diverse sono le ipotesi in merito al coinvolgimento di questo ormone in quei disturbi psichici in cui tali abilità risultano deficitarie.

Stimolazione cerebrale (dTMS) e obesità: una nuova strada per il trattamento
Neuroscienze Psicologia

Stimolazione cerebrale (dTMS) e obesità: una nuova strada per il trattamento

dTMS ed obesità: Uno studio italiano rileva gli effetti della stimolazione cerebrale nel trattamento per l’obesità. Come per alcune dipendenze, si agirebbe su alterazioni del sistema di ricompensa cerebrale.

Neuroethics: Re-Mapping the Field – Report del convegno
Neuroscienze Psicologia

Neuroethics: Re-Mapping the Field – Report del convegno

Neuroethics: Re-Mapping the field. Nel convegno svoltosi a Milano a maggio si sono discusse alcune tecniche di enhacement cognitivo – dalla mindfulness ai wearable neurofeedback devices – e le loro prospettive d’uso, considerandone le implicazioni etiche.

Il continuo lavoro del nostro cervello: le regioni cerebrali deputate all’elaborazione di informazioni sociali sono attive anche durante il riposo
Neuroscienze

Il continuo lavoro del nostro cervello: le regioni cerebrali deputate all’elaborazione di informazioni sociali sono attive anche durante il riposo

Durante il periodo di riposo a seguito di un compito sociale, nel nostro cervello si manifesterebbe un aumento di connessioni tra la corteccia prefrontale mediale e la giunzione temporoparietale, aree deputate all’elaborazione di informazioni sociali.

L’obesità precoce influisce sull’apprendimento e sulla memoria dei bambini
Neuroscienze Psicologia

L’obesità precoce influisce sull’apprendimento e sulla memoria dei bambini

Secondo un recente studio condotto su 233 bambini, l’obesità infantile influenzerebbe l’ apprendimento e la memoria dei più piccoli.

Le demenze non Alzheimer e l’Afasia Progressiva Primaria
Neuroscienze

Le demenze non Alzheimer e l’Afasia Progressiva Primaria

L’ afasia progressiva primaria (APP) è una sindrome neurologica rara caratterizzata da aspetti clinici polimorfi che presentano come elemento in comune la perdita del linguaggio. Il deficit linguistico può presentarsi a livello fonologico, semantico e sintattico, sul versante orale o scritto.

Il trasferimento di memoria da un organismo ad un altro
Neuroscienze

Il trasferimento di memoria da un organismo ad un altro

Secondo uno studio fatto su alcune lumache, il trasferimento di memoria da un organismo a un altro sarebbe possibile attraverso l’RNA, che trasporterebbe l’engramma.

Gli effetti della privazione materna su cervello e capacità cognitive
Neuroscienze Psicologia

Gli effetti della privazione materna su cervello e capacità cognitive

I bambini esposti a privazione materna, separazioni e stress sarebbero più predisposti a malattie mantali, dipendenze e perfino schizofrenia in età adulta

Il talamo: anatomia e funzioni – Introduzione alla Psicologia
Neuroscienze Psicologia

Il talamo: anatomia e funzioni – Introduzione alla Psicologia

Il talamo è una sorta di “sorvegliante” che concorre a decidere quali sono le emozioni e i pensieri consentiti. Valuta inoltre il grado di coerenza delle informazioni rispetto a quanto appreso in passato ed è perciò responsabile della creazione dei modelli, valori e obiettivi che regolano il nostro comportamento.

Come può la musica aiutare i pazienti affetti da Alzheimer o da altre forme di demenza?
Neuroscienze

Come può la musica aiutare i pazienti affetti da Alzheimer o da altre forme di demenza?

Le persone affette da malattia di Alzheimer, o da altre forme di demenza, si trovano di fronte a un mondo sconosciuto che causa disorientamento e ansia. Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che la musica potrebbe rendere questi sintomi più gestibili e migliorare la qualità di vita di questi pazienti.

Perché la flora batterica influenza il nostro comportamento?
Neuroscienze Psicologia

Perché la flora batterica influenza il nostro comportamento?

Numerosi studi mostrano gli effetti dei microorganismi intestinali sul cervello e sul comportamento; per descrivere questa relazione hanno coniato il termine: asse microbiota-intestino-cervello. In particolare, sono stati evidenziati degli effetti sui sintomi ansiosi e depressivi sia negli animali che negli umani.

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