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La flessibilità psicologica nella terapia per gli individui affetti da obesità

Lo studio d Guerrini Usubini et al. (201), ha studiato l’associazione tra flessibilità e benessere psicologico in un campione di individui con obesità

Di Francesca Andrei Mitroi

Pubblicato il 04 Gen. 2023

Aggiornato il 05 Feb. 2024 11:47

L’obesità è una condizione cronica della salute che può essere determinata da differenti fattori: la genetica, il metabolismo, il benessere socioculturale e i fattori ambientali e comportamentali (Boles et al., 2017; Curry, 2017).

 

Prevalenza e complicanze in associazione all’obesità

 Nel corso degli ultimi 50 anni l’obesità è incrementata notevolmente, raggiungendo i livelli di una pandemia. Più di 1 miliardo di persone nel mondo, nel 2014, erano affette da obesità e di questi, più di 600 milioni soddisfavano i criteri basati sul Body Mass Index (BMI: Kg/m2 >30; World Health Organization, 2000).

L’obesità è considerata un fattore di rischio sia per complicazioni mediche che per complicazioni psicologiche. Infatti, aumenta il rischio di malattie metaboliche, cardiovascolari e muscoloscheletriche, come il diabete di tipo 2, l’osteoporosi, l’ipertensione e determinate tipologie di cancro. Similmente, l’obesità e il sovrappeso possono essere associati a una grande varietà di conseguenze psicologiche come la depressione, l’ansia, i disturbi alimentari, portando conseguentemente a livelli più bassi di qualità di vita e di autostima (Bray et al., 2017).

L’ACT e la flessibilità psicologica

La maggior parte delle ricerche riguardanti la flessibilità psicologica sono state condotte nel contesto della Acceptance and Commitment Therapy (ACT), una terapia basata su un approccio transdiagnostico (Hayes et al., 2006). L’ACT si basa sull’accettazione delle esperienze sfavorevoli con lo scopo di promuovere la flessibilità psicologica definita come “l’abilità di entrare in contatto direttamente e apertamente con un’esperienza nel momento presente, cambiando il proprio comportamento in base a ciò che la situazione offre ed in base ai valori ed obiettivi personali” (Hayes et al., 2006).

Molti studi scientifici, esaminando l’efficacia dell’ACT su una varietà di condizioni di salute, hanno riscontrato che la flessibilità psicologica è un fattore chiave per il benessere psicologico e per la qualità della vita (Biglan et al., 2008).

Sebbene solo pochi studi abbiano esaminato la flessibilità psicologica negli individui affetti da obesità, dalle evidenze si denota l’importanza di questo aspetto per la promozione del benessere psicologico (Cattivelli et al., 2018; Schumacher et al., 2019; Weineland et al., 2012); per questo lo studio pubblicato nel 2021 da Guerrini Usubini e colleghi, ha studiato l’associazione tra la flessibilità e il benessere psicologico in un campione di individui adulti affetti da obesità. Lo studio si è concentrato su una definizione di benessere psicologico che evidenzia la salute auto-percepita e gli aspetti psicologici della salute, inclusi gli affetti interpersonali e gli stati emotivi positivi e negativi, enfatizzando le valutazioni soggettive e individuali (Diener, 1984; Grossi & Compare, 2014).

ACT e obesità

Un primo risultato indica che, come ipotizzato, bassi livelli di flessibilità psicologica sono associati a bassi livelli di benessere psicologico.

 Coerentemente con le evidenze supportate dal modello della flessibilità psicologica nel campo dell’ACT, i risultati hanno confermato che gli individui con buoni livelli di salute psicologica hanno la capacità di stabilire un contatto aperto e flessibile con i loro stati interni ed esterni e si impegnano in azioni che sono coerenti con i loro valori personali. Infatti, la flessibilità psicologica risulta avere una forte associazione con svariati risultati psicologici positivi, come la riduzione dello stress, dell’ansia e delle sintomatologie depressive (Bardeen et al., 2013; Francis et al., 2016; Tyndall et al., 2020).

Al contrario, si è confermato che gli individui con bassi livelli di flessibilità psicologica hanno maggiori probabilità di insorgenza di disturbi caratterizzati da difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale (Masuda & Tully, 2012).

Il trattamento dell’obesità

Al giorno d’oggi le linee guida per il trattamento dell’obesità raccomandano interventi multiprofessionali e multidisciplinari che includono l’esercizio fisico, la dieta e la terapia cognitivo-comportamentale per promuovere uno stile di vita sano ed una salute psicologica. Lo studio pubblicato nel 2021 (Guerrini Usubini et al., 2021) sulla terapia ACT ha importanti implicazioni cliniche poiché, oltre a fornire ulteriori prove riguardo al ruolo benefico della flessibilità psicologica sul benessere, suggerisce di potenziare il lavoro della terapia ACT negli interventi psicologici per gli individui affetti da obesità, confermandone nello studio l’utilità e l’efficacia.

 

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