Gli scienziati potranno leggere nella nostra mente?

Attraverso le tecniche di neuroimaging, si può essere ora in grado di indovinare cosa gli altri pensano. E' il risultato di un nuovo studio americano.

ID Articolo: 111945 - Pubblicato il: 14 luglio 2015
Gli scienziati potranno leggere nella nostra mente?
Messaggio pubblicitario SFU 2020

Secondo quanto emerso da un nuovo studio, gli scienziati potrebbero essere ora in grado di leggere la nostra mente.

Ma, onde evitare l’insorgenza di tendenze deliranti in qualche lettore o l’apparire di qualcuno che grida all’ennesimo complotto, spieghiamo meglio quanto studiato in questa interessante ricerca.

I ricercatori della Carnegie Mellon University in Pennsylvania, hanno sottoposto dapprima i loro soggetti a un compito di apprendimento: hanno fornito loro delle informazioni sulle abitudini e sulla dieta di otto diversi animali e hanno osservato, tramite tecniche di neuroimmagine, cosa succedeva nel loro cervello nell’immagazinamento delle nuove informazioni.

E’ stato così osservato come ogni persona acquisisca una specifica firma di attivazione cerebrale per i diversi animali: specifiche regioni del cervello vengono attivate per specifici habitat, così come particolari aree cerebrali vengono attivate per le diverse diete degli animali.

Messaggio pubblicitario ISFAR EFT Dato che le informazioni apprese per ogni animale sono associate all’attivazione di specifiche aree cerebrali, i ricercatori sono stati in grado di utilizzare le immagini di fMRI per scoprire qual era l’animale pensato dal soggetto in un determinato momento, osservando le aree cerebrali attivate nel recupero delle informazioni.

Chissà se un giorno si potrà davvero leggere la mente altrui attraverso delle scansioni cerebrali, per adesso siamo ben lontani da scenari ai limiti della fantascienza.

Sarebbe meglio concentrarsi sugli effettivi risvolti positivi che questo studio porta con sè: come sostengono i principali ricercatori Bauer e Just, i loro risultati potrebbero essere in grado di contribuire a sviluppare modi più efficaci per l’insegnamento di materie complicate scuola e far luce su come invertire la perdita di conoscenza che accompagna i disturbi come l’Alzheimer e la demenza.

Scientists are now able to read people’s minds using MRI images of the brain that show specific patterns of neural activity.
In an experiment conducted by Carnegie Mellon University in Pennsylvania U.S., researchers deduced what people were thinking about by observing brain activity following a simple learning task.

Gli scienziati potranno leggere nella nostra mente?Consigliato dalla Redazione

Gli scienziati possono leggere nella nostra mente? - Immagine: 73243812
Gli scienziati, attraverso le tecniche di neuroimaging, sono ora in grado di indovinare cosa pensiamo. E’ il risultato di uno studio della Carnegie Mellon University in Pennsylvania. (…)

 

Per continuare la lettura sarete reindirizzati all’articolo originale … Continua  >>

 


Tutti gli Articoli di State of Mind su Neuropsicologia

La sindrome del lobo frontale
Neuroscienze Psicologia

La sindrome del lobo frontale

Il lobo frontale rappresenta il lobo più grande del cervello ed è diviso in tre aree principali ben definite (corteccia motoria primaria, corteccia supplementare e premotoria e corteccia prefrontale) (L. Pirau et al., 2020).   Dopo un danno cerebrale alla corteccia prefrontale, varia è la natura dei disturbi della personalità

Il nostro cervello: autonomo, potente e dinamico definisce chi siamo durante tutto il corso della nostra vita
Neuroscienze Psicologia

Il nostro cervello: autonomo, potente e dinamico definisce chi siamo durante tutto il corso della nostra vita

Il nostro cervello è una macchina fantastica, complessa e ancora per certi versi misteriosa. Ci consente di essere ciò che siamo e fare ciò che facciamo senza richiedere il nostro diretto intervento.   Autonomo, potente e dinamico è infatti la cosa più importante che abbiamo perché ci rende ciò che

Plasticità neuronale: memoria e apprendimento
Psicologia

Plasticità neuronale: memoria e apprendimento

Memoria e apprendimento sono manifestazioni della plasticità neuronale, cioè della capacità del sistema nervoso di adattarsi a cambiamenti dell’ambiente interno o esterno.   L’apprendimento è il processo mediante il quale le nostre esperienze modulano e cambiano il sistema nervoso e il comportamento: esso, pertanto, implica cambiamenti, che si verificano a

Demenza con Corpi di Lewy: diagnosi e segni prodromici
Neuroscienze Psicologia

Demenza con Corpi di Lewy: diagnosi e segni prodromici

Scopo dell’articolo è fornire delle indicazioni utili per l’assessment neuropsicologico nell’oggettivazione dei segni prodromici di una Demenza con Corpi di Lewy (DLB).   Nel panorama delle demenze, quella con corpi di Lewy è la seconda in ordine di frequenza. L’età media di insorgenza del disturbo è compresa tra i 58

I neuroni bussola ci aiutano ad orientarci tra i pensieri
Neuroscienze Psicologia

I neuroni bussola ci aiutano ad orientarci tra i pensieri

Sono stati pubblicati, dalla rivista scientifica internazionale Communications Biology, i risultati di uno studio dell’Università di Trento che ha portato ad una nuova scoperta: gli stessi neuroni che indicano la direzione del movimento nello spazio fisico si attivano anche per orientarci tra i concetti nello spazio astratto delle idee.   Nei mammiferi

Sistema Limbico e amigdala
Neuroscienze Psicologia

Sistema Limbico e amigdala

All’interno delle regioni cerebrali che costituiscono il sistema limbico, una funzione di vitale importanza è rivestita dall’amigdala.   Il nostro cervello è suddiviso anatomicamente in tre parti diverse – prosencefalo (o cervello anteriore), mesencefalo (o cervello medio) e romboencefalo (o cervello posteriore) – che originano a partire dalle prime settimane

La teoria della mente (TOM) dopo trauma cranico encefalico
Psicologia

La teoria della mente (TOM) dopo trauma cranico encefalico

Lo Strange-stories-task è stato utilizzato per valutare le capacità di ragionare sugli stati mentali e per rilevare deficit della teoria della mente in individui con lesioni cerebrali dovute a trauma cranico.   “In quanto esseri umani, assumiamo che gli altri vogliano, pensino, credano e simili, e quindi deduciamo stati che

Il trauma cranico encefalico (TCE): dal trauma alla riabilitazione
Psicologia

Il trauma cranico encefalico (TCE): dal trauma alla riabilitazione

Dopo un Trauma Cranio Encefalico di qualsiasi entità possono persistere vari deficit cognitivi e neuropsichiatrici.   Il Trauma Cranio Encefalico (TCE) “interrompe la normale funzione del cervello. Questa funzione può influire negativamente sulla qualità della vita di una persona con sintomi cognitivi, comportamentali, emotivi e fisici che limitano il funzionamento interpersonale, sociale

L’organizzazione a network delle aree cerebrali nella malattia di Parkinson
Neuroscienze Psicologia

L’organizzazione a network delle aree cerebrali nella malattia di Parkinson

Nella malattia di Parkinson è particolarmente comune il riscontro di una sindrome disesecutiva, caratterizzata da difficoltà nell’esecuzione di compiti complessi, nella pianificazione a lungo termine, nella memorizzazione e nel richiamo di nuove informazioni.   Un’architettura ben definita Oggetto di grande interesse e di ricerca negli ultimi dieci anni, il connettoma, descrive

L’utilizzo dei Potenziali Evocati nel dolore e nei disturbi di sensibilità di difficile inquadramento diagnostico
Neuroscienze Psicologia

L’utilizzo dei Potenziali Evocati nel dolore e nei disturbi di sensibilità di difficile inquadramento diagnostico

I potenziali evocati (PE) costituiscono un esame diagnostico di rilievo nei casi di dolore neuropatico in cui gli altri accertamenti strumentali non siano dirimenti. Eliana Berra – OPEN SCHOOL Studi Cognitivi, Milano   Le tipologie di dolore La persistenza di dolore e alterazioni della sensibilità, quali formicolii, bruciori, sensazione di

The Boston Process Approach: una tecnica di osservazione qualitativa
Neuroscienze Psicologia

The Boston Process Approach: una tecnica di osservazione qualitativa

Il Boston Process Approach è descrivibile come “flessibile” perché si tratta di una tecnica che si può applicare ad uno svariato numero di test, mirando a non comprometterne la validità e specificità.   Il Boston Process Approach mira a valutare qualitativamente il comportamento del paziente all’interno della valutazione neuropsicologica, basandosi sul

Amnesia di origine psicogena: tipologie ed esiti
Neuroscienze Psicologia

Amnesia di origine psicogena: tipologie ed esiti

L’amnesia psicogena consiste nella perdita di memoria a causa fattori psicologici.   L’amnesia psicogena può essere globale, ossia coinvolgere tutti i ricordi autobiografici di un individuo, oppure specifica alla situazione (Kopelman, 1987). Quest’ultima si riferisce ad una lacuna nella memoria per un incidente traumatico e può insorgere in una varietà di

Mens sana in corpore sano: l’effetto benefico dell’irisina muscolare nella malattia di Alzheimer
Neuroscienze

Mens sana in corpore sano: l’effetto benefico dell’irisina muscolare nella malattia di Alzheimer

Una ricerca condotta dal team del Massachusetts General Hospital ha studiato come l’irisina, un ormone scoperto recentemente che viene prodotto dall’organismo durante l’esercizio fisico, abbia effetti benefici nel morbo di Alzheimer.   Fin dall’antichità, come testimonia il motto “mens sana in corpore sano”, è nota la relazione esistente tra esercizio

Disturbo da stress post-traumatico: una considerazione diagnostica differenziale per i sopravvissuti al COVID-19
Attualità Psicologia

Disturbo da stress post-traumatico: una considerazione diagnostica differenziale per i sopravvissuti al COVID-19

La ricerca sull’impatto neuropsicologico del COVID-19 si colloca attualmente a uno stadio preliminare: dati recenti suggeriscono che SARS-CoV-2 può influenzare il sistema nervoso centrale (SNC) e il successivo funzionamento neuropsicologico per vie dirette e indirette.   Mentre le prime prove da studi di casi di COVID-19 suggeriscono che questi sopravvissuti

Trauma cranico: valutazione e intervento psicologico
Neuroscienze Psicologia

Trauma cranico: valutazione e intervento psicologico

Per effettuare una valutazione clinica del trauma cranico vengono considerati vari elementi, tra i quali: età, reattività motoria, agitazione psicomotoria, riflessi del tronco cerebrale, profondità e durata del coma, sindrome di Kluver-Bucy e durata dell’amnesia post traumatica.   Il Trauma cranico-encefalico (TCE) è causato da un impatto sul cranio di

L’invecchiamento patologico: la demenza e le vulnerabilità – Video del webinar
Psicologia

L’invecchiamento patologico: la demenza e le vulnerabilità – Video del webinar

Video dal webinar L’invecchiamento patologico: la demenza e le vulnerabilità a cura della Dott.ssa Sciore Roberta – Psicologa, Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia dell’Invecchiamento e Co-didatta presso Studi Cognitivi.   L’invecchiamento è un processo di sviluppo evolutivo che coinvolge con preponderanza soprattutto l’ultima parte dell’arco di vita della persona. Questo può caratterizzarsi

Stimolazione cognitiva: due tipologie di intervento per la demenza lieve e moderata
Psicologia

Stimolazione cognitiva: due tipologie di intervento per la demenza lieve e moderata

A seconda di sottotipo e gravità del disturbo neurocognitivo possono essere impiegate diverse tipologie di intervento: a uno stadio lieve-moderato di malattia è possibile applicare protocolli di stimolazione cognitiva, mentre a uno stadio grave è consigliato focalizzarsi sulla qualità di vita.   L’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento

Profilo neuropsicologico e funzioni esecutive nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e nei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
Psicologia

Profilo neuropsicologico e funzioni esecutive nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e nei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

Attraverso la somministrazione del test intellettivo WISC-IV e della batteria neuropsicologica NEPSY-II a due campioni puri, con DSA e ADHD, sono emerse alcune differenze significative.   In letteratura sono presenti molteplici studi che trattano i deficit neuropsicologici nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e nei disturbi specifici

Gamification: riabilitare i pazienti con disturbi neurocognitivi tramite l’utilizzo di videogiochi
Psicologia

Gamification: riabilitare i pazienti con disturbi neurocognitivi tramite l’utilizzo di videogiochi

Nel tempo si è sviluppata una branca particolarmente innovativa del training cognitivo che si focalizza sull’applicazione di meccanismi legati a videogiochi per coinvolgere i pazienti e generare benefici motivazionali: la Gamification.    Il training cognitivo è una pratica ampiamente diffusa in ambito neuropsicologico e riabilitativo che si fonda su un

Analogie tra il profilo neuropsicologico dell’anoressia nervosa e dei disturbi dello spettro autistico
Psichiatria Psicologia

Analogie tra il profilo neuropsicologico dell’anoressia nervosa e dei disturbi dello spettro autistico

Il profilo neuropsicologico dell’anoressia nervosa (AN) è caratterizzato da significative analogie con quello dei disturbi dello spettro autistico (ASD), nonostante la fenomenologia dei rispettivi quadri clinici presenti delle differenze sostanziali (Saure et al., 2020).   La sintomatologia di AN prevede: notevole restrizione dell’introito calorico, che conduce ad un peso criticamente

State of Mind © 2011-2022 Riproduzione riservata.

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Sono citati nel testo

Università e centri di ricerca

Messaggio pubblicitario