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Gravidanza e Genitorialità
E' importante promuovere il principio della bigenitorialità: la stabilità del minore non è data dalla stabilità logistica (cioè il fatto che il minore abbia come punto di riferimento una sola casa) ma dalla possibilità di poter godere nella quotidianità della presenza equilibrata di entrambi i genitori.
Impressioni dal Convegno “Disturbi Psicopatologici nel periodo perinatale. Evidenze internazionali e nuove progettualità” – 26 marzo 2012 Auditorium Padri Oblati, RHO (MI)
La co-genitorialità è la gestione congiunta dell'accudimento e si riferisce, in senso ampio, alla coordinazione e al sostegno fra adulti responsabili della cura e dell’allevamento dei figli.
Registrare messaggi d’amore e farli ripetere al fidanzato “perfetto” con la sua voce significa innanzitutto non riconoscere all’altro un’esistenza mentale indipendente dalla nostra, tanto da poter proiettare i nostri contenuti mentali all’interno della mente altrui che, senza nessuna possibilità di rielaborazione ce li risputa ... Continua
Il pointing, cioè l'indicare con il dito qualcosa invitando l'interlocutore a condividere l'attenzione, sembra essere un gesto particolarmente significativo per i bambini in età scolare
Si pensa infatti che i bambini tra i 6 e 9 mesi attraversino una fase “pre-linguistica” durante la quale, anche se in grado di percepire e comprendere gli elementi dei suoni della loro lingua nativa, non possiedono ancora la capacità di cogliere i significati trasmessi dal discorso.
La relazione tra stile educativo genitoriale e percezione di autorevolezza da parte dei figli, allo scopo di vedere come questa è in grado di mediare nella messa in atto di comportamenti delinquenziali.
Si riscontra un effetto causale diretto delle punizioni corporali sul comportamento dei bambini, sia come risposta al dolore che come effetto del modellamento familiare
La condizione prenatale negativa che consiste nell’avere una madre in gravidanza depressa può di fatto persino essere vantaggiosa se la medesima condizione viene mantenuta anche dopo la nascita.
Il momento adatto per intervenire in questo senso è tra i 5 e i 7 anni, età in cui i pregiudizi, derivanti dall'assumere acriticamente la categorizzazione sociale del proprio ambiente, specialmente quello familiare, raggiungono l'apice, per poi lasciare spezio alla formulazione di giudizi più personali in grado di imporsi sugli ... Continua
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