Gelosia

Cosa si intende per gelosia? Uomini e donne sono gelosi allo stesso modo? Cosa prova il geloso patologico e come può essere aiutato in terapia?

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E’ soprattutto nella vita di coppia che il termine gelosia viene utilizzato, per indicare il timore che l’oggetto amato sparisca per mano di un rivale. Timore che almeno una volta ha preso tutti gli innamorati: perché non ha risposto al telefono? Con chi stava parlando? Che ci va a fare in palestra? 

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Gelosia: una visione generale

Da sempre la gelosia ha rivestito un ruolo importante nella vita degli esseri umani. Essa infatti è parte integrante della vita dell’uomo, lo accompagna sin dalla prima infanzia e viene provocata da situazioni via via diverse durante la sua crescita: dalla gelosia verso le proprie figure genitoriali, passando dalla gelosia verso alcuni oggetti particolarmente significativi e dalla gelosia che nasce in determinati contesti sociali quali l’ambiente scolastico o di lavoro (caratterizzata per lo più da competizione), fino ad arrivare alla gelosia provocata da eventi che minacciano la propria vita di coppia.

Messaggio pubblicitario E’ soprattutto nella vita di coppia che il termine gelosia viene utilizzato, per indicare il timore che l’oggetto amato sparisca per mano di un rivale. Ha varie gradazioni ma costante è quel senso di minaccia e sospetto che almeno una volta ha preso tutti i veri innamorati: perché non ha risposto al telefono? Con chi stava parlando? Che ci va a fare in palestra? Sospetti utili entro un certo grado, un minimo di controllo serve e l’altro si sente amato.

Non a caso, dunque, la gelosia è protagonista di una copiosa letteratura (non solo di ambito psicologico): dalla teoria di psicologi evoluzionisti di una gelosia indispensabile per la sopravvivenza della specie (Buss, Larsen, Western e Semmelroth, 1992), fino ai più recenti studi che la vedono anche emblema di eventi negativi ma purtroppo attuali, quali la violenza sulle donne (Vandello e Cohen 2003; Puente e Cohen 2003).

Diversi tipi di gelosia

Come l’invidia?

Spesso la gelosia è associata all’invidia, in entrambi i casi infatti l’oggetto del contendere provoca reazioni “scomode” in chi vuole raggiungerlo. Tuttavia spesso i due termini sono differenziati da una sottile particolarità: mentre nel caso della gelosia l’oggetto del contendere è qualcosa che già si possiede (e quindi è facile notare come a volte la gelosia sia associata alla possessività) , nel caso dell’invidia invece l’oggetto del contendere è qualcosa che qualcun’altro possiede ma al quale si aspira fortemente (es. una caratteristica fisica, una posizione sociale o un certo tipo di relazione con una determinata persona).

Bambini e gelosia

E’ ormai noto come anche i bambini possano provare una gelosia molto intensa, soprattutto quando l’attenzione dei genitori (molto spesso la madre) è rivolta verso altre persone, specialmente verso altri bambini. La gelosia per eccellenza, in questo caso, è quella che il primogenito prova nei confronti dei fratelli più piccoli. Dunn e Kendrick (1980) hanno osservato come, all’arrivo del fratello/ sorella, il primogenito diventi più esigente e capriccioso fino a mostrare, in alcuni casi, reazioni psicosomatiche e depressione.

La gelosia nei bambini sembra confermare l’ipotesi della gelosia come sentimento naturale e istintivo, in realtà, sebbene questo sia del tutto comprensibile, non bisogna tralasciare tutte le variabili sociali e culturali che intervengono nel determinarla.

Gelosia verso il partner o romantica

La gelosia per una persona che si ama e che si teme di perdere è chiamata in letteratura gelosia romantica. La dinamica della romantica è attivata da tre ruoli fondamentali: il sé (la persona gelosa), la persona amata e il rivale. Questo tipo di gelosia è caratterizzata da un forte sentimento di possessività nei confronti della persona amata e quindi la convinzione di avere il diritto di vietare o imporre determinati comportamenti al proprio partner.

Tuttavia a volte si può essere gelosi anche di persone quasi sconosciute, il che esclude la presenza assoluta nella dinamica della gelosia della possessività. Nella gelosia è a volte presente il timore di perdere la persona amata per causa del rivale, timore tuttavia presente anche se in realtà la reale minaccia di un terzo incomodo nella relazione di coppia è del tutto assente (D’Urso, 1995). Altro elemento importante in questo tipo di gelosia è l’aspettarsi un possibile danno qualora la persona amata dovesse tradire, danno che potrebbe provocare anche una forte perdita dell’autostima. E’ quindi facile concludere come le situazioni che provocano gelosia possano avere delle reali fondamenta ma possano anche essere causate da paure infondate proiettate dalla persona gelosa all’interno della coppia.

Giancarlo Dimaggio identifica due radici della gelosia. La prima è il senso di vulnerabilità, inferiorità. Le azioni del geloso (controllo, investigazioni, aggressioni e vendette) nascono da lì, dal proprio senso di inferiorità. Costruire grandi case in mura di orgoglio e intonare inni al proprio valore servono ad allontanare la vulnerabilità. Se c’è qualcuno da accusare, il geloso scaccia l’idea strisciante di appartenere ad una genia di reietti. Gode del vigore che dà il combattere il nemico invece di sentirsi una nullità.

La seconda radice è più vicina a una forma di relazione oggettuale, il modo in cui nella mente si prevede andranno i rapporti. Di solito funziona così: si brama l’amato ma si teme di non essere alla sua altezza e che qualcuno più potente lo conquisterà. L’angoscia è insostenibile. La vita affettiva si plasma intorno al bisogno di controllare la perdita temuta. Scegliere una persona che fa tremare la terra sotto i piedi e passare la vita a prevenirne la fuga.

Gelosia romantica e conseguenze

La gelosia romantica ha probabili conseguenze sulle persone che giocano i ruoli fondamentali della sua dinamica: sulla persona amata, sul rivale ma in primo luogo sul Sé. Accade infatti spesso che la persona gelosa soffra sia per la gelosia in se stessa, sia per il fatto di provare con tale intensità questo sentimento di sofferenza, specialmente in situazioni poco definite.

Da un punto di vista cognitivo si osservano anche delle modifiche della percezione: essa si concentra soprattutto sull’esame minuzioso di tutti quegli eventi (o persone) che potrebbero costituire minaccia al proprio rapporto di coppia. Durante un attacco di gelosia la persona gelosa è capace ricordare esattamente ogni singolo fatto che sia stato fonte di dubbio (l’orario di un appuntamento, il vestito indossato in quell’occasione, ecc.).

Messaggio pubblicitario Qualora si presenti un eccesso della paura di perdere la persona amata, si parla di gelosia morbosa, gelosia che comporta una forte convinzione, spesso infondata, che il proprio partner sia coinvolto in altre relazioni affettive e/o sessuali. Capita quindi spesso che persone che soffrono di gelosia morbosa possano controllare o spiare la persona amata e, in alcuni casi, possono persino esercitare forme di controllo molto aggressive sul partner per prevenire l’infedeltà (usare violenza verbale, fisica o addirittura imprigionare chi si teme di perdere). L’intensità della gelosia è direttamente proporzionale alle dimensioni immaginarie della catastrofe della perdita della relazione e dell’amato intollerabile.

Tra le conseguenze della gelosia sulla persona amata, possono a volte essere presenti veri e propri comportamenti distruttivi nei suoi confronti, come provare odio o abusarne fisicamente, fino a considerare la persona che si ama disturbante quanto il rivale.

Verso il rivale ci si comporta invece proiettando in esso quasi esclusivamente sentimenti di annullamento e odio.

Caratteristiche della persona gelosa

Marrazziti e collaboratori (2010) hanno recentemente sviluppato un questionario inerente al tema della gelosia, con lo scopo di classificare le manifestazioni di gelosia nella popolazione non patologica, sulla base di quattro ipotetici profili: gelosia ossessiva, depressiva, associata ad ansia da separazione e paranoide.

Le tipologie di gelosia si caratterizzano per i seguenti aspetti: nella forma ossessiva, sono presenti sentimenti egodistonici ed intrusivi di gelosia che la persona non riesce a far cessare; nella forma depressiva, la persona prova un senso di inadeguatezza rispetto al partner, aumentando il rischio percepito di tradimento; nella forma con associata ansia da separazione, la prospettiva di una perdita del partner appare intollerabile, e vi è un rapporto di dipendenza e di continua ricerca di vicinanza; nella forma paranoide, vi è un’estrema diffidenza e sospettosità, con comportamenti controllanti ed interpretativi. Tale strumento rappresenta un utile collegamento tra normalità e patologia, ed ha lo scopo di portare luce su un fenomeno molto diffuso, sebbene poco studiato, e fonte di disagio psicologico in un’ampia parte della popolazione.

Nell’ambito della psicologia che si occupa delle differenze individuali la persona gelosa viene vista quasi sempre come introversa, meno sicura di sé, con un alto grado di nevroticismo. Un risultato comune in molte ricerche è la coesistenza di gelosia e bassa autostima ovvero insicurezza e tendenza a vedersi i soli colpevoli dei propri fallimenti relazionali.

Come fronteggiare la gelosia

Al solo pensiero di essere tradito, il geloso si sente disperato e senza un futuro, la sua perdita è segno di sconfitta e fallimento personale, teme di non potersi mai più innamorare: tutto ciò contribuisce a costruire il dramma della gelosia. Talvolta più che previsioni catastrofiche ben definite il soggetto sperimenta una sorta di buio totale, come se non avesse mai davvero pensato alla possibilità della perdita dell’amato: questo scenario non è rappresentato nella sua mente ed è proprio questa assenza di prospettive a renderlo massimamente minaccioso.

La definizione prima e il ridimensionamento poi del danno temuto sono operazioni fondamentali per uscire dalla sofferenza della gelosia ed è spesso ciò che le persone vicine fanno con chi soffre terribilmente per attenuare il suo dolore. In fondo si tratta di aiutarlo a immaginare in modo concreto la sua vita dopo la perdita dell’amato e di mostrargli come l’esistenza vada avanti e sia ricca di opportunità e come ciò che ha perduto non sia poi così grande.

Uomini e donne sono “diversamente gelosi”?

L’approccio evoluzionista sostiene che uomini e donne temono differenti tipi di gelosia: le donne sembrerebbero temere di più un tradimento sentimentale, mentre gli uomini sarebbero sarebbero più spaventati all’idea di essere vittima di un tradimento sessuale.

L’idea che la differenza di genere nella gelosia sia dovuta a un processo evolutivo è propria degli psicologi evoluzionisti (Buss, Larsen, Western e Semmelroth, 1992), secondo i quali la gelosia avrebbe garantito benessere a uomini e donne nel nostro ambiente ancestrale, seppur in modo diverso. L’uomo infatti non avrebbe potuto mai avere la certezza di essere il vero padre dei figli avuti dalla sua donna e quindi un’infedeltà sessuale della sua partner gli avrebbe causato un forte stress, ed egli avrebbe così perso una possibilità di riprodursi, investendo invece le proprie risorse paterne su dei figli a lui non geneticamente legati.

La donna, al contrario, trarrebbe beneficio da un contributo del suo uomo nel crescere la prole, cosa che verrebbe a mancare nel momento in cui l’uomo si lascia coinvolgere sentimentalmente nella relazione con un’altra donna. Per questo motivo la donna sarebbe più turbata da un’infedeltà di tipo emotivo. Questa teoria prevede anche che, col passare del tempo, le risposte adattive alla gelosia dei nostri avi si siano automatizzate creando un modulo innato di risposta in specifici circuiti cerebrali (Jealousy as a specific innate module: JSIM) differente tra uomini e donne.

Conclusioni: il limite tra gelosia e possessività

Amare qualcuno vuol dire riconoscerlo nella propria individualità, ma soprattutto significa essere liberi. Contrariamente a quello che si possa pensare, unione non significa fusione, niente di più sbagliato, ma rispetto della libertà altrui.

Si parte dalla gelosia che, se eccessiva, sfocia nella possessività, cioè possedere l’altro e la sua libertà. La libertà è la fiducia che permette di vivere una vita di coppia felice. Il controllare l’altro è il manifestarsi di una profonda insicurezza relazionale che ha origini antiche. Chi è possessivo è fragile, insicuro, e si definisce con l’altro e nell’altro.

Le relazioni di coppia fluttuano tra passione, coccole, pariteticità, crescita a scambio reciproco. Quando ci si focalizza sul vicendevole possesso si vira ineluttabilmente e irrimediabilmente verso la distruzione del rapporto.

A cura di Marina Morgese

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Vignette a cura di Lorenzo Recanatini – Alpes Editore

Bibliografia:

  • Buss, D.M., Larsen, R., Westen, D. e Semmelroth, J. (1992). Sex differences in jealousy: Evolution, physiology, and psychology. Psychological Sciences, 3, 251-255.
  • D’Urso, V. (1995). Otello e la mela. Roma: La Nuova Italia Scientifica.
  • Dunn, J. e Kendrick, C. (1980). The arrival of a sibling: changes in patterns of interaction between mother and first-born child. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 21, 119-132.
  • Puente, S. e Cohen, D. (2003). Jealousy and the meaning (or non-meaning) of violence. Personality and Social Psychology Bulletin, 29, 449-460.
  • Vandello, J., Cohen, D. (2003). Male honour and Female fidelity: implict cultural scripts that perpetuate domestic violence. Journal of Personality and Social Psychology, 84, 997-1010.

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