expand_lessAPRI WIDGET

Terapia Metacognitiva Interpersonale – TMI

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) nasce dalla necessità di individuare nuove tecniche efficaci per la cura dei pazienti con disturbi di personalità.

Aggiornato il 23 mag. 2024

La nascita e lo sviluppo della Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) nasce a metà degli anni ‘90 dalla necessità di individuare nuove tecniche terapeutiche efficaci per la cura dei pazienti con disturbi di personalità che traevano scarso beneficio dalle psicoterapie esistenti all’epoca. Nello specifico, tra le principali caratteristiche dei disturbi di personalità vi è la difficoltà da parte del paziente di comprendere pensieri, sentimenti ed emozioni e di relazionarsi in maniera adeguata con gli altri. Al contrario, la maggior parte delle terapie disponibili prevedevano che il paziente fosse in grado di ragionare sui propri stati mentali (come emozioni, pensieri, bisogni, intenzioni) e sui comportamenti al fine di trovare nuove soluzioni. In altre parole, chiedevano un prerequisito fondamentale ovvero la presenza di metacognizione,  che rappresenta, invece,  il punto di partenza della Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Gli obiettivi della Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)

Per comprendere a pieno gli obiettivi della TMI è necessario partire da due elementi: la metacognizione e la componente interpersonale.

Secondo Wells (2002)  la metacognizione è il modo in cui la persona pensa e si comporta in risposta ad un pensiero, una credenza o un’emozione. In altre parole non sarebbe tanto importante il contenuto, cosa pensiamo, quanto piuttosto come pensiamo a qualcosa e come reagiamo ai nostri stessi pensieri.

Popolo e colleghi (2018) definiscono la metacognizione come l’insieme delle abilità che consentono di riconoscere i propri pensieri, le proprie emozioni e le cause psicologiche dei comportamenti disfunzionali, di riflettere sugli stati mentali degli altri e di utilizzare tali conoscenze per prendere decisioni e risolvere conflitti psicologici e interpersonali.

In tal senso, la TMI ha l’obiettivo di migliorare il funzionamento metacognitivo del paziente, al fine di favorire l’incremento della conoscenza psicologica di sé stessi e degli altri. Questo permette di affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire, per promuovere modi di relazionarsi più funzionali. Affinché ciò avvenga è necessaria la costruzione di una buona alleanza tra il paziente e il terapeuta. La relazione terapeutica, infatti, rievoca la componente interpersonale che risulta problematica e osservare ciò che avviene in terapia permette al paziente di incrementare la consapevolezza sul proprio funzionamento e il riconoscimento degli stati mentali problematici utile per garantire delle relazioni migliori e dei comportamenti più efficaci nella vita quotidiana.

La struttura della Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) si suddivide in più momenti.

Nella fase iniziale denominata ‘’Formulazione condivisa del funzionamento’’, il terapeuta ed il paziente lavorano insieme per comprendere il modo in cui il paziente pensa, sperimenta le emozioni e si comporta all’interno delle relazioni,  ciò avviene tramite la rievocazione e l’esplorazione di una serie di memorie autobiografiche tra loro associate. A partire da questo si aiuta il paziente a comprendere i motivi psicologici della sofferenza e a considerare le proprie idee come ipotesi piuttosto che verità assolute.

La fase successiva della terapia è dedicata alla ‘’Promozione del cambiamento’’. Tramite la valorizzazione degli aspetti positivi il paziente entra in contatto con le aree sane e funzionanti del sé che determinano realizzazione, soddisfazione e adattamento utili per raggiungere i propri desideri e affrontare il mondo con maggiore flessibilità e minore sofferenza.

Cosa ci dice la letteratura scientifica sulla Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)

Analizzando la letteratura scientifica emergono numerosi studi che mettono in evidenza l’efficacia della TMI anche per il trattamento dei deliri persecutori nella schizofrenia (Salvatore et al., 2018), disturbi alimentari (Fioravanti et al., 2023), depressione, ansia e in una serie di casi singoli di pazienti con malattia di Parkinson (Dimaggio et al., 2017).

Inoltre, Popolo e colleghi (2018) hanno ipotizzato che il funzionamento metacognitivo potrebbe essere allenato in un contesto di gruppo, ideando la Terapia Metacognitiva Interpersonale di Gruppo (TMI-G). La TMI-G è costituita da un protocollo di 16 sessioni, ognuna delle quali include un percorso di psicoeducazione seguito da un lavoro esperienziale utile per aiutare il paziente a diventare più consapevole dei propri pensieri e del proprio comportamento grazie ai feedback che riceve dal gruppo. I risultati dello studio confermano l’ipotesi iniziale dimostrando come la TMI-G può essere applicata con successo nei trattamenti di routine per i pazienti con disturbi di personalità.

Bibliografia

  • Wells A. (2000), Emotional disorders and metacognition Innovative cognitive therapy, John Wiley & Sons, UK. (Tr. It.: Disturbi emozionali e metacognizione. Nuove strategie di psicoterapia cognitiva, Erickson, Trento, 2002).
  • Popolo, R., MacBeth, A., Brunello, S., Canfora, F., Ozdemir, E., Rebecchi, D., Toselli, C., Venturelli, G., Salvatore, G., & Dimaggio, G. (2018). Metacognitive interpersonal therapy in group: a feasibility study. Research in psychotherapy (Milano), 21(3), 338. https://doi.org/10.4081/ripppo.2018.338
  • Salvatore, G., Buonocore, L., Ottavi, P., Popolo, R., & Dimaggio, G. (2018). Metacognitive Interpersonal Therapy for Treating Persecutory Delusions in Schizophrenia. American journal of psychotherapy, 71(4), 164–174. https://doi.org/10.1176/appi.psychotherapy.20180039
  • Fioravanti, G., Nicolis, M., MacBeth, A., Dimaggio, G., & Popolo, R. (2023). Metacognitive interpersonal therapy-eating disorders versus cognitive behavioral therapy for eating disorders for non-underweight adults with eating disorders: study protocol for a pilot pre-registered randomized controlled trial. Research in psychotherapy (Milano), 26(2), 690. https://doi.org/10.4081/ripppo.2023.690
  • Dimaggio, G., Salvatore, G., MacBeth, A., Ottavi, P., Buonocore, L., & Popolo, R. (2017). Metacognitive interpersonal therapy for personality disorders: A case study series. Journal of Contemporary Psychotherapy: On the Cutting Edge of Modern Developments in Psychotherapy, 47(1), 11–21. https://doi.org/10.1007/s10879-016-9342-7

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
Le credenze metacognitive

Le credenze metacognitive sono le idee e teorie che una ciascuno di noi ha in merito al proprio funzionamento cognitivo

cancel