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L’alessitimia in età adulta: quale correlazione tra alessitimia e psicopatologia? (2)

L'alessitimia genera disfunzioni interpersonali, difficoltà nel riconoscimento e nella regolazione delle emozioni e nel controllo degli impulsi - Psicologia

ID Articolo: 114922 - Pubblicato il: 29 ottobre 2015
L’alessitimia in età adulta: quale correlazione tra alessitimia e psicopatologia?
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Alessitimia: quali prospettive in ambito neuroscientifico?

Anche dalle neuroscienze arrivano nuove riflessioni e interessanti prospettive di trattamento.
Gli studi di neuroimaging hanno trovato che l’alessitimia può essere associata a un deficit nel processamento degli stimoli emotivi che si svolge nella corteccia cingolata anteriore, piuttosto che a una mancanza di risposta neuronale in strutture che si occupano dell’elaborazione di stimoli emotivi a livelli più bassi (Kano et al 2003).

Una recente rassegna di studi di neuroimaging (Morigouchi & Komaki, 2013) ha portato alle seguenti conclusioni:
1) Le persone con alessitimia mostrano ridotta risposta neurale nei sistemi limbico e paralimbico (ad esempio, amigdala, insula, ACC) a stimoli affettivi esterni (visivi).
2) Le persone con alessitimia hanno mostrato ridotta risposta neurale nella corteccia cingolata posteriore durante un compito immaginativo, il che suggerisce che il funzionamento cognitivo volontario, come ad esempio la creazione di un’immagine mentale (non innescati da eventi esterni), è difficoltosa per queste.
3) Al contrario, negli individui con punteggi più alti di alessitimia si evidenzia una aumentata risposta neurale agli stimoli accompagnati da un contesto ‘fisico’, come i processi somatosensoriali o senso-motori. Questa ‘ipersensibilità al livello delle sensazioni fisiche può essere associata con il fatto che alcuni pazienti (pazienti psicosomatici in particolare) tendono a fare affidamento sui loro sintomi fisici.
4) Le persone con alessitimia mostrano ridotta attivazione dell’insula, quando sono impegnati in processi cognitivi, come ad esempio le attività sociali che richiedono capacità di mentalizzazione, o teoria della mente. Ciò può essere indicativo di una sovrapposizione tra alessitimia e altri disturbi psichiatrici caratterizzati da scarsa empatia, come i disturbi dello spettro autistico.

Nel complesso, gli studi di neuroimaging indicano che le persone con alti punteggi sulla scala dell’alessitimia mostrano o scarsa sensibilità ai trigger affettivi esterni o ipersensibilità a sensazioni fisiche interne e dirette, o entrambi. Insieme con le loro capacità cognitive ridotte, come ad esempio la capacità di mentalizzazione o immaginativa, queste caratteristiche potrebbero clinicamente manifestarsi come incapacità di esprimere le proprie emozioni e /o la tendenza a diventare dipendenti da disturbi fisici. Questo ricorda la teoria di MacLean che afferma che i processi cognitivi in aree neocorticali non raggiungano il cervello viscerale.

Messaggio pubblicitario I risultati sembrano adattarsi molto bene al costrutto teorico di emozioni proposto da Lane & Schwartz (1987) in cui la consapevolezza emotiva può essere classificato in diversi “livelli” basati sulla teoria cognitivo-evolutiva di Piaget (Piaget, Brown, Kaegi, Rosenzweig, 1981). In questo modello, la consapevolezza di indizi fisiologici e la consapevolezza delle tendenze d’azione sono classificate nel livello inferiore. Questi tipi di consapevolezza fondamentale sono la base per i livelli cognitivi più elevati di consapevolezza emotiva, come la capacità di differenziare le emozioni, anche tra persone in diversi contesti sociali. La teoria sembra coerente con i risultati di studi di neuroimaging che forniscono evidenze di come le persone con alessitimia si basino su un livello più basso di consapevolezza emotiva (cioè, a livello fisico/azione), e che la loro consapevolezza cognitiva superiore sia piuttosto compromessa. Secondo questi dati è plausibile che le persone affette da alessitimia possono essere ferme ai livelli inferiori di consapevolezza emotiva.

Un esempio dei fenotipi clinici che mostrano una forma primitiva di esperienza affettiva è il disturbo di panico. Gli individui con disturbo di panico non possono simboleggiare e regolare gli stati di eccitazione emotiva e vengono travolti da una miriade di sensazioni corporee e dalla paura di perdere il controllo. La loro mente è concentrata sulle sensazioni somatiche e l’eccitazione interna è espressa direttamente attraverso vie somatiche senza alcuna modifica da processi cognitivi di ordine superiore. Diversi studi hanno suggerito che l’ansia di panico è dovuta a un deficit alessitimico in processi cognitivi di livello inferiore. Tale caratteristica dell’attacco di panico è del tutto coerente con l’idea che le persone con alessitimia siano focalizzate sul piano somatosensoriale di consapevolezza emotiva. Non esistono, tuttavia, studi di neuroimaging del disturbo di panico che si concentrino sulle caratteristiche alessitimiche come le tendenze somatosensoriali.

Gli interventi potrebbero avere come obiettivo queste specifiche aree neurali utilizzando tecniche specializzate di stimolazione transcranica magnetica per attivare aree del cervello che sono coinvolte nelle emozioni. Inoltre, le aree del cervello (per esempio, l’insula anteriore) implicate nell’empatia, nelle emozioni, nella consapevolezza enterocettiva e nell’alessitimia (Bernhardt et al, 2013) e le aree coinvolte nelle emozioni e nel linguaggio (Rota et al, 2009) possono essere addestrati da neurofeedback utilizzando in tempo reale la risonanza magnetica. In alternativa, il neurofeedback può essere fornito attraverso la tecnologia a basso costo, come la spettroscopia a infrarosso (Mihara et al., 2012). Il training di attivazione dell’insula anteriore cambia anche la valutazione degli stimoli emotivi (Caria et al., 2010) e in pazienti con schizofrenia ha portato a cambiamenti nella percezione delle emozioni e nella modulazione della connettività cerebrale (Ruiz et al., 2013). Questi risultati aprono la porta a ulteriori studi sull’ alessitimia e sulle popolazioni psichiatriche e le possibili applicazioni terapeutiche.

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