La psicoterapia per il disturbo evitante di personalità

La Psicoterapia per il disturbo evitante di personalità richiede trattamento psicoterapeutico specifico e dal momento che è un disturbo diffuso...

ID Articolo: 108121 - Pubblicato il: 16 marzo 2015
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi
Disturbo Evitante di Personalità -

Disturbo Evitante di Personalità

Il disturbo evitante di personalità richiede trattamento psicoterapeutico specifico dal momento che è un disturbo diffuso, con compromissione significativa del funzionamento sintomatico e associato a sintomi psicologici rilevanti. Una comprensione accurata del disturbo evitante di personalità deve includere i problemi di questi pazienti nella consapevolezza, accettazione e regolazione delle emozioni. Questi pazienti sono alessitimici e tendono ad evitare o sopprimere le proprie emozioni. In alternativa si disregolano, sorgente possibile dell’associazione con abuso di sostanze e alcool.

 

Psicoterapia per il disturbo evitante di personalità

Riguardo alla psicoterapia, la realtà è che gli studi empiricamente a supporto sono pochi. Non c’è evidenza di superiorità di alcun approccio sull’altro (e.g. CBT o psicodinamica), vista anche la carenza delle ricerche di efficacia.

Messaggio pubblicitario Il paziente con disturbo evitante di personalità ha prima bisogno di capire cosa lo fa soffrire, quali schemi interpersonali lo portano a stare male e ad evitare le situazioni. Poi in un clima di costante e attenta regolazione della relazione terapeutica possono provare ad esporsi. Di solito l’esposizione non ha successo a breve termine e aumenta il dolore psicologico (il che è normale), però grazie all’esposizione aumenta la consapevolezza dei problemi e il clinico può usare la conoscenza in seduta per favorire operazioni di distanza critica. Quando i pazienti hanno acquisito maggiore consapevolezza di essere guidati da schemi interpersonali maladattivi che non sono necessariamente veri possono trovare più semplice esporsi a situazioni sociali temute.

Ritengo discutibile il beneficio del training assertivo, almeno in fase precoce. Per esempio in uno studio di Alden del 1989 la parte dello skills training non contribuiva all’efficacia della terapia. La terapia di gruppo in fase iniziale di trattamento può essere impegnativa e non di particolare efficacia, traduco dalla review di Matusievicz e colleghi.

non ci sono dati che supportino l’efficacia della CBT breve di gruppo nel ridurre sintomi del disturbo evitante, ansia, depressione e comportamenti sintomatici come pure il funzionamento sociale complessivo. Benché la ristrutturazione cognitiva e gli skills training siano associati con miglioramenti in terapia, questi non sembrano migliorare l’outcome dell’esposizione graduale… molti pazienti continuano a mostrare problemi significativi dopo la CBT di gruppo… trattamenti di più lunga durata potrebbero essere necessari per cambiare pattern cognitivi e comportamentali di lunga durata…

 

Messaggio pubblicitario Aggiungo che la terapia di gruppo è particolarmente difficile per pazienti che hanno difficoltà a decodificare gli stati mentali propri e altrui, e al contrario di quanto suggerito in questo articolo non c’è ragione per considerarla un trattamento di prima scelta. Sull’uso dei farmaci nei disturbi di personalità a parte il borderline non c’è letteratura conclusiva, quindi non c’è motivo di raccomandare gli ansiolitici come trattamento di prima scelta e l’uso degli antidepressivi dovrebbe essere accuratamente valutato.

Studi interessanti vengono dallo Ullevaal project a Oslo e lì si è visto che pazienti con scarse capacità di mentalizzazione potevano rispondere meglio al trattamento ambulatoriale che a quello intensivo di gruppo, probabilmente perché per loro il gruppo poteva essere troppo difficile (Arnevik et al., 2009; Gullestad et al., 2012; 2013).

 

Per chi volesse una lettura accurata di cosa si sa dell’efficacia del disturbo evitante in terapia suggerisco:

  • Alden, L. (1989). Short-Term Structured Treatment of Avoidant Personality Disorder. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 57(6), 756-764.
  • Arnevik, E., Wilberg, T., Urnes, O., Johansen, M., Monsen, J. and Karterud, S. 2009. Psychotherapy for personality disorders: Short term day hospital psychotherapy versus outpatient individual therapy – A randomized controlled study. European Psychiatry, 24: 71–78.
  • Bartak, A., Spreeuwenberg, M. D., Andrea, H., Holleman, L., Rijnierse, P., Rossum, B. V… Emmelkamp, P. M. G. (2010). Effectiveness of Different Modalities of Psychotherapeutic Treatment for Patients with Cluster C Personality Disorders: Results of a Large Prospective Multicentre Study. Psychotherapy and Psychosomatics, 79, 20-30.
  • Emmelkamp, P. M. G., Benner, A., Kuipers, A., Feiertag, G. A., Koster, H. C. & van Apeldoorn, F. J. (2006). Comparison of brief dynamic and cognitive-behavioural therapies in avoidant personality disorder. The British Journal of Psychiatry, 189, 60-64.
  • Gullestad, F.S. , Wilberg , T. , Klungsøyr , O. , Johansen , M.S. , Urnes , Ø. , & Karterud , S. (2012). Is treatment in a day hospital step-down program superior to outpatient individual psychotherapy for patients with personality disorders? 36 months follow-up of a randomized clinical trial comparing different treatment modalities . Psychotherapy Research , 22, 426-441.
  • Gullestad, F.S., Johansen , M.S. , Høglend, P., Karterud, S. & Wilberg, T. (2013). Mentalization as a moderator of treatment effects: Findings from a randomized clinical trial for personality disorders. Psychotherapy Research.Muran, J. C., Safran, J. D., Waller Samstag, L. & Winston, A. (2005). Evaluating an Alliance-Focused Treatment for Personality Disorders. Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training, 42(4), 532-545.
  • Matusiewicz, A. K., Hopwood, C. J., Banducci, A. N., & Lejuez, C. W. (2010). The Effectiveness of Cognitive Behavioral Therapy for Personality Disorders. The Psychiatric Clinics of North America, 33(3), 657–685. doi:10.1016/j.psc.2010.04.007
  • Svartberg, M., Stiles, T. & Seltzer, M. H. (2004). Randomized, Controlled Trial of the Effectiveness of Short-Term Dynamic Psychotherapy and Cognitive Therapy for Cluster C Personality Disorders. American Journal of Psychiatry, 161(5), 810-817.

 

Articoli e risorse sul Disturbo Evitante di Personalità

Evitare di evitare: il senso di non appartenenza nel disturbo evitante
Psicologia

Evitare di evitare: il senso di non appartenenza nel disturbo evitante

La caratteristica peculiare dei soggetti con Disturbo Evitante di Personalità è l’estrema sensibilità al rifiuto. Queste persone evitano ogni tipo di contatto sociale non perché lo desiderino, ma perché temono di essere respinti. Il comportamento di evitamento nasce infatti come strategia di padroneggiamento dell’esperienza di impaccio al contatto con gli altri.

Disturbi di personalità: i cambiamenti nel processo diagnostico dopo l’arrivo del DSM-5
Psichiatria Psicologia

Disturbi di personalità: i cambiamenti nel processo diagnostico dopo l’arrivo del DSM-5

La prevalenza dei disturbi di personalità è del 4-10% della popolazione. Il 30% dei pazienti che richiedono un trattamento ricevono una diagnosi di disturbo di personalità.   La personalità è il peculiare modo di pensare, sentire e comportarsi che ci distingue gli uni dagli altri. La personalità di ciascuno di

Solitudine, relazionalità e ritiro sociale in psicopatologia: dalla depressione ai disturbi d’ansia e di personalità
Psicologia

Solitudine, relazionalità e ritiro sociale in psicopatologia: dalla depressione ai disturbi d’ansia e di personalità

Il vissuto psicopatologico ha per la persona che lo sperimenta significati profondi, a volte difficilmente comunicabili e condivisibili; la possibilità di entrare in relazione con gli altri è spesso compromessa e, talvolta, si concretizza in una caratteristica trasversale a diverse condizioni patologiche: l’isolamento e il ritiro sociale.   Il ritiro

Nick Drake, il poeta evitante, la sua depressione e il suicidio
Cultura Psicologia

Nick Drake, il poeta evitante, la sua depressione e il suicidio

 Hazey Jane, Nick Drake La canzoni di Nick Drake sono delicate e struggenti come carezze e hanno il sapore del capolavoro senza tempo, estremamente attuali anche all’ascolto odierno. La voce morbida è particolarmente evocativa, anche se non venne mai sufficientemente apprezzata quando uscirono i tre dischi prodotti dall’artista. Il beffardo

La psicoterapia per il disturbo evitante di personalità
Psicoterapia

La psicoterapia per il disturbo evitante di personalità

Il disturbo evitante di personalità richiede trattamento psicoterapeutico specifico dal momento che è un disturbo diffuso, con compromissione significativa del funzionamento sintomatico e associato a sintomi psicologici rilevanti. Una comprensione accurata del disturbo evitante di personalità deve includere i problemi di questi pazienti nella consapevolezza, accettazione e regolazione delle emozioni.

Disturbo Evitante di Personalità: sintomi, cura e terapia da seguire

Disturbo Evitante di Personalità: sintomi, cura e terapia da seguire

Timore delle critiche, paura della disapprovazione e dell’esclusione e, soprattutto, la radicata convinzione di valere poco. Se tutto questo suona familiare è probabile che ci si trovi di fronte ad un disturbo evitante di personalità (DEP), che spinge chi ne soffre a rinunciare ad una vita sociale per paura di

Un Alieno che non vola e vive ai margini di una vita vera – CIM Nr.09 Storie dalla Psicoterapia Pubblica
Psichiatria Psicoterapia

Un Alieno che non vola e vive ai margini di una vita vera – CIM Nr.09 Storie dalla Psicoterapia Pubblica

      – CIM CENTRO DI IGIENE MENTALE – #09 Non vorrei rapporti con me stesso     – Leggi l’introduzione – Al CIM su ogni paziente grave si concentrano gli sforzi di molti operatori, anche se fatalmente è uno ad essere il principale care giver, colui che tiene

La migliore offerta di Giuseppe Tornatore – Recensione – Cinema e psicologia

La migliore offerta di Giuseppe Tornatore – Recensione – Cinema e psicologia

Recensione “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore   La Migliore Offerta: Mistificazione versus Reale – Recensione Recensione: La Migliore Offerta di Tornatore – Ritratto di un Escluso La migliore offerta: non avrebbe guastato un bis di Oscar a Tornatore per questo film internazionale nella tematica e nel cast, intrigante come

I pugni in tasca di Marco Bellocchio (1965) – Cinema & Psicoterapia nr.19

I pugni in tasca di Marco Bellocchio (1965) – Cinema & Psicoterapia nr.19

Antonio Scarinci. Psicologo Psicoterapeuta. Socio Didatta SITCC     RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #19 I pugni in tasca (1965) Proposte di visione e lettura (Coratti, Lorenzini, Scarinci, Segre, 2012)     I pugni in tasca: la famiglia protagonista di questo film vive un pro­fondo disagio, angoscianti e malsane situazioni, in una simbiosi che porta

Mind Wandering: I sogni segreti di Walter Mitty (2013), di Ben Stiller

Mind Wandering: I sogni segreti di Walter Mitty (2013), di Ben Stiller

I sogni segreti di Walter Mitty di Ben Stiller (2013)   LEGGI TUTTE LE RECENSIONI DI STATE OF MIND I sogni segreti di Walter Mitty: Walter Mitty lavora da molti anni come archivista di pellicole per la più importante rivista fotografica americana, Life. E’ un lavoratore appassionato, umile e silenzioso, molto

Un Evitante al Cinema: Bella Swan di Twilight. Cinema & Psicologia

Un Evitante al Cinema: Bella Swan di Twilight. Cinema & Psicologia

Francesca Soresi     Un personaggio cinematografico/letterario può avere una personalità? Scopriamo quella di Bella Swan, protagonista femminile della saga di Twilight, famosa in tutto il mondo. Twilight è una serie di romanzi scritti da Stephenie Meyer e raccontano la vita di Bella Swan, un’adolescente che si trasferisce da Phoenix

Teoria e clinica del perdono di Barcaccia e Mancini – Recensione
Psicoterapia

Teoria e clinica del perdono di Barcaccia e Mancini – Recensione

   Recensione del libro: Teoria e clinica del perdono di Barbara Barcaccia e Francesco Mancini Raffaello Cortina Editori (2013) LEGGI TUTTE LE RECENSIONI DI STATE OF MIND   Studi sperimentali hanno dimostrato che la concessione del perdono determina nella vittima un maggior benessere, sia fisico che psicologico, indipendentemente dalla oggettiva

Disturbo Evitante di Personalità – Il riconoscimento delle emozioni

Disturbo Evitante di Personalità – Il riconoscimento delle emozioni

Di Giancarlo Dimaggio e Raffaele Popolo   I pazienti con Disturbo evitante di personalità  rispetto a quelli con disturbo borderline avevano peggiore consapevolezza delle proprie emozioni e minore capacità di esprimerle concettualmente. La difficoltà nel riconoscimento era particolarmente marcata per le emozioni di interesse e disprezzo.  La conoscenza sul disturbo evitante di personalità (DEP) si

La solitudine dei numeri primi – Cinema & Psicoterapia #6

La solitudine dei numeri primi – Cinema & Psicoterapia #6

RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #06 La solitudine dei numeri primi (2010) Proposte di visione e lettura (Coratti, Lorenzini, Scarinci, Segre, 2012)   Il senso di colpa di Mattia e il senso di inadeguatezza di Alice li accompagneranno. I due si incroceranno e si scopriranno affini, ma irreparabilmente divisi, come i numeri primi, separati da un

Storie di Terapie #25 – L’Uscita di Carlo Parte 2

Storie di Terapie #25 – L’Uscita di Carlo Parte 2

Nei casi clinici che seguono, l’arrosto sostanzioso dei vari pazienti è condito con il sugo della fantasia, per rendere non identificabili le persone e la lettura più avvincente. Spesso ho condensato in un solo paziente più persone e, quasi sempre ci sono scappati pezzetti di me stesso -LEGGI L’INTRODUZIONE-   Storie di Terapie #25

Il favoloso mondo di Amélie – Cinema & Psicoterapia #3

Il favoloso mondo di Amélie – Cinema & Psicoterapia #3

Antonio Scarinci. Psicologo Psicoterapeuta. Socio Didatta SITCC   RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #03 Il favoloso mondo di Amélie (Le fabuleux destin d’Amélie Poulain)(2001) Proposte di visione e lettura (Coratti, Lorenzini, Scarinci, Segre, 2012) La storia di vita di Amélie non l’ha facilitata nell’acquisire abilità sociali e l’evitamento delle relazioni diventa

Storie di Terapie #25 – L’uscita di Carlo

Storie di Terapie #25 – L’uscita di Carlo

Nei casi clinici che seguono, l’arrosto sostanzioso dei vari pazienti è condito con il sugo della fantasia, per rendere non identificabili le persone e la lettura più avvincente. Spesso ho condensato in un solo paziente più persone e, quasi sempre ci sono scappati pezzetti di me stesso -LEGGI L’INTRODUZIONE-   Storie di Terapie #25

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 5, media: 5,00 su 5)
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Messaggio pubblicitario