Il ruolo della co-ruminazione tra gli operatori sanitari durante la pandemia – Report

In che modo gli operatori sanitari stanno vivendo la pandemia? La loro regolazione emotiva è influenzata dai processi di ruminazione e co-ruminazione?

ID Articolo: 193582 - Pubblicato il: 20 giugno 2022
Il ruolo della co-ruminazione tra gli operatori sanitari durante la pandemia – Report
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Al Forum di Ricerca in Psicoterapia la Dott.ssa Chiara Mariani ha riportato lo studio condotto con le colleghe Dott.ssa Jessica Anselmi e Dott.ssa Isabella Egidi dal titolo L’impatto psicologico della pandemia Covid-19 sugli operatori sanitari: uno studio sul ruolo svolto dai processi di ruminazione e co-ruminazione sulla regolazione emotiva a seguito di eventi di vita stressanti.

 

Messaggio pubblicitario  La ricerca è stata svolta tra il 2020 e il 2021, quindi nel pieno dell’emergenza da Covid-19, che ha comportato per tutti profondi cambiamenti relativi a lavoro, famiglia, tempo libero, vita sociale. Non sorprende, dunque, che possano esserci delle ripercussioni a livello psicologico. Sperimentare emozioni spiacevoli come ansia, paura, rabbia o tristezza è comprensibile ma, se non riconosciute o mal gestite, queste possono facilitare la comparsa di sintomi legati allo stress. A questo proposito, diventano molto importanti l’autoconsapevolezza emotiva e la regolazione emotiva.

Sebbene tutti noi siamo stati colpiti dalla pandemia, gli operatori sanitari sono stati tra i più a rischio e, essendo impegnati in prima linea, sono stati esposti ad un maggiore carico emotivo. Se cronicizzate e prolungate nel tempo, le condizioni di stress possono avere un impatto sulla salute, come problemi di concentrazione e memoria, disturbi somatici e alterazioni del comportamento, fino a sintomi di ansia e depressione, senso di impotenza e stati di sofferenza conclamata, come il disturbo da stress post traumatico (PTSD).

La ricerca è nata dalla spinta a capire come gli operatori sanitari stessero vivendo e affrontando la pandemia, focalizzando l’attenzione sul vissuto emotivo e su come e quanto i processi di ruminazione e co-ruminazione incidano sulla regolazione emotiva a seguito di eventi di vita stressanti, come quello attuale.

Dalla letteratura scientifica è emerso che nelle situazioni di emergenza come la pandemia, il personale sanitario è esposto a una serie di fattori di rischio, come l’esposizione agli agenti patogeni e quindi al potenziale contagio, lo stigma sociale che deriva da questa esposizione, la paura di essere contagiati e di contagiare i pazienti e i propri familiari, un distanziamento sociale maggiore e in alcuni casi l’isolamento e, infine, il contatto con la morte di pazienti e colleghi. Inoltre, sono stati necessari orari di lavoro più prolungati, una richiesta di reperibilità sempre crescente, l’attivazione di procedure straordinarie, la fatica fisica legata all’indossare continuamente i dispositivi di protezione, oltre al fatto che nelle fasi iniziali tali dispositivi erano carenti.

Tutto questo ha portato a un sovraccarico emotivo e psichico e a condizioni di stress che, se prolungate nel tempo e cronicizzate, possono avere un impatto sulla salute mentale degli operatori sanitari.

In un contesto così complesso è fondamentale regolare le proprie emozioni. La regolazione emotiva è un aspetto fondamentale del benessere psicologico e si riferisce a tutti quei processi attraverso i quali riconosciamo le emozioni che proviamo e le esprimiamo. Alcune strategie di regolazione emotiva, come ristrutturazione cognitiva, problem solving e accettazione, sono adattive, mentre altre, come la soppressione dell’esperienza emozionale, l’evitamento, il rimuginio e la ruminazione, sono meno adattive.

La ruminazione, il processo preso in considerazione dalla ricerca in oggetto, è un processo cognitivo caratterizzato da uno stile di pensiero astratto, ripetitivo, focalizzato su sensazioni e pensieri negativi e sulle loro conseguenze. A differenza del rimuginio e della sua emozione predominante di ansia, la ruminazione è associata tipicamente alla perdita, al fallimento e allo sviluppo di pensieri depressivi. La co-ruminazione viene invece definita come una discussione eccessiva e ripetitiva dei problemi personali con un amico intimo. Questi problemi personali vengono discussi frequentemente, dettagliatamente e ripetitivamente all’interno di una relazione diadica, nella quale vi è mutuo incoraggiamento nel parlare di tali problemi, individuandone cause e conseguenze, e focalizzandosi sui sentimenti negativi che ne derivano.

Messaggio pubblicitario  Per quanto riguarda la co-ruminazione, la ricerca scientifica ha evidenziato che tale strategia non funziona come fattore di protezione per il distress emotivo, ma anzi si associa a livelli più alti di ansia e depressione. La co-ruminazione condurrebbe da un lato a vicinanza e soddisfazione relazionale, dall’altra a una compromissione del funzionamento psicologico, in particolare ansia, depressione, disturbi psicosomatici e accresciuta risposta allo stress.

Il campione della ricerca era formato da:

  • un gruppo sperimentale di operatori sanitari che lavoravano in reparto covid,
  • un gruppo di controllo di operatori sanitari che lavoravano in reparto non covid,
  • un gruppo di controllo di persone appartenenti alla popolazione generale.

Ai partecipanti sono stati somministrati i questionari Difficulties in Emotion Regulation Scale sulla regolazione emotiva, Ruminative Response Scale (RRS) sulla ruminazione, Co-Rumination Questionnaire (CRQ) per la coruminazione e Impact of Event Scale – Revised (IES-R), per misurare l’impatto psicologico degli eventi di vita stressanti.

Dalle analisi emergono differenze significative tra il gruppo sperimentale e i gruppi di controllo in diverse sottoscale dei questionari DERS, RRS, CRQ. Emergono correlazioni tra sottoscale dell’impatto di eventi di vita stressanti (IES) e sottoscale della difficoltà nella regolazione emotiva (DERS), ruminazione (RRS) e co-ruminazione (CRQ). Sottoscale di DERS e CRQ sono risultate, inoltre, predittori di sottoscale IES.

Ruminazione e co-ruminazione comportano difficoltà nella regolazione emotiva, peggiorando l’impatto degli eventi di vita stressanti. La difficoltà di accettazione, riconoscimento e controllo delle emozioni, il desiderio di discutere continuamente del problema e la tendenza a incoraggiare gli altri a focalizzarsi sul problema a spese di altre attività, inoltre, sono risultati predittori di pensieri intrusivi.

Quindi tra i sanitari impegnati in reparti Covid i predittori di pensieri intrusivi sono risultati essere la difficoltà di distrazione e uno stile di pensiero negativo, ripetitivo e astratto, come lo sono i processi di ruminazione e co-ruminazione.

Lo studio ha contribuito a chiarire e ad approfondire l’impatto della pandemia da Covid-19 sul benessere psicologico degli operatori sanitari. Come sottolineato durante la presentazione, sarebbe interessante indagare quanto rilevato anche nel lungo termine con un’osservazione longitudinale dei soggetti.

Infine, sarebbe utile mettere in atto interventi volti a fornire un supporto psicologico agli operatori sanitari, soprattutto nei contesti in cui il carico emotivo è più alto, rendere le strategie di regolazione delle emozioni più adattive e gli operatori sanitari più consapevoli dei processi di ruminazione e co-ruminazione che mettono in atto, per permettere loro di riconoscerli e interromperli, visti gli effetti negativi sulla salute mentale.

 

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