EFT-NOVEMBRE-2022

Dietro la mascherina: gli operatori sanitari durante la pandemia

Vista l’emergenza sanitaria Covid-19, è stata condotta un’indagine conoscitiva per valutare lo stato psicologico del personale che opera in area oncologica

ID Articolo: 192950 - Pubblicato il: 19 maggio 2022
Dietro la mascherina: gli operatori sanitari durante la pandemia
Messaggio pubblicitario SFU 2022

Nel mese di maggio 2021 è stata condotta la seguente indagine conoscitiva per valutare lo stato psicologico del personale che opera in area oncologica durante il periodo di pandemia, per successivamente programmare interventi preventivi, assistenziali e di cura in ambito psicologico.

 

Abstract

Messaggio pubblicitario MASTER DSA  Gli operatori della sanità, con diversi ruoli e mansioni, si sono trovati ad affrontare un’emergenza senza precedenti, fronteggiando quotidianamente un pericolo insidioso, invisibile, che ha sollecitato al massimo grado il SSN, aumentando i carichi di lavoro e la tensione fisica e psichica.

In un simile contesto l’incremento degli stressor ambientali espone ad un tangibile rischio di burnout con conseguenze sul piano cognitivo, comportamentale, fisico ed emotivo.

Pertanto, in considerazione dell’emergenza sanitaria in atto si è reputato utile condurre un’indagine conoscitiva al fine di valutare lo stato psicologico del personale che opera in area oncologica con l’obiettivo ultimo di programmare interventi preventivi, assistenziali e di cura in ambito psicologico.

Lo studio è stato condotto come da protocollo. Il campione è formato da n.168 operatori appartenenti alle UU.OO. selezionate che hanno aderito allo studio. Sono state effettuate analisi descrittive e inferenziali (correlazioni tra indici e Anova multivariate). Risultano interessanti i risultati emersi.

Il test appositamente elaborato volto a valutare il disagio emotivo legato alla situazione di emergenza dovuta alla pandemia di COVID-19 correla fortemente e positivamente (p< 0,01) con la scala Depression Anxiety Stress Scale-21 (DASS–21) DASS-2, con il test Maslach Burnout Inventory (MBI) nelle sottoscale Esaurimento emotivo (EE)  e Depersonalizzazione (DP) e correla negativamente nella sottoscala Realizzazione personale (RP).

Inoltre, risultano differenze statisticamente significative tra le seguenti variabili: sesso, anni di lavoro e ruolo professionale agli indici dei test utilizzati.

Alla luce dei risultati ottenuti sono stati attivati interventi psicologici presso l’U.O. di Psicologia Clinica.

Il razionale dello studio

L’oncologia è da sempre un’area della medicina ad alto investimento psicologico. Lavorare con pazienti oncologici è, infatti, fonte di notevoli soddisfazioni umane e professionali ma comporta un alto costo emotivo (Poppito et al, 2014).

In questo contesto l’incremento degli stressor ambientali espone ad un possibile rischio di burnout. Attualmente non ci sono dati sul distress peritraumatico da COVID negli operatori sanitari specifici di area oncologica. Tuttavia, alcuni dati pubblicati su riviste internazionali suggeriscono che essi abbiano affrontato una enorme pressione emotiva personale e professionale. Che gli operatori sanitari possano riportare in corso di epidemie e pandemie influenzali problemi di salute mentale, anche in misura maggiore di quella riscontrata nella popolazione generale, è un fenomeno descritto in letteratura in merito alla SARS, la MERS e H1N1 e confermata dai recenti studi sul COVID-19 (Costantini, 2021). Nelle categorie sanitarie la prevalenza di disturbi psicologici e psicopatologici varia anche secondo la fase pandemica, e sono stati riscontrati picchi più elevati nei periodi iniziali quando “l’urto” può causare una risposta più elevata di stress.

In uno studio cinese su 1257 operatori sanitari, infermieri (60,8%) e medici (39,2%), che lavoravano in Ospedali di Wuhan (60,5%) o fuori Wuhan, e di cui il 41.5% erano nel front line, sono stati osservati sintomi depressivi (50.4%), ansia (44.6%), insonnia (34.0%) e distress (71.5%) (Lai e al, 2020).

Uno studio italiano effettuato dal 27 al 31 marzo 2020 su 1379 operatori sanitari di tutte le regioni usando una tecnica di campionamento a valanga, riporta sintomi di distress post traumatico misurati con il Global Psychotrauma Screen nel 49,38% dei casi, sintomi di depressione severa misurati con PHQ-9 nel 24,73% dei casi, di ansia misurata con GAD-7 nel 19,80%, di insonnia misurata con il 7-item Insomnia Severity Index nell’8,27%, e di elevato stress percepito misurato con il 10-item Perceived Stress Scale nel 21,90% dei casi. Il sesso femminile e l’età più giovane sono fattori rischio per tutti gli oucomes, essere stati esposti personalmente al contagio lo è per la depressione, lavorare nel front line è correlato in modo positivo a sintomi di stress post traumatico, il decesso di un collega, ospedalizzato o in quarantena, è risultato associato significativamente a livelli più elevati di insonnia, depressione e stress percepito, infine essere infermieri o operatori socio sanitari costituisce un fattore di rischio per insonnia severa (Rossi et al, 2020).

Pertanto, in considerazione all’emergenza sanitaria, nel mese di maggio 2021 è stata condotta la seguente indagine conoscitiva per valutare lo stato psicologico del personale che opera in area oncologica per successivamente programmare interventi preventivi, assistenziali e di cura in ambito psicologico.

Obiettivi

Gli obiettivi dello studio sono stati:

  • Rilevare livelli di ansia, depressione e stress
  • Valutare la presenza dei disturbi post-traumatici
  • Rilevare il rischio di burnout
  • Valutare l’impatto emotivo della pandemia da Covid-19

Metodologia

Il Comitato Etico dell’A. O. Ospedali dei Colli (Napoli) ha approvato la ricerca. Lo strumento utilizzato per raccogliere i dati è stato Google Moduli e le informazioni sono state trattate in maniera anonima nel rispetto delle norme sulla privacy. I dati sono stati utilizzati per soli scopi di ricerca e non è possibile risalire all’identità dei partecipanti.

Inoltre, ogni partecipante allo studio ha compilato il modulo di adesione, dichiarando di aver letto e compreso tutte le informazioni riguardanti l’indagine. Nel messaggio di invito è stato riportato l’obiettivo dello studio e il consenso alla sua partecipazione.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati sono stati utilizzati questionari validati ed è stata elaborata una scheda ad hoc per rilevare i seguenti dati socioanagrafici e lavorativi utili all’elaborazione dei risultati: sesso, età, stato civile, unità operativa di appartenenza, titolo di studio, ruolo professionale, rapporto di lavoro, anni di servizio, anni di servizio nell’attuale unità operativa.

Per valutare l’alessitimia è stata utilizzata la Toronto Alexithimia Scale (TAS-20) costituita da 20 item valutanti 3 scale fattoriali: DIF (Difficulty Identify Feelings), difficoltà ad identificare i sentimenti e a distinguere tra sentimenti e sensazioni fisiche; DDF (Difficulty Describing Feelings), difficoltà nel descrivere i propri sentimenti agli altri; EOT (Externally -Oriented Thinking), stile cognitivo orientato verso la realtà esterna. Il punteggio TAS-20 va da 20 a 100 con valutazione confermata di alessitimia per valori di 60 (cut-off) o maggiori, mentre per valori da 51 o inferiori non viene riscontrato alcun quadro alessitimico.

Per valutare il livello di burnout è stato utilizzato il Maslach Burnout Inventory (MBI), questionario di 22 item, ognuno con 6 gradi di risposta su scala Likert, che affronta tre diversi campi della professionalità: Esaurimento emotivo (EE), sensazione di esaurimento o esaurimento energetico; Depersonalizzazione (DP), maggiore distanza mentale dal proprio lavoro e sentimenti di cinismo; Realizzazione personale (RP), sensazione relativa alla propria competenza e al proprio desiderio di successo.

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Imm 1

Questionario Maslach Burnout Inventory-General Surevy (MBI-GS): score per il calcolo dei punteggi e la stratificazione del rischio di burn-out per ogni dominio della sindrome da burn-out

E’ stata utilizzata la Depression Anxiety Stress Scales (DASS-21) che consente di rilevare tre costrutti: Depression, Anxiety, Stress. I punteggi di cut-off raccomandati per le etichette di gravità convenzionali (normale, moderata, grave) sono i seguenti:

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Imm 2

Cut-off della Depression Anxiety Stress Scales

Lo stress soggettivo causato da eventi traumatici è stato invece misurato con la scala Impact of Event Scale-Revised (IES-R ) mentre per valutare la percezione dello stress è stata utilizzata la Perceived Stress Scale (PSS; Scala per lo Stress Percepito). In merito al distress legato alla situazione di emergenza COVID-19 è stato elaborato un questionario costituito da 12 domande dicotomiche.

E’ stato attribuito punteggio 1 per ogni risposta “Sì” e 0 per ogni risposta “No”. Dalla conversione dei punteggi totali la media risulta essere 3.55, la deviazione standard 1.9. Sono state ipotizzate due categorie: 0-4 nessun distress; ≥ 5 Rischio distress.

Elaborazione statistica

Sono state effettuate analisi descrittive (medie e deviazione standard), correlazioni bivariate e Anova multivariate, prodotte dalle analisi del programma SPSS25.

Per tutte le analisi, è stato utilizzato come indicatore di significatività statistica il valore di p inferiore a 0,05 (2-code). Sono state impiegate statistiche descrittive per illustrare le caratteristiche demografiche e cliniche del campione di studio. Il coefficiente di Pearson è stato utilizzato per esaminare le relazioni esistenti tra le variabili continue indagate.

L’analisi multivariata della varianza (MANOVA) è stata utilizzata per confrontare i gruppi di studio.

Descrizione del campione

Il campione è costituito da 168 operatori sanitari, di età compresa tra 24 e 60 anni (Media=45,36; Dev. Std.=11.45).

Di essi, le donne sono il 60,71%, gli uomini il 39,29; il 67 % degli operatori è coniugato, il 23% è nubile/celibe, il 2% vedovo, l’8% separato.

Per quanto riguarda i dati lavorativi, il campione è costituito da Infermieri Professionali (51%), Medici (26,8%), specializzandi (8.5%), Oss (7.3%), Tecnico sanitario di radiologia medica (3,7%), Fisioterapista 4,3%, Dietista (1,2%), altro (data manager, ingegnere biomedico, ecc) 4.7%.

Infine, il 6,7% del campione da quando è iniziata la pandemia ha intrapreso colloqui psicologici e una sola persona ha chiesto una consulenza psichiatrica (0.6%).

Per i diversi gruppi designati dal campione, analizzando le risposte al questionario autobiografico (Variabili Indipendenti), abbiamo eseguito un’analisi della varianza mista (ANOVA multivariata) con i risultati degli indici dei test in oggetto. Risulta significativa l’interazione tra gli indici dei diversi test e l’età lavorativa (F(3,167)=1,071; p=.013; η2=.435), come dimostrano i grafici che contengono i risultati medi delle risposte ai test per la variabile anni lavorativi.

Analizzando i risultati ottenuti dal questionario TAS-20 emerge che il 78,6% degli operatori comunica correttamente i propri affetti e sentimenti e non sono pertanto alessitimici, mentre il 16.07% è a rischio e il 5,3% possiede rischio alto (Tab.1).

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Tab 1

Tab. 1 Questionario TAS-20

Non c’è correlazione tra età, sesso e stato civile e livello di alessitimia, mentre i maggiori livelli di alessitimia sono presenti tra gli operatori che hanno maturato un’esperienza lavorativa tra 11 e 20 anni; minori livelli di alessitimia sono presenti nei medici che riescono maggiormente a riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri. Come si evince dai grafici  n. 1, 2, 3, riportati in seguito, per gli indici dell’alessitimia emersi al test Tas-20, i maggiori livelli di alessitimia sono presenti negli operatori che hanno maturato un’esperienza lavorativa tra 11 e 20 anni.

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 1

Grafico 1: Interazione significativa tra anni lavorativi e il totale TAS-20.

 

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 2

Grafico 2: Interazione significativa tra il gruppo anni lavorativi e il totale alla sottoscala DIF (le difficoltà dell’individuo a descrivere i propri sentimenti e a distinguerli dalle sensazioni del corpo).

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 3

Grafico 3: Interazione significativa tra il gruppo anni lavorativi e il totale alla sottoscala DEF (difficoltà nei descrivere i propri sentimenti agli altri).

Sono stati calcolati le percentuali e i punteggi medi delle tre subscale del Maslach Burnout Inventory che rilevano, per ciascuna sottoscala, un livello di burnout inferiore a quello medio del campione normativo utilizzato nella taratura italiana dello strumento.

Nel nostro campione, in generale, ritroviamo valori medio bassi per quanto riguarda Esaurimento Emotivo e  Depersonalizzazione, e una buona Realizzazione Personale.

E’ emersa una differenza significativa alla sottoscala della Depersonalizzazione del test MBI, concernente la maggiore distanza mentale dal proprio lavoro e sentimenti di cinismo (F(1,167)=1,071; p=.012; η2=.467), ove le donne appaiono mostrare maggiore distacco mentale dal proprio lavoro (Grafico 4).

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 4

Grafico 4: Interazione significativa tra il sesso e la sottoscala depersonalizzazione del test MBI

In merito agli indici dell’Esaurimento emotivo e Realizzazione personale dello stesso test, i maggiori livelli sono presenti negli operatori che hanno maturato un’esperienza lavorativa tra 1 e 10 anni; per la Depersonalizzazione i maggiori livelli sono espressi nel gruppo di operatori che lavorano da più di 30 anni. Per gli indici dell’Esaurimento emotivo e della Realizzazione personale, i maggiori livelli sono presenti negli Infermieri e medici, per la Depersonalizzazione i minori livelli vengono espressi dai medici specializzandi e gli Operatori Sociosanitari.

Passando ai dati della DASS-21 si osserva (Tab. 2) come il 17% presenti una Depressione Moderata, il 16% Ansia, il 30,9 Fatica.

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Tab 2
Tab. 2 Questionario DASS-21

Non ci sono differenze significative (p<=,069) tra il sesso e le tre sottoscale della Dass-21, anche se le donne presentano punteggi medi più alti (vedi grafico sottostante).

Per gli indici di Ansia, Depressione e Fatica emersi al test DASS-21, i maggiori livelli sono presenti nei dipendenti che hanno maturato un’esperienza lavorativa tra 1 e 10 anni  (F(3,167)=,061; p=.042; η2=.125).

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 5Grafico 5: Interazione significativa tra gli anni lavorativi e la sottoscala depressione del DASS.

In merito al test IES-R si osserva che il 66% del nostro campione presenta un punteggio nella norma alla percezione dello stress (Tab. 3).Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Tab 3

Tab. 3  Test IES-R

Per gli indici che valutano lo stress soggettivo causato da eventi traumatici, misurati dal test IES-R, i soggetti che maggiormente ne risentono sono quelli che lavorano dai 21 ai 30 anni.

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Grafico 6

Grafico 6: Interazione significativa tra gli anni lavorativi e la scala di impatto dell’evento

In merito ai risultati al test PSS, alla scala dello stress percepito solo il 3% del nostro campione presenta livelli moderati di stress. In merito a questo test non abbiamo differenze significative tra i gruppi di dipendenti che lavorano da diversi anni.

Per valutare la relazione tra le dimensioni di rischio di stress collegato all’evento Covid-19 (questionario ad hoc per il Covid-19) e i diversi costrutti considerati (Tas-20 per l’alessitimia, IES-R scala di impatto dell’evento, MBI Maslach Bornout Inventory, DASS-21,  Depression Anxiety Stress Scales, Scala dello stress percepito) sono state eseguite analisi delle correlazioni (r di Pearson).

La Tabella 4 (Correlazioni bivariate) mostra una correlazione significativa e positiva (p < 0.01) tra il questionario ad hoc che esprime il rischio stress legato all’emergenza Covid-19 e tutte le sottoscale dei diversi test.

Covid 19 il vissuto degli operatori sanitari in area oncologica Tab 4

Tab. 4  Correlazioni bivariate con gli indici del test ad hoc, per il rischio stress del Covid19,Tas-20 per l’alessitimia, IES-R scala di impatto dell’evento, MBI Maslach Bornout Inventory, DASS-21,  Depression Anxiety Stress Scales, Scala dello stress percepito.

Le uniche correlazioni negative emergono con la sottoscala RP del test MBI, che riguarda la realizzazione professionale e le altre sottoscale. Pertanto all’aumentare dello stress percepito per il Covid-19 diminuisce il desiderio di realizzazione personale.

Discussione e conclusioni

Che gli operatori sanitari paghino un alto tributo alle epidemie è un dato noto nella storia delle malattie infettive e testimonia sia la tendenza del personale sanitario ad assumere rischi per curare i pazienti, sia il fatto che spesso esso si trova a confrontarsi con le epidemie senza adeguati sistemi di sicurezza (Jones DS., 2020).

Messaggio pubblicitario Dati al 23 aprile 2020 a cura dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano come l’11% dei casi totali di contagio in Italia si riferiscano ad operatori sanitari, con un’età mediana di 48 anni (verso età mediana di 62 anni dei casi totali), con una prevalenza di donne (69%), ed un tasso di letalità media dello 0,40% (Istituto Superiore di Sanità, 2020).

Da una revisione della letteratura, consultando la banca dati biomedica Pubmed negli ultimi anni, si evince come il livello di stress nel personale sanitario sia maggiore nei paesi che hanno gestito per primi l’emergenza pandemica e sono stati riportati punteggi significativi in stress, depressione, ansia, insonnia, paura, rabbia, ipereccitazione, dolore, reazioni post traumatiche, burnout professionale. L’analisi evidenzia come, tra i professionisti, il genere femminile sia maggiormente esposto a tali manifestazioni e come il personale infermieristico riporti livelli più elevati di stress, depressione ed ansia rispetto ad altri operatori.

I nostri risultati confermano l’impatto negativo che la pandemia di Covid-19 ha avuto sul benessere degli operatori sanitari con differenze statisticamente significative tra le seguenti variabili: sesso, anni di lavoro e ruolo professionale.

Alla luce dei risultati ottenuti nella nostra ricerca appare fondamentale attivare interventi psicologici dedicati ad operatori di area oncologica.

Tra essi, nei mesi iniziali di lockdown sono stati molto utili le help line telefoniche da remoto (Nicolò, 2021) “Esse prevedono l’accoglienza della motivazione della chiamata e comprenderne il senso. Ad esso segue un triage psicologico per raccogliere in breve tempo informazioni sulla natura e gravità del problema presentato, sulle risorse disponibili per affrontarlo. In alcuni casi può essere sufficiente un unico contatto che assume caratteristiche di counselling o un breve intervento sulla crisi. Tuttavia in presenza di sintomi persistenti, difficoltà marcate familiari, nel lavoro o nella vita sociale con rischio di complicanze e/o di suicidio o evidenza di disturbi psicopatologici maggiori viene effettuato un intervento strutturato di secondo livello con invio ad uno psicoterapeuta o psichiatra”.

Tuttavia, reputiamo più utile intervenire “a monte” sul benessere organizzativo e non dopo che il disagio si sia manifestato nell’operatore. E’ senz’altro utile offrire assistenza psicologica ai lavoratori che sviluppano, ad esempio, forti quote d’ansia legate proprio al contesto professionale e ai rischi ad esso connessi. Questo rientra nei compiti istituzionali degli psicologi ospedalieri (Vito, 2014). Tuttavia, come in medicina, anche in psicologia è decisiva la prevenzione e non solo la cura delle malattie. Ma è chiaro che per mettere mano all’organizzazione del lavoro occorre una visione sistemica che tenga conto sia della complessità inter e intra-istituzionale, sia della componente psicologica in gioco. Altrimenti, per quanto di buona volontà, può risultare perfino dannosa una lettura del disagio dell’operatore in relazione esclusivamente alle sue caratteristiche individuali. Il discorso ovviamente diviene molto ramificato. Entrare nel merito delle dinamiche organizzative comporta affrontare questioni politiche, sindacali, economiche che apparentemente non sembrerebbero di pertinenza della psicologia.

Il benessere degli operatori sanitari è garantito dal loro rispetto e dalla loro valorizzazione, che non passa solo attraverso riconoscimenti economici premiali. Da questo punto di vista, risultano essenziali, nel rispetto dei diversi ruoli presenti nelle grandi istituzioni sanitarie, la capacità di sviluppare il senso di appartenenza e il gioco di squadra.

 

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