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HIV: l’infezione potrà essere ridotta del 67% nel prossimo decennio

HIV: uno studio condotto in America afferma che la diffusione dell'infezione potrebbe essere ridotta attuando misure di prevenzione globale

Di Gaia Butti

Pubblicato il 15 Mar. 2019

Aggiornato il 18 Apr. 2019 13:33

L’infezione da HIV colpisce più di 1,1 milioni di americani e ogni anno dal 2013 al 2017 ci sono state 40.000 nuove diagnosi.

 

Queste diagnosi erano altamente concentrate in alcuni gruppi di persone: quasi il 70% era tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), il 50% tra persone che vivevano nel Sud e più del 40% tra gli afroamericani. Anche se si stima che l’incidenza sia diminuita del 15% durante il periodo 2008-2015, la prevalenza è aumentata di circa il 17% durante lo stesso periodo, indicando progressi inadeguati nel controllo dell’epidemia negli Stati Uniti.

Metodi e strumenti per la diagnosi e la prevenzione

Strumenti per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione dell’HIV possono ridurre il fenomeno. Test per questo virus estremamente accurati sono disponibili in una varietà di contesti clinici e non clinici. Per le persone con questa diagnosi, le terapie antiretrovirali riducono notevolmente la morbilità e rendono trascurabile il rischio di trasmissione dell’HIV, se assunte coerentemente. Queste terapie sono state anche adattate per l’uso come pre-esposizione altamente efficace (PrEP) e profilassi post-esposizione (PEP). Oltre ai metodi biomedici, le strategie comportamentali, tra cui l’uso del preservativo e gli interventi di riduzione del danno, rimangono valide ed efficaci strategie per prevenire la trasmissione del virus.

Per questa ricerca si sono utilizzati i dati aggiornati di sorveglianza dei Centers for Disease Control and Prevention per stimare i parametri quantitativi degli obiettivi, ambiziosi ma raggiungibili, di prevenzione dell’HIV a livello nazionale.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista AIDS and Behavior.

HIV: la diffusione potrebbe essere ridotta, lo afferma uno studio americano

Si stima che le nuove infezioni da HIV potrebbero essere ridotte fino al 67% e la prevalenza potrebbe iniziare a diminuire entro il 2030 se il 95% degli obiettivi per la diagnosi, per la cura e per la soppressione virale saranno soddisfatti entro il 2025, ed un ulteriore 20% delle trasmissioni sarà evitato attraverso interventi mirati, come la profilassi pre-esposizione. In particolare, ciò richiederebbe modelli innovativi e una sostanziale espansione dei servizi di supporto. Anche se l’obiettivo di riduzione dell’incidenza di HIV del 90%, come svelato dallo State of the Union Address 2019 è probabilmente irraggiungibile con l’attuale kit di intervento, tuttavia è possibile iniziare a ridurre sostanzialmente la prevalenza dell’HIV nel prossimo decennio, con investimenti e innovazione sufficienti.

Secondo uno studio condotto dalla Georgia State University e dalla Università di Albany-SUNY gli interventi di prevenzione mirati per le persone a rischio di Human Immunodeficiency Virus sono rapidamente aumentati.

La Dott.ssa Heather Bradley, autrice principale dello studio e assistente alla cattedra della School of Public Health at Georgia, afferma che:

è importante stabilire obiettivi di prevenzione dell’HIV ambiziosi, ma realistici. È noto che trattare le persone che vivono con l’HIV migliora la loro salute e impedisce la trasmissione dell’infezione da HIV ad altri. Tuttavia, il trattamento di un numero sufficiente di persone per ridurre significativamente le nuove infezioni da HIV ci imporrà di affrontare problemi come povertà, alloggi instabili e condizioni di salute mentale, che impediscano alle persone affette da HIV di accedere alle cure.

Aumentando notevolmente il numero di persone che ricevono cure e trattamenti, combinati con strategie di prevenzione mirate per le persone a rischio di infezione da questo virus, potrebbero verificarsi riduzioni sostanziali delle nuove infezioni nel prossimo decennio.

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