L’uomo dei topi: analisi computazionale comparata di un caso clinico di Freud

Nello studio sono stati utilizzati 2 tipi di software per effettuare una comparazione computazionale sul trascritto "L'uomo di topi" di Freud - Psicologia

ID Articolo: 114704 - Pubblicato il: 21 ottobre 2015
L’uomo dei topi: analisi computazionale comparata di un caso clinico di Freud
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Patrizia Bagatti, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI

 

Il caso clinico “L’uomo dei Topi”, scritto da Freud nel 1909, insieme alle note che prese durante le sedute, fornisce una fonte di grande interesse per uno studio contemporaneo della tecnica psicoanalitica.

Sia la macro che la microanalisi della terapia effettuata da Freud, realizzata da Casonato e Mergenthaler (2008) col software per l’analisi del testo TAS/C hanno mostrato che Freud ha trattato transfert e controtransfert con grande abilità e che la terapia è stata attuata con una tecnica simile a quella moderna di un approccio relazionale.
Questo studio mette a confronto due tipi di software per l’analisi del testo: Atlas.ti, un software per l’analisi qualitativa del testo e il TAS/C.
Abbiamo cercato di valutare se questi software possano analizzare costrutti simili o diversi all’interno della narrativa nella terapia. I risultati precedentemente ottenuti col TAS/C sono stati comparati con i risultati ottenuti con Atlas.ti.

Parole chiave: Analisi computazionale della narrativa, Ricerca in psicoterapia, Modello del Ciclo Terapeutico, Atlas.ti.

Abstract

The clinical case of “The man of the rats”, written by Freud in 1909 along with the notes he took during the treatment, provides a source of great interest for a critical approach to epistemological and ideological processes upon which theory and analytical technique are built.
Both a macro- and micro-analysis of Freud’s treatment, carried out by Casonato and Mergenthaler (2008) with the computer-assisted text analysis software, developed to study the Therapeutic Cycle Model (TCM), showed that Freud had managed transference and countertransference with great skill and that the therapy was carried out with a technique similar to today’s therapy with relational approach.
The present study, after an introduction of the case and of three instruments developed for the analysis of the narrative in psychotherapy, aims to propose an observation review resulting by the analysis over mentioned with the Therapeutic Cycle Model and to compare it with one with Atlas.ti, a qualitative text analysis software .
The main purpose has been that to investigate some of the most important methods for the analysis of narrative in psychotherapy; try to find out if these instruments test similar or different constructs inside the narrative and, which among these, can be applied not only to the scripts and audio/video records of the sessions, but also to the notes of the sessions.
The object of the analysis has been one of the most famous Freud’s psychotherapy, known as “The man of the rats”, a therapy carried out on a patient suffering from obsessive-compulsive neurosis. The results obtained by the Therapeutic Cycle Model and Atlas.ti agree on the fact that the therapy has been successful in terms of improving the patient’s conditions, since “emotional tone” and “abstraction”, the main variables on which the analysis has been focused, decrease. Particularly, the significant decrease of “negative emotional tone” shows, without any doubt, that the patient’s distress decreases.
As regards “abstraction”, it seems that it helps to control the emotional tone; therefore where this is already low, there is also less use of abstraction.
Furthermore this study shows that both instruments used can be successfully applied not only to psychotherapy audio records, but also to the notes of the sessions. However, I think that Atlas.ti offers more chances to further investigate the variables, the chance to relate them, to decompose those under investigation and, viceversa, to group them in families.

Keywords: analysis of the narrative, psychotherapy, Therapeutic Cycle Model, Atlas.ti

IL SOFTWARE TAS/C E IL MODELLO DEL CICLO TERAPEUTICO

Casonato e Mergenthaler (2008) hanno analizzato le trascrizioni delle sedute di Freud del caso clinico “L’uomo dei Topi”, utilizzando il Modello del Ciclo Terapeutico (TCM).
Il Modello del Ciclo Terapeutico e il software TAS/C consentono, attraverso l’analisi computerizzata dei trascritti delle sedute, di studiare i diversi tipi di terapia (psicodinamica, cognitiva, di gruppo, ecc.) mettendo in luce, in ogni trattamento e in ogni seduta o intervista, i passi che si collegano al processo terapeutico o agli eventi relazionali rilevanti, occorsi durante il trattamento (Mergenthaler, Casonato, 2009). Il TCM è un modello di analisi computerizzata dei trascritti “verbatim” delle sedute terapeutiche, o anche degli appunti redatti dal terapeuta. La metodica di ricerca include l’analisi dei trascritti tramite un software in cui sono presenti dizionari elettronici, che possono rilevare e misurare il Tono Emozionale e l’Astrazione, due concetti chiave che si riferiscono rispettivamente all’esperienza emotiva e al coinvolgimento cognitivo, meccanismi chiave attraverso cui è possibile interpretare tutti i cambiamenti che avvengono durante il processo terapeutico (Mergenthaler, Casonato, 2009).

L’utilizzo di una o più parole contenute in uno dei due dizionari è quindi considerato come un indicatore di attivazione del processo emotivo (nel caso del dizionario ET) o del processo cognitivo (nel caso del dizionario AB) nelle sedute analizzate. La combinazione di questi due processi ci permette di identificare i “momenti chiave” in una seduta o le sedute più rilevanti dell’intero trattamento. (Mergenthaler, 1996).

Mergenthaler (1998) ha approfondito lo studio dell’azione terapeutica delle emozioni, attribuendo un diverso ruolo alle emozioni positive ed a quelle negative. Le emozioni positive organizzano la struttura cognitiva in maniera flessibile e defocalizzata, cioè ampliano la gamma dei pensieri, stimolando la creatività e il problem solving. Le emozioni negative favoriscono la focalizzazione dell’organizzazione cognitiva e facilitano il ricordo di episodi relazionali, sogni o materiale autobiografico. L’Astrazione infine è considerata espressione di un processo razionale di riflessione che aiuta a comprendere aspetti di sé e della propria situazione (Mergenthaler, 1998).

Il TCM permette lo studio degli aspetti clinici individuali che possono variare a seconda dell’approccio terapeutico. Attraverso l’analisi computerizzata dei pattern Emozione-Astrazione, è possibile trovare in ogni terapia, o colloquio, degli indicatori dei processi clinici. I dati ottenuti vengono interpretati in base al significato che assumono nella situazione clinica.

Messaggio pubblicitario L’analisi condotta sul caso clinico “L’Uomo dei Topi” si è basata su tre livelli.
Il primo livello include un riassunto generale del caso.
Il secondo livello riassume il caso, ma focalizzando l’attenzione in modo particolare ai temi ricorrenti:
– situazioni di vita esterne;
– sintomatologia, passata e presente;
– relazioni extra-familiari;
– relazioni col terapeuta: transfert, ecc;
– analisi dei sogni.
Il terzo livello si focalizza su una descrizione sistematica delle sedute, divise in gruppi. Questo approccio strutturato per livelli consente di avere una visione ben articolata dei temi tipici del trattamento, in modo più chiaro rispetto alla narrativa psicoanalitica tradizionale. Il materiale così prodotto può essere utilizzato per accedere all’intero caso e far luce sui progressi nella terapia. E’ possibile raccogliere anche dati qualitativi, concatenando tutte le descrizioni per ogni aspetto del caso, delineando così una visione d’insieme.

Le variabili come fattori terapeutici

Nella ricerca in psicoterapia, un aspetto di primaria importanza è la scelta delle variabili da analizzare che svolgano un ruolo di fattori terapeutici (Blasi, Casonato,2005). Per poter definire un fattore come “terapeutico”, esso dev’essere in grado di stimolare un cambiamento nello stato o nel comportamento del soggetto.

Storicamente i fattori terapeutici possono essere diversamente denominati a seconda dell’orientamento teorico dei clinici e dei ricercatori; comunque, è dimostrato che tutte le terapie hanno fattori terapeutici comuni che possono promuovere un cambiamento anche se denominati differentemente dalle varie scuole. In particolare tutti i ricercatori concordano sul fatto che le fluttuazioni “emotive”, “cognitive” e “comportamentali” giocano un ruolo decisivo nelle condizioni del paziente; gli interventi psicoterapeutici sono in grado di agire sul sistema neuronale.
Mergenthaler (1998) ha individuato come fattori terapeutici di cambiamento l’ “Esperienza Affettiva” e il “Padroneggiamento Cognitivo” (fattori già indicati da Karasu, 1976), , tralasciando la “Prescrizione Comportamentale”.

Le emozioni

La prima variabile studiata da Mergenthaler (1998) durante l’analisi dei trascritti verbatim delle sedute è stata chiamata il “Tono emozionale”. Esso non si riferisce alle emozioni positive o negative, ma alla densità di parole che nel testo esprimono un’emozione, identificate grazie al dizionario delle parole emozionali.

Vengono considerate emotive o emozionali quelle parole che possiedono una valenza emozionale che possa essere classificata secondo una delle seguenti dimensioni (Sandhöfer-Sixel,1988): approvazione-disapprovazione, piacere-dispiacere, attaccamento-distacco e sorpresa. Esse possono far parte di qualsiasi gruppo grammaticale: aggettivi (bello), avverbi (dolorosamente) o verbi (distruggere). Tali parole vengono suddivise in due categorie, a seconda della valenza positiva o negativa; le parole emotive con tonalità positiva sono codificate come 1, mentre le parole emotive con tonalità negativa sono codificate come 2.

Il dizionario, di proposito, non include parole che si riferiscono ad aspetti specifici di esperienza sensoriale (come “terra” o “caldo”) perché l’emozione dev’essere identificata con precisione. Sono state escluse anche parole con significati multipli, che appaiono di frequente (per es. “buono”, ecc..). Il metodo quindi identifica le oscillazioni fra i momenti di alta o bassa frequenza di parole emozionali; nel primo caso ciò significa che durante la seduta il paziente sta facendo un’esperienza interessante.
Il TCM considera la presenza del tono emozionale una condizione necessaria, ma non sufficiente all’emergere di momenti chiave.

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