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Terapia Cognitivo-Comportamentale nella Fibromialgia: quale focus per un intervento?

La PsicoTerapia Cognitivo-Comportamentale contribuisce a migliorare gli aspetti connessi alla Sindrome Fibromialgica.

ID Articolo: 108995 - Pubblicato il: 21 aprile 2015
Terapia Cognitivo-Comportamentale nella Fibromialgia: quale focus per un intervento?
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Anna Finocchietti

La Fibromialgia, o sindrome Fibromialgica, è una malattia reumatica caratterizzata da un insieme di manifestazioni fisiche che procurano notevole sofferenza a chi ne è affetto. La ricerca ha evidenziato l’efficacia della Terapia Cognitivo-Comportamentale nel contribuire a migliorare molti aspetti connessi a questa patologia.

 

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La Sindrome Fibromialgica (SF) è una malattia reumatica caratterizzata da un insieme di manifestazioni fisiche che procurano sofferenza a chi ne è affetto, pur in assenza di dati di laboratorio (come esami ematici, radiografie etc.) che mettano in evidenza specifiche anomalie. Ciò rende la malattia spesso di non facile diagnosi e procura alla persona che ne soffre sentimenti di inaiutabilità e incomprensione da parte di familiari e medici.

Messaggio pubblicitario La sintomatologia prevalente, sulla cui base dagli anni novanta (Wolfe et all.,1990) viene effettuata dai reumatologi la diagnosi, è costituita da dolore muscolare cronico diffuso insieme a rigidità, ma molti altri sono i sintomi che si associano al dolore e che possono variare da individuo a individuo: disturbi del sonno, alterazioni cognitive quali attenzione e concentrazione, cefalea, parestesie, stanchezza cronica, disturbi gastro-intestinali. Inoltre diversi studi hanno rilevato una maggiore sintomatologia ansiosa e depressiva nei pazienti affetti da SF rispetto alla popolazione generale; tali sintomi sarebbero tali da mantenere ed alimentare la sintomatologia dolorosa, con conseguenti ricadute sulla qualità della vita dei fibromialgici.

Per comprendere quanto il dolore può compromettere la qualità della vita nella FM, ricordo che recentemente il dolore fibromialgico è tra i dolori cronici per i quali è prevista la prescrizione di cannabis.

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Le cause che intervengono nell’insorgere della malattia sono molteplici, così come quelle che la mantengono (Il modello di riferimento è quello biopsicosociale di Engel). Anche le cure quindi prevedono interventi sia a livello farmacologico che non farmacologico (esercizi fisici, rilassamento, terapie psicologiche).

La ricerca ha evidenziato l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale nel contribuire a migliorare molti aspetti connessi a questa patologia: il dolore riduce infatti la mobilità portando spesso all’evitamento di attività che possono, o si teme che possano, evocarlo o peggiorarlo; inoltre l’intensità del dolore può allarmare, mettere in ansia, alimentare credenze negative sul dolore (catastrofizzazione, helplessness). La TCC può pertanto essere efficace nel modificare le credenze disfunzionali così come nel ridurre la sintomatologia ansioso-depressiva.

Gli studi che riportano dati di efficacia della TCC nella SF hanno però protocolli di intervento molto eterogenei e difficilmente comparabili; al momento sembrano non esserci protocolli di intervento mirati su specifici aspetti che caratterizzano il profilo cognitivo dei pazienti fibromialgici, ciò in larga parte sembra dovuto al fatto che le indagini sui profili psicologici di questi pazienti si sono limitate ai disturbi psicologici presenti, come ansia e depressione, molto meno alle variabili cognitive in essi implicate.

Un gruppo di ricerca della Scuola Cognitiva di Firenze, partendo da questi dati, sta da alcuni anni lavorando alla definizione di un profilo cognitivo dei pazienti fibromialgici e sulla base di risultati preliminari sta iniziando esperienze di intervento terapeutico.

Un primo lavoro (Bonini S. et all.,2014) in cui 43 soggetti con fibromialgia sono stati messi a confronto con altrettanti soggetti sani, ha messo in evidenza maggiori livelli di ansia, alessitimia, credenze negative sul dolore e peggiore qualità della vita nei soggetti fibromialgici, insieme a punteggi più elevati nelle variabili rimuginio e bisogno di controllo.

Tra i dati a nostro avviso più interessanti c’è che la catastrofizzazione, insieme all’ansia di stato e di tratto, appaiono le variabili che maggiormente hanno influito sulla qualità della vita. La catastrofizzazione inoltre è risultata mediare anche la relazione tra ansia di tratto e qualità della vita.

Messaggio pubblicitario Un secondo lavoro (Ricci A., et all.,2014a e 2014b) si è principalmente focalizzato sul ruolo del rimuginio e della ruminazione rabbiosa nella SF. In questa ricerca sono stati messi a confronto 3 gruppi: fibromialgici, soggetti con dolore cronico di altra natura (osteoporosi e artrosi) e soggetti sani (30 soggetti per ciascun gruppo).

I risultati, oltre a confermare dati già esistenti in letteratura e nella nostra precedente ricerca riguardo all’ansia, al rimuginio e alla depressione, hanno evidenziato un dato nuovo: i pazienti fibromialgici risultano riportare punteggi più alti degli altri due gruppi sia nel rimuginio ansioso che nella ruminazione rabbiosa. Un’ipotesi interpretativa di questo dato potrebbe essere che i fibromialgici utilizzino prevalentemente rimuginio e ruminazione come strategie di coping per la regolazione delle esperienze emotive. Questo potrebbe essere supportato dalla presenza di maggiore alessitimia, come evidenziato dalla letteratura e ritrovato nel nostro primo lavoro.

Ovviamente questi sono dati provvisori, che necessitano di ulteriori conferme e indagini, ma confortano la necessità di approfondire il profilo cognitivo dei pazienti affetti da Sindrome Fibromialgica al fine di poter meglio delineare protocolli di valutazione e scegliere i focus di intervento più significativi ed efficaci.

 

ARTICOLO CONSIGLIATO:

Rimuginio e Ruminazione nella Sindrome Fibromialgica – Assisi 2013

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Bonini, S., Continanza, M., Rigacci, C., Turano, M.T., Puliti, E.M., Finocchietti, A. (2014), Costrutti Cognitivi dell’Ansia e Sindrome Fibromialgica. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 20 (2), 219-229
  • Ricci, A., Bonini, S., Continanza, M., Turano, M.T., Puliti, E.M., Finocchietti A., (2014a) La Sindrome Fibromialgica: il ruolo del rimuginio e della ruminazione rabbiosa. XVII Congresso Nazionale SITCC Marinai, Terapeuti e balene, Abstract book, 297-298
  • Ricci, A., Bonini, S., Continanza, M., Turano, M.T., Puliti, E.M., Finocchietti A., Bertolucci D., (2014 b) La Sindrome Fibromialgica: il ruolo delle variabili psicologiche Ansia, Depressione, Rimuginio e Ruminazione rabbiosa, 51° Congresso Nazionale SIR e 17° Congresso Nazionale CROI, Abstract book.
  • Wolfe, F., Smythe, H.A., Yunus, M.B., Bennet, R.M., Bombardier, C., Goldnberg, D.L., et al. (1990), The American College of Reumatology 1990 criteria for the classification Arthitris and Rheumatism, 33,160-172.
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