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Il diniego nei sex offender (2018). Lavorare sul diniego per favorire il reinserimento e il trattamento clinico dei sex offenders – Recensione

Georgia Zara esplora il concetto di diniego nei sex offender ai fini del trattamento e della rieducazione di chi ha compiuto questo tipo di reati

ID Articolo: 159987 - Pubblicato il: 22 novembre 2018
Il diniego nei sex offender (2018). Lavorare sul diniego per favorire il reinserimento e il trattamento clinico dei sex offenders – Recensione
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Il recente saggio di Georgia Zara, Il diniego nei Sex Offender, dalla valutazione al trattamento con la versione integrale italiana del CID-SO© Comprehensive Inventory of Denial Sex Offender Version, edito da Raffaello Cortina, mette insieme una pluralità di voci provenienti dal mondo del diritto processuale e della psicologia criminologica e forense.

 

Messaggio pubblicitario Il libro tratta in modo completo e aggiornato, il complesso argomento del diniego nell’ambito dei reati a sfondo sessuale sia da un punto di vista giurdico-penale ma soprattutto clinico-psicocriminologico, dalla sua valutazione ai possibili interventi da implementare per favorire una maggiore consapevolezza del reato sessuale e della sua gravità.

Il trattamento clinico e il successivo reinserimento, soprattutto sociale, dei sex offenders, aggressori sessuali e molestatori di bambini, che né accettano né si assumono le proprie responsabilità e negano quanto commesso, ha comprensibili ripercussioni e risonanze esterne che impattano negativamente sia da un punto di vista sociale che giuridico.

Infatti gli aggressori sessuali che negano o minimizzano le conseguenze del reato e la gravità del danno arrecato alla vittima, che non riconoscono il loro problema come devianza sessuale né il bisogno di essere presi in carico, tendono ad essere percepiti come poco collaborativi o addirittura più pericolosi e gravi, socialmente meno meritevoli di essere aiutati e reinseriti. Clinicamente vengono ritenuti più problematici in quanto la mancata consapevolezza o deresponsabilizzazione riguardo il reato messo in atto viene considerato un ostacolo alla compliance trattamentale e impedimento all’aderenza terapeutica.

Georgia Zara racconta le conseguenze sul trattamento del diniego nei sex offender

Il complesso lavoro di Georgia Zara, integrando nuove evidenze provenienti dalla ricerca scientifica e modelli in ambito psicocriminologico e clinico, pone l’attenzione giuridica, scientifica e clinica sull’esplorazione del concetto di diniego nei sex offender considerandolo non tanto un ostacolo al trattamento quanto uno degli obiettivi fondamentali di qualsiasi intervento da implementare sui sex offenders per la loro rieducazione.

Il diniego, la non ammissione della condotta criminale, infatti, è stato per molto tempo erroneamente equiparato al concetto di intrattabilità e non motivazione al trattamento, comportando l’esclusione di questi individui da qualsiasi programma di reinserimento e generando un contesto giudicante, non clinicamente orientato.

Per tale ragione, dopo aver delineato la cornice giuridica e processuale grazie all’intervento di Lavarini, Quattroccolo e Scomparin, il saggio di Georgia Zara pone l’attenzione sulla necessità di una corretta e amplia individuazione e valutazione dei bisogni criminogenici – i fattori di rischio che spingono a commettere l’aggressione o che ne sostengono la persistenza aumentando il rischio di recidiva come la carriera criminale dell’individuo, le cognizioni distorte pro-criminali, i problemi ricorrenti riscontrati nel contesto personale-affettivo, sociale, scolastico, occupazionale e di rispondenza – fattori psicologici che promuovono la compliance e l’interesse a intraprendere attivamente un percorso di cambiamento.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA A parere dell’autrice, una valutazione a 360° multidimensionale di tali bisogni consentirebbe di adeguare il trattamento al livello di problematicità che l’individuo esprime, di esplorare i bisogni criminologici da trattare, comprenderne la funzione all’interno del quadro di vita, cognitivo-affettivo, intimo-sessuale dell’aggressore, per ridurre il rischio di relapse criminale e per organizzare di conseguenza il trattamento (stabilire i tempi, la durata e l’esito).

Per tale ragione, il volume contiene la versione integrale italiana del Comprehensive Inventory of Denial, Sex Offender Version (CID-SO©) comprendente 18 item, per una valutazione clinica e psicocriminologica strutturata del diniego in tutte le sue componenti (diniego dell’arousal e dei comportamenti sessuali devianti, diniego della necessità di trattamento/gestione dell’aggressione sessuale, diniego della responsabilità, minimizzazione del danno).

In conclusione

Numerosi sono gli elementi e le ragioni da analizzare che portano ad utilizzare il diniego nei sex offender, in modo self-serving, spesso autopretettivo per ridurre, reindirizzare, gestire una dissonanza cognitiva ed emozionale, oppure una cognizione ansiogena o un autoinganno inconsapevole.

La realtà psicocriminologica proveniente dai resoconti narrativi degli aggressori è complessa, difficile e sfaccettata, pertanto necessita di una valutazione il più possibile oggettiva e omnicomprensiva per evitare credenze pregiudizievoli e giudizi, sia giuridici per la determinazione della pena che clinici, rifiutanti e troppo influenzati dal reato commesso, abusante l’infanzia dei minori e violante la libertà sessuale delle vittime.

Senza pregiudizi e con professionalità, il saggio Il diniego nei sex offender di Georgia Zara ci aiuta in questo difficile processo.

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Il diniego nei sex offender è un fattore costante ma il legame con il rischio di recidiva e l'attivazione del cambiamento è complesso, non lineare.

Bibliografia

  • Zara, G. (2018) Il diniego nei sex offender. Dalla valutazione al trattamento. Raffaello Cortina Editore
State of Mind © 2011-2018 Riproduzione riservata.
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