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Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors: la sapienza e l’esperienza clinica di J. Fisher – Recensione del libro

Janina Fisher in 'Healing the fragmented selves of trauma survivors' offre le sue conoscenze su trauma e dissociazione, con approccio pratico al trattamento

ID Articolo: 148640 - Pubblicato il: 03 ottobre 2017
Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors: la sapienza e l’esperienza clinica di J. Fisher – Recensione del libro
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Ormai da qualche tempo è uscito Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors (edito Routledge), l’ autrice è Janina Fisher PhD, tale testo oggi si pone come riferimento imprescindibile per coloro che si impegnano nel trattamento dei pazienti complessi.

Maria Paola Boldrini

 

Messaggio pubblicitario Me.Dia.Re. NOVEMBRE 2017 Janina Fisher è assistente direttore dell’istruzione dell’Istituto di Psicoterapia Sensomotoria (SPI, www.sensorimotorpsychotherapy.org), consulente EMDR International Association (EMDRIA) e un ex trainer presso il Trauma Center (Brookline, MA, USA), centro clinico e per la ricerca fondato da Bessel van der Kolk. Conosciuta per la sua esperienza di psicoterapeuta, autrice e trainer, è anche past president della New England Society per il Trattamento del Trauma e della Dissociazione, un ex trainer della Harvard Medical School e coautore (con Pat Ogden) di Psicoterapia Sensomotoria: Interventi per il trauma e l’attaccamento (2016, Raffaello Cortina).

Il prof. G. Liotti  ha detto di questo libro:

Il ruolo del trauma cumulativo nella frammentazione dell’esperienza di sé, le strategie per identificare insieme al paziente le parti non integrate della personalità durante gli scambi clinici e il potere integrativo del dialogo psicoterapico sono stati raramente trattati in modo così convincente e originale come nelle pagine di questo libro affascinante. 

Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors: la summa della conoscenza di Janina Fisher

Potrei proseguire questa recensione con altri commenti positivi su questa linea, ma non è il mio scopo. Questa recensione vuole segnalare, prima di tutto, quanto Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors sia la summa della conoscenza teorica ed empirica dell’autrice e quanto rappresenti il precipitato della sua mirabile esperienza clinica. Fatto raro, Janina Fisher da grande clinico, ma soprattutto da grande mentore qual è, con questo testo ha dato una risorsa a quanti suoi allievi, e non, ne avevano bisogno. Approcciandovi a questo libro noterete quanto è pratico, senza essere prosaico o riduttivo. La prosa, leggibile per la maggior parte di noi che ormai quotidianamente scavalchiamo il muro della lingua anglosassone, è autorevole, ma accogliente.

Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors integra una comprensione neurobiologicamente informata del trauma, della dissociazione e dell’attaccamento con un approccio pratico al trattamento. Questo viene comunicato in una lingua semplice, accessibile a terapeuti esperti e non, oltre che ad altri operatori dell’ambito della salute mentale. Il lettore entrerà in contatto con un modello teorico e di lavoro che sottolinea la “risoluzione” come una trasformazione nel rapporto con se stessi, sostituendo la vergogna, l’autocritica e le ipotesi di colpa, con l’accettazione compassionevole.

Messaggio pubblicitario Gli interventi unici, proposti nel testo, sono stati adattati da una serie di approcci terapeutici all’avanguardia, come la Psicoterapia Sensomotoria e l’Internal Family Sistem, entrambe terapie basate sulla realizzazione della consapevolezza di sé, da parte del paziente e del terapeuta. I lettori chiuderanno le pagine di Healing the Self Fragmented of Trauma Survivors con una solida comprensione degli approcci terapeutici per i disturbi post traumatici, per lavorare con sintomi dissociativi e disturbi spesso non diagnosticati, integrando i metodi di trattamento dal “cervello destro verso il cervello destro” (Sensorimotor Psychoterapy) e molto di più. Soprattutto, resteranno impressi gli strumenti per aiutare i pazienti a creare un senso interno di sicurezza e una connessione compassionevole con se stessi.

In un momento così vivace di voci, anche autorevoli, che si esprimono sui vari aspetti del trattamento dei pazienti difficili, complessi, come sono quelli affetti da Disturbi Dissociativi e/o Post Traumatici, è importante lasciarsi guidare da chi ha non solo il sapere, o solo esperienza clinica. Janina Fisher coniuga, indiscutibilmente, nel panorama attuale, la sapienza teorica e la pratica clinica, alimentate però dalla lungimiranza di aver vissuto nel tempo lo sviluppo dei nuovi approcci e l’integrazione di questi con le grandi teorie psicoterapiche.

La parola d’ordine è nel vivere l’integrazione come un obiettivo, non solo per il paziente, ma prima di tutto per il terapeuta. La lezione di Janina Fisher più importante per noi clinici è questa ad oggi: occorre sapere, saper fare, falsificare/verificare e ancora fare, confrontandosi costantemente con gli altri e cogliendo sempre nel tempo il meglio dell’evoluzione degli approcci clinici.

Buona lettura!

 

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Bibliografia

  • Fisher, J. (2017). Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors. Ed. Routledge
State of Mind © 2011-2017 Riproduzione riservata.
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