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Il metodo della monetina in Psicoterapia. Testa o Croce?

Nell’ambito dunque dei rimedi homemade, trucchi, trucchetti e stratagemmi per la terapia e per la vita, vorrei riproporre in chiave psicoterapica l’antico sistema della monetina.

Di Elena Caterina Ponzio

Pubblicato il 12 Dic. 2011

Aggiornato il 18 Nov. 2015 11:23

Elena Ponzio.

Il Metodo della Monetina in Psicoterapia: Testa o Croce? - Immagine: © ra3rn - Fotolia.com Recentemente la mia attenzione è stata catturata da un interessante articolo sul misterioso strumento terapeutico noto come “la Bacchetta Magica”. Per utilizzarlo e scoprirne l’insospettabile e versatile efficacia non è necessario tuttavia essere un mago, né aver letto tutti i libri di Harry Potter; basta infatti aver frequentato, come citato dal collega Frazzoni, le lezioni di psicoterapia del Dr Vinai. E se la bacchetta magica stimola la creatività del paziente e permette di aggirare gli ingorghi della diatriba verbale e della razionalità, mi sembra particolarmente importante la sua capacità di svelare preferenze o aspirazioni che spesso restano inaccessibili.

Nell’ambito dunque dei rimedi homemade, trucchi, trucchetti e stratagemmi per la terapia e per la vita, vorrei riproporre in chiave psicoterapica l’antico sistema della monetina.

Quando è difficile scegliere tra due possibilità, quando pensando e ripensando proprio non si giunge ad una conclusione, ecco venire in nostro soccorso la classica monetina. Dal sesterzio fino all’euro questo facile e casuale metodo di scelta ha sempre dato risultati chiari e definiti (non si conoscono infatti molti casi di monetine rimaste in bilico di taglio) e tuttavia l’arbitrio affidato al caso dirime da tiranno le questioni irrisolte e configura una strategia forse un po’ primitiva e sicuramente molto spesso insoddisfacente.

 

Ma è proprio in quest’ultima parola – insoddisfacente – che risiede a mio avviso il potenziale della moneta! Con un semplice e leggero sforzo metacognitivo si può insegnare al paziente a far sì che da tiranna la moneta diventi geniale consigliera: se infatti sono insoddisfatto del risultato ottenuto, voilà, la soluzione sarà chiara davanti a me!

Imparare a porre attenzione e a riconoscere gli stati emotivi o i pensieri che rapidissimi attraversano la mente in un dato istante e per un dato evento è sicuramente uno degli obiettivi della psicoterapia. Così quel fugace: “testa!! Accidenti, no, preferivo croce!!!” può svelare ciò che ad una prima riflessione non era chiaro circa la propria preferenza, o i propri desideri. Una volta conquistata la consapevolezza della preferenza nascosta e ricordando a noi stessi che siamo per fortuna esseri liberi di scegliere, sapremo che direzione dare alle nostre azioni con buona pace della monetina. La difficoltà della scelta infatti non dovrebbe oscurare il valore inestimabile della possibilità stessa di scegliere e della libertà!

E a chi potrebbe obiettare che svelato il trucco trovato l’inganno, insomma, che se sai che la monetina non comanda allora a cosa serve tirarla, rispondo: “Ma davvero avete mai pensato di affidare la vostra vita ad una monetina??!!” E poi, quanti di voi avranno giocato almeno una volta al super enalotto sognando milioni quando tutti sanno che è più probabile venire colpiti da un meteorite portando a spasso il cane piuttosto che azzeccare la combinazione vincente?!!

L’uomo è sempre stato un po’ superstizioso, il caso e la fortuna si accompagnano ancora oggi ai progressi della scienza e un po’ di irrazionale trova spazio in ognuno di noi: la differenza la si fa prendendone atto e usandola a nostro vantaggio! E allora, davvero voglio pubblicare questo articolo?

Testa o croce?

 

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Vinai scioglieva nodi complessi chiedendo al paziente 'cosa farebbe se avesse la bacchetta magica?'. Inizialmente rimanevo sorpreso, condizionato forse dal mio pezzettino individuale di immaginario collettivo secondo il quale la psicoterapia, da molti non addetti ai lavori ancora associata alla psicoanalisi e non a caso, vive di interpretazioni enigmatiche che sfuggono ai più.

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