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Olfatto e memoria: una connessione che potrebbe spiegare alcuni sintomi dell’Alzheimer

Numerose ricerche riportano tra i sintomi precoci della malattia di Alzheimer una perdita della memoria relativa agli odori. Tale deficit precede il declino cognitivo tipico del morbo e sembra correlato al grado di severità della malattia.

ID Articolo: 156929 - Pubblicato il: 05 settembre 2018
Olfatto e memoria: una connessione che potrebbe spiegare alcuni sintomi dell’Alzheimer
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Esiste un circuito neurale tra Nucleo Olfattivo Anteriore (NOA) e ippocampo, la struttura cerebrale responsabile della nostra memoria e altamente implicita nella malattia di Alzheimer.

 

Messaggio pubblicitario Una nuova ricerca canadese ha indagato il meccanismo responsabile della formazione della memoria episodica olfattiva.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, offre una spiegazione del modo in cui il senso dell’olfatto viene rappresentato nella memoria e potrebbe spiegare perché la perdita di questo senso sia un sintomo precoce del morbo di Alzheimer.

I neurobiologi dell’Università di Toronto hanno indagato il modo in cui il cervello rivive esperienze sensoriali utilizzando l’olfatto; Afif Aqrabawi dottorando del Dipartimento di Biologia Cellulare e dei Sistemi, ha detto

I nostri risultati dimostrano, per la prima volta, come gli odori che abbiamo incontrato nella nostra vita vengano ricreati nella memoria. Abbiamo scoperto il meccanismo che permette di ricordare il profumo della torta di mele quando si entra nella cucina della nonna.

I ricercatori hanno indagato il legame esistente tra memoria e olfatto scoprendo che le informazioni spaziale e temporali, il dove e il quando si percepisce per la prima volta un odore, vengono integrate all’interno di una regione del cervello nota come nucleo olfattivo anteriore (NOA).

Olfatto, memoria e malattia di Alzheimer

Gli studiosi hanno scoperto l’esistenza di un circuito neurale tra NOA e ippocampo, la struttura fondamentale per i processi mnestici e altamente implicita nella malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno quindi ipotizzato di poter simulare, interrompendo la comunicazione tra le due strutture, i problemi legati alla memoria olfattiva osservati tipicamente nei pazienti affetti da Alzheimer.

Conducendo una serie di esperimenti sui topi si è scoperto che i roditori che presentavano una disconnessione tra ippocampo e NOA tornavano ad annusare più volte e per lunghi periodi odori già percepiti, al contrario i topi con una connessione integra non mostravano questo tipo di comportamento. Gli esperimenti hanno dimostrato l’incapacità negli animali lesionati di creare una memoria per gli odori basata sugli indizi spaziotemporali.

Il professor Junchul Kim del Dipartimento di Psicologia ha affermato

I risultati ci hanno permesso di comprendere meglio quali circuiti cerebrali governano e creano la memoria episodica olfattiva. Le evidenze trovate appaiono utili da un lato per studiare meglio questo tipo di memoria nell’uomo e dall’altro per investigare i meccanismi sottostanti la perdita dell’olfatto osservata nelle condizioni neurodegenerative.

Numerose ricerche in effetti riportano la disfunzione olfattiva, in particolar modo la perdita di memoria relativa agli odori, come sintomi della malattia di Alzheimer indicando come tale deficit preceda il declino cognitivo tipico del morbo e appaia correlato al grado di severità della malattia.

Kim ha precisato

Vista la precoce degenerazione del NOA nella malattia di Alzheimer, il nostro studio suggerisce che i deficit di memoria olfattiva riscontrati in questi pazienti comportino difficoltà nel ricordare il quando e il dove sono stati percepiti gli odori.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Ad oggi i test olfattivi utilizzati per l’individuazione della malattia di Alzheimer risultano imperfetti poiché rimane sconosciuta la causa sottostante i problemi olfattivi in questa malattia. I ricercatoti affermano che con una miglior comprensione dei circuiti neurale alla base della memoria olfattiva, si potrebbero sviluppare test migliori che esaminino efficacemente il corretto funzionamento di questi circuiti giungendo ad una diagnosi precoce della malattia.

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