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La disgrafia – Introduzione alla psicologia

La disgrafia consiste in un disturbo della scrittura riguardante la dimensione delle lettere, la distanza tra lettere e l’ortografia.

ID Articolo: 122728 - Pubblicato il: 07 luglio 2016
La disgrafia – Introduzione alla psicologia
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Disgrafia: Questo termine risale all’inizio dello scorso secolo e si riferisce a un disturbo legato alla scrittura riguardante la dimensione delle lettere, la distanza tra lettere e l’ortografia. Le persone affette da questo disturbo mostrano capacità di scrittura inferiori alla media in relazione all’età, al QI e al livello di istruzione.

Disgrafia: introduzione

Parlare di disturbi specifici dell’apprendimento lascia intendere l’esistenza di una serie di patologie inerenti a questa area tra cui la più nota è la dislessia, di cui si è parlato la scorsa settimana. Invece, meno conosciuta ai più è la disgrafia, disturbo legato alla sfera della scrittura.

Questo termine risale all’inizio dello scorso secolo e si riferisce a un disturbo legato alla scrittura riguardante la dimensione delle lettere, la distanza tra lettere e l’ortografia.
Le persone affette da questo disturbo mostrano capacità di scrittura inferiori alla media in relazione all’età, al QI e al livello di istruzione.

Disgrafia: Etimologia e storia

Disgrafia è un termine composto da due parole greche: ” Dys ” che significa ” difficoltà con ” o “povero” e” graphia ” ovvero scrittura, quindi si intende una difficoltà con la scrittura.

Inizialmente, nel 1940, questa patologia fu definita agraphia, termine ideato dal medico austriaco Josef Gerstmann. Successivamente, H. Joseph Horacek, nel suo libro Brainstorms, descrisse l’agrafia non come caratterizzata da una totale incapacità nello scrivere, ma dalla presenza di carenze nell’ambito della scrittura. In questo caso la persona affetta da tale patologia non mostra né un trauma cerebrale, che possa giustificare la problematica manifestata, né una perdita totale dell’uso della scrittura, per cui si trattava di qualcosa di diverso dall’agrafia. Quindi era necessario effettuare una differenziazione: con agrafia si indica la perdita della scrittura derivante da un infarto o trauma cerebrale, mentre nella disgrafia la scrittura è mantenuta ma presenta delle anomalie e colpisce giovani, adulti e bambini.

Disgrafia: di cosa si tratta?

Messaggio pubblicitario La disgrafia è una condizione che causa problemi con l’espressione della scrittura non legati alla pigrizia, ma inerenti alle capacità di apprendimento. Molti bambini con disgrafia, non riescono a scrivere correttamente una parola su una riga e la grandezza delle lettere è variabile, al punto da far apparire la scrittura disordinata. Inoltre, faticano a riportare per iscritto quanto pensano o ricordano.

Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5 (DSM-5) non è usato il termine disgrafia, ma questo deficit è definito tramite la frase “perdita di espressione scritta”, perché coloro che ne soffrono faticano molto in questo compito sia a livello motorio sia cognitivo, ed è inserito nella categoria dei disturbi specifici dell’apprendimento. In ogni caso, qualunque sia la modalità usata per definire questa patologia è importante capire che la scrittura lenta o sciatta non è necessariamente un segno che il bambino possa avere problemi intellettivi o cognitivi. Quindi, se ci fossero delle avvisaglie in tal senso sarebbe necessaria una diagnosi accurata che porti a confermare o meno la presenza di un disagio nell’apprendimento.

Per scrivere sono necessarie una serie di complesse capacità motorie, riprodotte in sequenza, e una serie di processi volti alla elaborazione del linguaggio. Nei bambini disgrafici queste abilità non sono adeguatamente integrate. Infatti, risultano essere più lenti e hanno una serie di difficoltà nello scrivere. Senza aiuto, un bambino con disgrafia farà sicuramente fatica a scuola, con tutte le conseguenze negative che possano verificarsi sia a livello emotivo sia comportamentale.

Disgrafia: diffusione

I sintomi della disgrafia non sono rari, specialmente tra i bambini piccoli che iniziano a scrivere, ma bisogna verificare se queste difficoltà perdurano nel tempo o sono legate solo a un periodo specifico. Nel primo caso, allora, è possibile procedere con una valutazione specifica volta a giungere a una adeguata diagnosi per inquadrare la problematica presentata. La disgrafia è molto diffusa, solo che spesse volte si confonde con le normali difficoltà comunemente incontrate quando si impara a scrivere o con problemi inerenti alla sfera cerebrale e intellettiva.

Disgrafia: cause

Non esiste ancora una specifica causa individuata che possa portare alla genesi della disgrafia. Solitamente è il cervello che gestisce il tutto: prende informazioni acquisite e immagazzinate in memoria per poi riprodurle in un secondo momento attraverso la scrittura. In persone disortografiche tutto questo non avviene, infatti si rilevano problemi sia a livello di organizzazione delle informazioni memorizzate sia nella riproduzione su carta o digitale delle informazioni apprese. Questo si traduce in un prodotto finale caratterizzato da una scrittura di difficile lettura, piena di errori e, cosa più importante, che non trasmette ciò che il bambino intendeva scrivere realmente.

Spesse volte il bambino presenta problemi a carico della memoria di lavoro, che utilizza un processo di codifica per immagazzinare nuove parole scritte. Questo meccanismo nel disgrafico non funziona e per questo si verifica una difficoltà nel ricordare come scrivere una lettera o una parola, con conseguenti complicazioni nella scrittura.

I bambini con disgrafia non hanno un disturbo dello sviluppo motorio, ma possono avere difficoltà a pianificare i movimenti sequenziali delle dita che portano ad avere una buona grafia.
Inoltre, è stata riscontrata familiarità tra i disortografici, e per questo è possibile possa esserci un problema a livello genetico che porta a tramandare il disturbo di padre in figlio.

Disgrafia: i sintomi

I sintomi della disgrafia rientrano in sei categorie: visuo-spaziale, motoria, elaborazione del linguaggio, ortografia / scrittura, grammatica e l’organizzazione del linguaggio, in presenza di capacità di scrittura in ritardo rispetto ai coetanei. I sintomi manifestati sono alcuni tra i seguenti:

1. difficoltà visuo-spaziale:
problemi con la forma e la spaziatura tra lettere;
difficoltà a organizzare parole da sinistra a destra nella pagina;
difficoltà a scrivere su una linea e dentro i margini;
difficoltà a leggere le mappe, il disegno o la riproduzione di una forma di un testo.

2. difficoltà motorie:
problemi a tenere una matita in modo corretto;
incapacità di usare adeguatamente le forbici;
problemi a colorare all’interno dei margini;
posizionare il polso, il braccio, il corpo o la carta in maniera scomoda durante la scrittura.

3. problemi di elaborazione linguistica:
difficoltà a riportare le idee su carta rapidamente;
difficoltà a capire le regole di un gioco;
non si seguono le indicazioni;
perdere il filo del discorso.

4. Problemi di ortografia / Problemi di scrittura a mano:
difficoltà a capire le regole ortografiche;
difficoltà a distinguere se una parola è errata;
parlare corretto, ma con errori di ortografia per iscritto;
combinare le parole in modo errato;
problemi con il controllo ortografico e quando lo fa, non riconosce la parola corretta;
mischiare maiuscole e minuscole;
mischiare il corsivo con lo stampatello;
difficoltà a leggere la propria scrittura;
Evitamento dello scrivere;
Stanchezza eccessiva nello scrivere;
Elaborati pieni di scarabocchi e cancellature.

5. Grammatica:
Punteggiatura non corretta;
Utilizzo di troppo virgole;
Mescolare i tempi verbali;
Non si iniziano le frasi con la lettera maiuscola;
Non si scrivono frasi complete, e spesse si usano elenchi puntuali.

6. Organizzazione della scrittura:
difficoltà a raccontare una storia o si inizia da metà racconto;
si tralasciano fatti e dettagli importanti, o si forniscono troppe informazioni;
i discorsi sono sempre vaghi;
le frasi sono confuse;
non si arriva mai al punto o si scrivono sempre le stesse cose più e più volte.

Disgrafia: Indicatori meno noti di disgrafia

Esistono i seguenti indicatori che, se manifestati di frequente, lasciano dedurre la presenza di una disgrafia. Si tratta di dolore durante la scrittura, che inizia nell’avambraccio e poi si diffonde in tutto il corpo. Questo dolore può peggiorare o addirittura apparire in concomitanza di un periodo di particolare stress. Le persone con disgrafia non attribuiscono mai questo dolore a un problema con la scrittura, ma credono sia dovuto a un qualcosa di organico.

I sintomi della disgrafia variano anche a seconda dell’età del bambino e i primi segni compaiono generalmente quando si inizia a scrivere. In particolare, i bambini in età prescolare possono essere riluttanti a scrivere e disegnare, mentre quelli in età scolare spesso mostrano una grafia illeggibile e hanno bisogno di pronunciare le parole ad alta voce durante la scrittura. Gli adolescenti, invece, scrivono frasi semplici, con molti errori grammaticali.

Disgrafia: diverse tipologie

È possibile individuare diversi tipologie di Disgrafia:
1. dislessica, la scrittura spontanea è illeggibile, mentre quella copiata è abbastanza buona, e l’ortografia è pessima. La velocità del movimento delle dita è nella norma.
2. motoria, è dovuta a un deficit delle capacità motorie, scarsa destrezza, scarso tono muscolare, e / o goffaggine motoria non meglio specificata. In generale, la scrittura è povera e illeggibile, anche quando si copia un documento. La velocità del movimento delle dita è nella norma.
3. spaziale, è determinata da una difficoltà nella percezione dello spazio, la scrittura e il copiato sono incomprensibili, l’ortografia normale.

Alcuni bambini possono avere una combinazione di due o tutte e tre queste tipologie di disgrafia.

Disgrafia: comorbidità

Molti bambini con disgrafia hanno anche altri problemi di apprendimento:

Dislessia.
– Disturbi del linguaggio: i bambini possono avere difficoltà ad apprendere nuove parole, utilizzare una grammatica corretta e a trasformare i pensieri in parole.
Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): problemi di attenzione, impulsività e iperattività.
– Disprassia: condizione che provoca scarso coordinamento motorio e fisico che possono influire sulla scrittura.

Disgrafia: diagnosi

Segni di disgrafia spesso appaiono durante i primi anni di scuola elementare, ma i segnali diventano evidenti alle medie o superiori. Spesso, come sempre, una diagnosi precoce aiuta a uscire prima dal problema. Gli psicologi specializzati, in alcuni casi, anche quelli scolastici, possono effettuare diagnosi di disgrafia purché opportunamente specializzati nei disturbi dell’apprendimento. La diagnosi sarà effettuata tramite test opportunamente selezionati per misurare le capacità motorie e la produzione della scrittura. Durante il test, il professionista può chiedere al bambino di scrivere frasi o di copiare un testo. Inoltre, saranno valutate anche la postura, come è impugnata la matita, la stanchezza, se ci sono dolori muscolari e la velocità di produzione di un testo.

Disgrafia: trattamento

Il trattamento per la disgrafia varia e può includere esercizi motori, per rafforzare il tono muscolare, migliorare la destrezza e la coordinazione occhio-mano, e di controllo della scrittura, oltre ai trattamenti riguardanti esercizi di memoria o neuropsicologici. L’uso del computer è consigliabile rispetto alla carta. Spesse volte a una riabilitazione cognitiva e motoria neuropsicologica sono affiancati incontri con uno psicoterapeuta adiuvanti al miglioramento del benessere del bambino.

Disgrafia: conseguenze

Messaggio pubblicitario L’impatto della disgrafia sullo sviluppo del bambino varia a seconda dei sintomi e dalla loro gravità. I bambini con disgrafia possono restare indietro nel lavoro scolastico impiegano molto tempo a scrivere e a prendere appunti e per questo possono scoraggiarsi e evitare compiti in cui è richiesto l’uso della scrittura. Inoltre, le capacità motorie di alcuni bambini disgrafici sono molto deboli e per questo faticano nelle attività quotidiane, come ad esempio abbottonare le camicie o allacciare le scarpe.

I bambini con disgrafia possono sentirsi frustrati o in ansia perché si sentono sempre dei falliti nella vita rispetto ai loro coetanei. Inoltre, se giudicati pigri o sciatti dalle insegnanti potrebbero sviluppare una serie di problemi psichici come bassa autostima, ansia, pensieri cattivi ricorrenti e depressione. Tutto questo, alla lunga potrebbe portare a isolamento sociale e problemi col gruppo dei pari.

Disgrafia: come si può intervenire

Se il bambino ha la disgrafia un team di docenti e specialisti della scuola potrà inserirlo in un programma educativo individualizzato, che può includere un apprendimento intensivo della scrittura e esercizi motori. Non vi è alcun farmaco per il trattamento della disgrafia. Tuttavia, i bambini che hanno anche l’ADHD, a volte, sostengono che i farmaci per l’ADHD alleviano i sintomi della disgrafia. I bambini, in ogni caso possono essere aiutati tramite delle strategie da eseguire anche a casa con i genitori:
– Annotarsi esattamente quali sono le difficoltà presentate dal bambino
– Prima di scrivere il bambino può fare un esercizio anti stress: stringere le mani in fretta o strofinarle per alleviare la tensione.
– Giocare con l’argilla o con una palla in gommapiuma può aiutare a rafforzare i muscoli della mano.
Infine, ma non meno importante, lodare il bambino per lo sforzo impiegato nel raggiungere il risultato può motivare ad andare avanti mantenendo alta l’autostima.

 

 

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La disgrafia e la disortografia rientrano i DSA e consistono in difficoltà nel controllo degli aspetti grafici ed errori nella stesura del testo scritto.

Bibliografia

  • Berninger, V., O’Donnell, L., & Holdnack, J. (2008). La diagnosi di ricerca supportato differenziale dei disturbi specifici dell’apprendimento e le implicazioni per l’istruzione e la risposta all’istruzione (RTI). In A. Prifitera, D.Saklofske, & L. Weiss (Eds.),
  • WISC-IV valutazione clinica e di intervento, Second Edition (pp. 69-108). San Diego, CA: Academic Press (Elsevier).
  • Horacek, H. J. (2000 ). Brainstorms: understanding and treating the emotional storms of attention deficit hyperactivity disorder from childhood through adulthood. Jason Aronson Inc. Publishers, United States
  • Troia, G. (2008). Istruzione e di valutazione per gli scrittori che lottano: pratiche evidence-based. New York: Guilford.
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