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L’insostenibile Leggerezza del Bugiardo Patologico

Il Bugiardo compulsivo non è manipolativo o almeno non lo è apertamente. Mentre, il bugiardo patologico è colui che mente incessantemente per ottenere qualcosa e lo fa senza curarsi delle conseguenze...

ID Articolo: 4208 - Pubblicato il: 16 dicembre 2011
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FENOMENOLOGIA DEL BUGIARDO PATOLOGICO.

L'insostenibile leggerezza del Bugiardo Patologico - © SCPixBit - Fotolia.com - Vostro marito o vostra moglie, il vostro compagno o la vostra compagna, o degli amici dicono tante bugie, spesso senza avere un risvolto pratico? Beh, escludendo ogni patologia a carico del destinatario della menzogna, è possibile si possa avere a che fare con un bugiardo patologico.

Prima di entrare nel vivo del discorso è opportuno comprendere la differenza fra bugiardi patologici e bugiardi compulsivi.

Il bugiardo compulsivo non mente per raggiungere un fine specifico, ma semplicemente per abitudine e soprattutto perché mentire lo fa stare meglio rispetto a quando racconta la verità. Essere sinceri per queste persone diventa un’impresa psicologicamente difficile, così mentono su qualsiasi cosa. La bugia diventa una risposta automatica ed irrefrenabile, compulsiva appunto. Questo tipo di bugiardo, non è manipolativo o almeno non lo è apertamente. Mentre, il bugiardo patologico è colui che mente incessantemente per ottenere qualcosa e lo fa senza curarsi delle conseguenze emotive e comportamentali che questo atteggiamento può avere sugli altri.

In questo caso l’abitudine alla menzogna è vista come meccanismo per affrontare la realtà. Il bugiardo patologico è in genere manipolativo, autocentrato e ben poco empatico rispetto alla dimensione psicologica delle altre persone.

La persona che mente ha interiorizzato da così tanto tempo il meccanismo della menzogna che riesce a conviverci in modo egosintonico e difficilmente percepisce il suo modo di fare come patologico.

 

Tamponico - Mammese - Autore dell'immagine: Costanza Prinetti

La manipolazione delle madri: il linguaggio Mammese

 

Il primo passo da realizzare è quindi l’autoconsapevolezza, ovvero rendersi conto di avere un problema su cui lavorare. In seconda battuta va sottolineato che, come ogni altro comportamento che offre comfort e fuga dallo stress, la menzogna può creare dipendenza e assuefazione, quindi si tratta di un qualcosa difficile da disimparare. Come per le tossicodipendenze, se non c’è una forte motivazione a smettere, è difficile che si possa approdare a cambiamenti strutturali per la persona. I bugiardi sono tanto abituati a mentire che, spesse volte, non riescono a distinguere più la realtà dalla fantasia. E’ come se la bugia andasse a sostituire la verità con dei contenuti compensatori che completano perfettamente il puzzle della realtà. Infine, la realtà stessa assume una connotazione di falsità e la bugia diventa la realtà.

 

La prima caratteristica che connota un bugiardo patologico è dichiararsi sostenitori della sincerità e dei valori. Si tratta di persone severamente malate, anche se appaiono normali in superficie, e il loro disturbo può provocare gravissime conseguenze a chi sta loro vicino.

Sono persone che non hanno consapevolezza della loro malattia e credono che mentire sia giusto al fine di proteggere il proprio ego per guadagnare dei benefici. Gli altri, naturalmente, ricevono dai danni gravi in risposta ai comportamenti spietatamente manipolatori, e mendaci messi in atto dal bugiardo. Fondamentalmente, si tratta di persone che sono in grado di inscenare una pantomima della realtà fino ad apparire sinceri al più attento osservatore.
A molti capita di incontrare e conoscere persone con tale disturbo; essi si presentano con grande attorialità, ipocrisia (“ipocrita”, in greco significa attore) e astuzia come persone buone e sincere, quindi utilizzano questa maschera come copertura al fine di poter mentire e raggirare con maggior efficacia. Perciò è molto difficile riconoscerli e si può facilmente diventarne vittima nelle relazioni di amicizia, di lavoro e sentimentali.

MENTIRE L’AMORE
 A rendere ancora più complicata la situazione è la presenza di un pervasivo disturbo di personalità, in genere narcisistico, nei mentitori patologici.
I narcisisti amano troppo se stessi per riuscire ad amare gli altri. Secondo uno studio statunitense, pubblicato sul “Journal of Personality and Social Psychology”, non sono in grado di mantenere relazioni sentimentali felici e durature. Per il “narciso”, l’amore è un gioco in cui si deve fare sempre la “parte del leone”, per mantenere sempre il potere anche a costo di mentire, tradire e umiliare il partner.
La personalità narcisistica è risultata incompatibile con la possibilità di stabilire relazioni sentimentali soddisfacenti, durature e affettivamente importanti. Infatti, nonostante sia vero che per amare gli altri bisogna prima di tutto amare se stessi, i narcisisti, in realtà, non amano veramente se stessi, ma si sopravvalutano continuamente, a spese di chi sta loro vicino.
Lo studio mette poi in guardia chi cerca un partner: “attenzione a non confondere il narcisismo con l’autostima”, perché l’autostima si concilia benissimo con la capacità di amare, il narcisismo implica necessariamente lo sfruttamento e l’umiliazione del partner. Certo, spesso i narcisisti sono estremamente affascinanti e sfuggenti, ma alla “prova del cuore” rivelano gradualmente la loro vera natura: egoisti, infedeli, manipolatori, prepotenti.

Il manipolatore relazionale è egocentrico; un vampiro psico-affettivo che si nutre dell’essenza vitale delle sue prede. Critica, disprezza, colpevolizza, ricatta, ricordando agli altri i principi morali o il perseguimento della perfezione, ma questo solo quando gli torna utile. E per raggiungere i suoi scopi ricorre a ragionamenti pseudo-logici che capovolgono le situazioni a suo vantaggio.

Spesso la sua comunicazione è paradossale: messaggi opposti in double bind, a cui è impossibile rispondere senza contraddirsi, oppure deforma il significato del discorso.
Si auto-commisera, si deresponsabilizza, non formula richieste esplicite e chiare. Non tollera i rifiuti, vuol sempre avere l’ultima parola per trarre le sue conclusioni, pur non condivise. Muta opinioni e decisioni. Soprattutto mente, insinua sospetti, riferisce malintesi . Simula somatizzazioni ed autosvalutazioni, ma dimostra sostanzialmente disinteresse affettivo.
Si tratta, insomma, di personalità disturbate e disturbanti, con cui ci si può legare sentimentalmente per venire immancabilmente destabilizzati dalla loro perfida influenza.

Concludo citando Kundera ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere”: quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna. Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell’aria, tra il fantastico e il possibile, mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla ‘compassione’ verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa: la bugia.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Vazire, S. & Gosling, S. D. (2004). e-Perceptions: Personality impressions based on personal websites. Journal of Personality and Social Psychology, 87, 123-132.
  • Vazire, S., Naumann, L. P., Rentfrow, P. J., & Gosling, S. D. (2008). Portrait of a narcissist: Manifestations of narcissism in physical appearance. Journal of Research in Personality, 42, 1439-1447.
  • Giuseppe Maria Silvio Ierace, (2004). Solstizio D’Estate. Arnoldi editore.
  • Milan Kundera, (2003). L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi

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  • Sandrasassaroli

    cara francesca, vogliamo aggiungere altri casi a questa bella psicopatologia del mentitore? ad esempio alcuni mentono per evitare di confrontarsi con una realtà che si sentono troppo depressi per affrontare, per non affrontare le conseguenze di un qualche problema non risolto. Altri mentono o ingrandiscono la realtà in modo fantasioso perché in questo modo, dentro la realtà ingrandita o inventata, si sentono mento tristi, si inventano una vita più degna di essere vissuta, ma soprattutto, raccontata. 

    • Anonimo

      Ciao Sandra,
      è vero ci sono delle persone che mentono per motivazioni diverse. Alcuni lo fanno per tristezza, altri per solitudine, altri ancora perché non hanno una vita propria e devono inventare qualcosa che non c’è.
      Rimpolpare, sarebbe molto interessante.
      Grazie!

    • ……..si può facilmente diventarne vittima nelle relazioni di amicizia, di lavoro e sentimentali…..: VERISSIMO!

      • FrancescaFiore

         Cara Antonella,
        è facilissimo diventare vittime dell’apparente fascino di queste persone.
        Francesca

    • Gattavia

      Ho passato una vita intera con un marito che ho davvero conosciuto prima che morisse e ciò che ho capito di lui non mi è piaciuto per niente.Era così bugiardo da asserire di dire sempre la verità o al massimo riteneva giusto tacere.Ho resistito grazie ai miei quattro figli e al mio lavoro di insegnante,ingollando contraddizioni,accuse di essere io la bugiarda,fughe da casa per rientrarvi come se niente fosse accaduto.Le balle più grandi le ha raccontate quando avevo le prove di una sua relazione extraconiugale….di fronte all’evidenza…..balle talmente ridicole da lasciarmi allibita.Oggi sto lottando per ricostruire me stessa,non è facile ma cerco di vederlo per com’era,un uomo bambino,fragile,capace di raccontare favole a se stesso pur di non ammettere fallimenti che del resto succedono a tutti.

      • FrancescaFiore

         Cara Gattavia,
        capisco perfettamente quello che stai dicendo e sento il dolore delle tue parole che taglia come fosse un coltello affilato. Il mio augurio è che tu possa riscostruire la tua vita e trovare la tua oasi di serenità.
        Francesca.

    • Federica

      Molto interessante la fenomenologia del bugiardo patologico!
      Complimenti per l’articolo.

    • Grace

      Io ne ho frequentato uno per circa tre anni e mi ha devastato il cervello….il bello é che continua scrivermi e a voler raccontar balle che quasi puntualmente scopro….ci si ammala ad amare ste persone…inoltre ha avuto la geniale idea di andare da un conseuling invece di curarsi da uno psicologo o psichiatra….non ha fatto altro che peggiorarlo aumentando la sua carica negativa!!complimenti anche a ste figure professionali che sarebbero da controllare legalmente!!

      • FrancescaFiore

        E’ vero, ci si ammala ad amare persone così. Bisognerebbe accorgesene e lasciarli il prima possibile.
        Ciao, Grace!

        • tyzzy

          sono tiziana vivo con un uomo da sette anni , mi ha tradita, lasciata, poi l’ho fatto tornare e lì credo davvero di aver sbagliato potevo riprendermi la vita…invece cieca d’amore lo volevo e voglio a tutti i costi e mi chiedo perché…anzi in alcune piccole bugie mi rendo complice..in altre faccio finta di credergli… ma perché ?? forse sono malata pure io …come posso amare un uomo cosi… oltretutto ci lavoro insieme anzi mi sono negata la carriera per far crescere lui…adesso era un anno che balle nn ne diceva o quasi …ma ora sta riprendendo inventando delle storie assurde (parlo di donne che conosce tramite internet ma che anche incontra …quindi cerca la storia ) ….ho letto messaggi sul suo cell ma nn ho il coraggio di dirglielo e LASCIARLO perché ??!!?? …nega l’evidenza e dice di amarmi che sono la donna per la vita…io penso di nn essere più normale ….

    • jessica

      anni passati con un ragazzo cosi…mi sono ammalata l’anima,sono andata io dallo psicologo…perchè non ci capivo più niente….alla fine avendo capito il problema l ho lasciato,ma lui è rimasto cosi. queste persone sono da evitare,pessime,egoiste,insensibili,traditrici…senza dialogo..chiunque abbia a che fare con uno cosi,lo molli subito,amico marito o parente. loro vivono dei nostri perdoni,delle nostre lacrime.

    • Benvenutialsud Italia

      a volte è meglio non sapere

    • Stefania

      Ho avuto una storia con un ragazzo cosi, affascinate e simpatico e all’inizio, pur essendomi accorta che mentiva su qualsiasi cosa, sono andata avanti con la storia che e’ durata dei mesi. Ero vulnerabile e lo avevo conosciuto subito dopo la morte di mio padre e di mio fratello. Il giorno che si e’ reso conto che avevo capito che mentiva, ha buttato il problema su di me dicendo di essere preoccupato del il mio stato psicologico. il fatto che lui cercasse di farmi dubitare della mia sanita’ mentale, mi ha fatto trovare la forza chiudere la storia.

      Ciao Stefania

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