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L’enterocezione: il “sesto senso” che influisce sulla salute mentale

L'enterocezione è la capacità di percepire le sensazioni del corpo e svolge un ruolo fondamentale nella salute mentale e nel benessere psicologico

Di Silvia Bettoni, Silvia Carrara, Martina Gori, Giulia Onida

Pubblicato il 01 Lug. 2026

Oltre i cinque sensi: perché l’enterocezione è essenziale per il benessere

Quando pensiamo ai sensi, ci vengono subito in mente vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Tuttavia, esiste un altro “senso” fondamentale per il nostro benessere: l’enterocezione. Questo termine indica la capacità di percepire e interpretare le sensazioni interne del corpo, come ad esempio il battito cardiaco, la sensazione di sazietà, la respirazione, le attivazioni fisiologiche del nostro corpo (incluse quelle che sono parte dell’esperienza emotiva). 

Secondo April Smith, professoressa associata di psicologia all’Università di Auburn, negli Stati Uniti, l’enterocezione gioca un ruolo chiave nella salute mentale e nel comportamento umano. “Molte persone considerano l’enterocezione un senso aggiuntivo, fondamentale per comprendere come ci sentiamo in ogni momento” spiega la ricercatrice. Una scarsa consapevolezza delle proprie sensazioni interne può infatti favorire lo sviluppo di disturbi alimentari, sintomi ansiosi e altre difficoltà psicopatologiche (Khalsa et al., 2017; Weir, 2023).

Quando ignorare le sensazioni corporee è utile e quando invece diventa pericoloso

In alcuni contesti, come quello militare, essere in grado di ignorare le sensazioni corporee può risultare adattivo. Per un soldato in missione, non prestare attenzione alla fame o alla paura può essere un vantaggio, afferma Smith. Tuttavia, una volta terminata la missione, questa tendenza a ignorare i segnali che arrivano dal proprio corpo può diventare un problema (Weir, 2023).

Nel lungo periodo, la scarsa consapevolezza delle proprie sensazioni interne può aumentare il rischio di disturbi psichici. Per esempio, chi non riconosce la sensazione di sazietà potrebbe avere difficoltà a controllare le abbuffate. 

Ma non si tratta solo di alimentazione. Studi recenti suggeriscono che un’enterocezione alterata possa essere un fattore di rischio comune a diversi disturbi mentali, tra cui ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo da stress post-traumatico e abuso di sostanze (Bragdon et al., 2021; Khalsa et al., 2017; Weir, 2023).

Modificare l’enterocezione per migliorare la salute mentale

La buona notizia è che l’enterocezione può essere allenata. Il Research on Eating Disorders and Suicidality Lab, diretto da April Smith, ha sviluppato un programma chiamato RISE (Reconnecting to Internal Sensations and Experiences), un intervento online progettato per aiutare le persone a riconnettersi con le proprie sensazioni corporee. Il programma, composto da quattro moduli da 30 minuti ciascuno, include esercizi di rilassamento muscolare progressivo, tecniche per allenare la sensibilità a percepire il corpo in termini di funzionalità interna (piuttosto che di aspetto) e strategie per riconoscere e gestire le emozioni.

I risultati sono promettenti. Uno studio pilota su 22 persone in trattamento presso una clinica di salute mentale ha mostrato che i partecipanti al programma RISE hanno migliorato la propria enterocezione e hanno riportato una riduzione dei sintomi di ansia, depressione e ideazione suicidaria. Un secondo studio pilota, condotto su studenti universitari, ha confermato questi risultati, mostrando anche una riduzione dei sintomi dei disturbi alimentari (Smith et al., 2022; Weir, 2023).

Attualmente, il team di Smith sta conducendo uno studio su 195 militari per valutare l’efficacia di RISE rispetto a un programma di educazione alle abitudini sane. I primi risultati mostrano miglioramenti significativi in sei su otto aspetti dell’enterocezione, con effetti che persistono fino a tre mesi dopo l’intervento (Smith et al., in press).

Saper “accendere e spegnere” il sesto senso

L’obiettivo non è semplicemente “migliorare” l’enterocezione, ma conoscerla e imparare a usarla nel modo giusto. Ignorare le sensazioni interne può essere utile in alcune situazioni, ma è fondamentale sapere quando tornare a sintonizzarsi con il proprio corpo. La ricerca su questo “sesto senso” è ancora in corso, e gli scienziati stanno cercando di capire meglio il ruolo dell’enterocezione nei diversi disturbi psichici. Con interventi mirati come RISE, il futuro della salute mentale potrebbe passare proprio attraverso una maggiore consapevolezza del nostro corpo.

Riferimenti Bibliografici
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