expand_lessAPRI WIDGET

Death education: educare i bambini alla morte per aiutarli ad affrontare il lutto

L’elaborazione del lutto nei bambini si sviluppa tra esperienze, relazioni e comunicazione familiare, con effetti sullo sviluppo emotivo

Di Anna Boccaccio

Pubblicato il 24 Apr. 2026

Parlare di morte ai bambini: perché è importante?

Lo sosteneva nell’Ottocento il filosofo danese Kierkegaard: nella vita, l’unica cosa certa è la morte. Un’esperienza universale per l’essere umano, a qualsiasi età. Quanto e come parliamo di morte, lutto e perdita con i nostri bambini? E quali effetti può avere sul loro benessere psicologico ricevere un’educazione al lutto?

Le fonti di conoscenza dei bambini sull’esperienza della morte

Secondo il report 2022 del Childhood Bereavement Network, quasi tutti i minori del Regno Unito hanno sperimentato il lutto di almeno una persona cara entro i 16 anni. Ogni 20 minuti un genitore britannico muore e ogni giorno 127 bambini perdono un genitore. Nonostante tali dati, nel corso dei secoli abbiamo assistito a un vero e proprio cambiamento di prospettiva riguardo all’esposizione dei bambini alla morte. In generale, nelle società occidentali (al pari di molte culture tradizionali soggette a processi di globalizzazione, ad esempio quella giapponese) si è passati dalla prospettiva secondo cui la morte è “una parte naturale della vita” a un atteggiamento di protezione dei bambini verso la realtà della morte (Miller et al., 2014). Inoltre, la diffusione mediatica della scorsa pandemia da Covid-19 e delle crisi umanitarie tuttora in corso, ha contribuito a esporre i bambini a livelli maggiori di ansia per la morte che in passato (Dawson et al., 2023). 

Comprendere dove e come i bambini apprendono della morte e del lutto può risultare utile sia in una prospettiva di intervento psicoeducativo che di ricerca. 

Secondo Longbottom e Slaughter (2018), le principali fonti di informazioni sul tema per i bambini sono tre: 

  • esperienza diretta della morte 
  • comunicazione genitori-figli 
  • rappresentazioni nei media. 

Scopriamo come tali fonti di informazione possono “educare” i bambini al lutto.

Esperienza diretta della morte

Sebbene l’esposizione alla morte o a una salma costituisca una fonte di apprendimento in vivo potentissima, per le autrici ulteriori esperienze potrebbero influenzare la comprensione della morte nei bambini: ad esempio il coinvolgimento in rituali funerari, il contatto con la natura, l’esplorazione dei suoi cicli biologici attraverso la scoperta di piante e animali. La comprensione della biologia e del mondo naturale nei bambini può essere influenzata e mediata dalla comunicazione genitoriale. 

Comunicazione genitori-figli sulla morte

Ciò che i bambini sanno e imparano si basa su ciò che i genitori insegnano loro (Longbottom & Slaughter, 2018), persino in fatto di morte. Molti genitori non discutono in modo approfondito con i loro figli sul tema della morte, finché la questione non viene forzata dalla perdita di un parente stretto, un amico o un animale domestico (Rosengren et al., 2014). Un sondaggio condotto su 270 genitori americani di bambini tra i 4 e i 6 anni, rivela che i genitori sono più a proprio agio nel parlare con i loro figli di riproduzione, invecchiamento e malattia, che di morte (Nguyen & Rosengren, 2004). Altre ricerche evidenziano che i genitori tendono a sottostimare la capacità di comprensione della morte da parte dei loro figli (Gaab et al., 2013; Hendricks et al., 2014). Tale convinzione, unita alle preoccupazioni per le possibili implicazioni emotive del parlare della morte, può spiegare perché molti genitori evitano l’argomento finché le circostanze non lo richiedono. 

Con quali parole spieghiamo la morte ai nostri bambini? Il modo in cui i genitori comunicano con i figli sul tema della morte e del lutto non solo influenza la comprensione della morte nel qui e ora, ma anche il modo in cui la morte verrà successivamente discussa o affrontata dai bambini, e questa influenza si estende fino all’età adulta (Miller et al., 2014). Atteggiamenti e conversazioni sulla morte possono essere trasmessi attraverso le generazioni, con parole atte a fornire fatti o spiegazioni scientifiche (es. il suo cuore ha smesso di battere … aveva una malattia che gli impediva di respirare) o rassicurazione e conforto in termini spirituali ed emotivi (es. resterà per sempre nei nostri cuori … adesso è felice in Paradiso e prega affinché tutti noi stiamo bene). L’ansia per la morte nei genitori sembra un fattore in grado di influenzare la loro capacità di comunicare efficacemente sul tema con i figli, aumentando la tendenza a evitare l’argomento o a ricorrere a eufemismi (es. la nonna è volata in Cielo … se n’è andata) (Matalon, 2000). L’uso di eufemismi, in particolare, può rivelarsi dannoso per la comprensione del processo biologico di morte e l’elaborazione del lutto nei bambini piccoli, in quanto queste forme espressive evitano la realtà biologica della morte e potrebbero persino suggerire che i defunti possano tornare.

La causa della morte è l’informazione che i bambini hanno più probabilità di chiedere agli adulti, o che vorrebbero ricevere a posteriori. Tuttavia, rappresenta anche l’aspetto della morte che viene padroneggiato più tardi nello sviluppo: questo può comportare che le spiegazioni causali offerte dai genitori non siano sufficientemente informative, o possano essere impostate a un livello sbagliato perché i bambini le assorbano, o possano essere confuse dalle rassicurazioni emotive degli adulti (Longbottom & Slaughter, 2018). Un’educazione parentale alla morte dovrebbe piuttosto essere schietta e onesta, ma non brutale. La ricerca mostra che la comprensione della vita e la comprensione della morte sono interconnesse; quindi fornire ai bambini informazioni biologiche sul ciclo di vita e su come funziona il corpo umano e animale può avere un’influenza positiva sulla loro comprensione della morte (Lee et al., 2009).

Rappresentazioni mediatiche della morte e del lutto

Se nel passato, fiabe e racconti orali accompagnavano i bambini nello sviluppo della comprensione del senso delle cose e degli eventi della vita, al giorno d’oggi i bambini sembrano sovra-esposti agli schermi dei dispositivi tecnologici da cui sono circondati. I media possono educare alla morte e al lutto?

Per Sedney (1999) i media sono una “forma indiretta di educazione alla morte”. Alcuni studi, per esempio, evidenziano come l’esposizione a rappresentazioni mediatiche di esperienze traumatiche della vita reale possa aumentare il rischio di disturbo post traumatico da stress nei più piccoli, come nei bambini esposti a video in TV sugli attacchi dell’11 Settembre (Otto et al., 2007). 

In molti casi, i bambini “assistono” per la prima volta alla morte attraverso le gesta dei loro beniamini mediatici; ne consegue che le prime conversazioni genitori-figli sulla morte riguardano una rappresentazione offerta dai media (Gutiérrez et al., 2014; Renaud et al., 2015). Alcuni film e libri per l’infanzia contengono informazioni confuse, irrealistiche e potenzialmente dannose sulla morte e sul lutto. Uno studio del 2017 ha esaminato le rappresentazioni della morte nelle pellicole Disney e Pixar. Almeno un decesso era presente nell’84% dei film; tra questi, il 31% era rappresentato come reversibile (sia fisicamente che tramite il ritorno dei personaggi sotto forma di spiriti) e nel 63% dei casi, i personaggi “superstiti” mostravano reazioni alla morte positive o addirittura prive di emozioni (Tenzek & Nickels, 2017). 

Educazione al lutto: un’opportunità per la scuola?

Un vasto filone di studi rivela che bambini e adolescenti che prendono parte a programmi specifici di educazione al lutto sono più capaci di comprendere, gestire e comunicare i propri sentimenti riguardo alla morte, al lutto e alla perdita (Lee et al, 2009; Stylianou & Zembylas, 2018), mostrando meno ansia legata alla morte. Per tale motivo, molti ricercatori sostengono l’inclusione dell’educazione al lutto all’interno dei curricula scolastici (Hamilton, 2024). 

L’educazione al lutto dovrebbe essere proattiva, ovvero erogata al di fuori del contesto di un evento traumatico (Work Group on Palliative Care for Children, 1999; Holland, 2001). Per questo il progetto nazionale scozzese Childhood Bereavement Project (2022, p.27) concorda: “Dovremmo prepararci alla perdita come ci prepariamo per un incendio nelle scuole, preparando in modo proattivo le persone alla possibilità di subire un lutto invece di reagire quando è troppo tardi“. 

Il dolore irrisolto può infatti influire sul benessere psicologico e fisico di un bambino, esponendolo a un rischio più elevato di depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico, bassa autostima, ritiro sociale, disturbo da deficit di attenzione e iperattività e disturbi della condotta (Fauth et al, 2009; McLaughlin et al, 2019; Gray et al, 2011; Bylund-Grenklo et al, 2016; Dawson et al., 2023). Il lutto infantile è stato anche associato a difficoltà di concentrazione e risultati accademici inferiori, abuso di alcol e sostanze, gravidanze adolescenziali, disoccupazione, condanne per crimini violenti e suicidio (Elsner et al, 2022; Hamdan et al, 2013; Wilcox et al, 2010; Bolton et al, 2016). Le terapie per l’elaborazione del lutto nei più giovani si concentrano su strategie espressive e creative per mitigare le ferite segnate da una perdita: un esempio emblematico potrebbe essere il Grief Maze Game di S. Pesci. Tuttavia, adottare un’ottica proattiva permette di tutelare e promuovere il benessere psicologico nei bambini, prima che l’esperienza del lutto irrompa nelle loro vite.

Come Ribbens McCarthy e Jessop suggeriscono (2005, p. 69), “l’educazione alla morte deve essere inclusa in modo molto più ampio e sistematico nelle scuole, come aspetto chiave dell’educazione generale alla vita, e come mezzo per dotare gli individui degli strumenti per aiutare se stessi e gli altri attraverso il sostegno reciproco e la comprensione, in relazione alle esperienze di lutto”. 

Riferimenti Bibliografici
  • Bolton, J.M., Au, W., Chateau, D., Walld, R., Leslie, W.D., Enns, J., Martens, P.J., Katz, L.Y., Logsetty, S. and Sareen, J. (2016), Bereavement after sibling death: a population-based longitudinal case-control study. World Psychiatry, 15: 59-66. 
  • Bylund-Grenklo, T., Fürst, C.J., Nyberg, T. et al. (2016). Unresolved grief and its consequences. A nationwide follow-up of teenage loss of a parent to cancer 6–9 years earlier. Support Care Cancer 24, 3095–3103. 
  • Childhood Bereavement Network (2022). Key statistics on bereavement in childhood 2022
  • Childhood Bereavement Network (2022). Relationships and sex education and health education guidance consultation.
  • Dawson, L., Hare, R., Selman, L. ., Boseley, T. ., & Penny, A. (2023). The one thing guaranteed in life and yet they won’t teach you about it’:: The case for mandatory grief education in UK schools. Bereavement, 2.
  • Elsner, T. L., Krysinska, K., & Andriessen, K. (2022). Bereavement and educational outcomes in children and young people: A systematic review. School Psychology International, 43(1), 55-70. 
  • Fauth, B., Thompson, M., Penny, A. (2009). Association between childhood bereavement and children’s background experiences and outcomes. National Children’s Bureau.
  • Gray LB, Weller RA, Fristad M & Weller EB (2011). Depression in children and adolescents two months after the death of a parent. Journal of Affective Disorders, 135(1–3) 277–283. 
  • Gutiérrez IT, Miller PJ, Rosengren KS, Schein SS. (2014). Affective dimensions of death: children’s books, questions, and understandings. Monogr. Soc. Res. Child Dev. 79, 43–61. 
  • Hamdan S, Melhem NM, Porta G, Song MS & Brent DA (2013). Alcohol and substance abuse in parentally bereaved youth. The Journal of Clinical Psychiatry, 74(8) 828-833.
  • Hamilton, S. (2024), They Told me I Should Feel Sad”: Narrative and Personal Story Telling as a Sensemaking and Ownership Tool for Young People Who Have Experienced Bereavement. Mind, Brain, and Education, 18: 170-172. 
  • Holland J (2001). Understanding children’s experiences of parental bereavement. Jessica Kingsley Publishers.
  • Kierkegaard, S. (1975). Diario [antologia, ed. ridotta], a cura di Cornelio Fabro, Milano: Rizzoli, ISBN 9788817173308
  • Lee JO, Lee J, Moon SS. (2009). Exploring children’s understanding of death concepts. Asia Pac. J. Educ. 29, 251–264. 
  • Longbottom, S., Slaughter, V. ( 2018). Sources of children’s knowledge about death and dying. Phil. Trans. R. Soc. B373: 20170267.
  • Matalon TH. (2000). The relationship among children’s conceptualization of death, parental communication about death, and parental death anxiety. Doctoral dissertation, Fordham University, New York, NY. 
  • McLaughlin C, Lytje M & Holliday C (2019). Consequences of childhood bereavement in the context of the British school system. Faculty of Education University of Cambridge for Winston’s Wish.
  • Menendez, D., Hernandez, I.G. and Rosengren, K.S. (2020), Children’s Emerging Understanding of Death. Child Dev Perspect, 14: 55-60. 
  • Miller PJ, Gutiérrez IT, Chow PI, Schein SS. (2014). European Americans in Centerville: community and family contexts. Monogr. Soc. Res. Child Dev. 79, 19–42. 
  • Nguyen SP, Rosengren KS. (2004). Parental reports of children’s biological knowledge and misconceptions. Int. J. Behav. Dev. 28, 411–420.
  • Otto MW, Henin A, Hirshfeld-Becker DR, Pollack MH, Biederman J, Rosenbaum JF. (2007). Posttraumatic stress disorder symptoms following media exposure to tragic events: impact of 9/11 on children at risk for anxiety disorders. J. Anxiety Disord. 21, 888–902. 
  • Renaud SJ, Engarhos P, Schleifer M, Talwar V. (2015). Children’s earliest experiences with death: circumstances, conversations, explanations, and parental satisfaction. Infant Child Dev. 24, 157–174. 
  • Ribbens McCarthy, J., Jessop, J. (2005). Young people, bereavement and loss: Disruptive transitions? National Children’s Bureau.
  • Rosengren KS, Gutiérrez IT, Schein SS. (2014). Cognitive dimensions of death in context. Monogr. Soc. Res. Child Dev. 79, 62–82.
  • Sedney MA. (1999). Children’s grief narratives in popular films. Omega 39, 315–324. 
  • Stylianou, P., & Zembylas, M. (2018). Dealing With the Concepts of “Grief” and “Grieving” in the Classroom: Children’s Perceptions, Emotions, and Behavior. OMEGA – Journal of Death and Dying, 77(3), 240-266. 
  • Tenzek KE, Nickels BM. (2017). End-of-life in Disney and Pixar films: an opportunity for engaging in difficult conversation. Omega 50, 267–280.
  • Wilcox HC, Kuramoto SJ, Lichtenstein P, Långström N, Brent DA & Runeson B (2010) Psychiatric morbidity, violent crime, and suicide among children and adolescents exposed to parental death. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 49(5) 514–523.
  • Work Group on Palliative Care for Children (1999). Children, adolescents, and death: Myths, realities and challenges. Death Studies, 23(5) 443–463. 
CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
Il lutto e i cambiamenti cerebrali che ne conseguono

Descriviamo il lutto nelle sue varie forme e gli effetti che esso provoca a livello di cambiamenti cerebrali

cancel