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Come i bambini imparano a gestire le emozioni

La regolazione emotiva nei bambini è fondamentale per lo sviluppo psicologico e sociale e si costruisce attraverso relazioni, apprendimento e crescita

Di Anna Boccaccio

Pubblicato il 10 Mar. 2026

Lo sviluppo della regolazione emotiva nella prima infanzia

I primi anni dell’infanzia rappresentano un periodo cruciale per lo sviluppo della regolazione delle emozioni nei bambini. La regolazione delle emozioni si riferisce alla capacità di influenzare le proprie emozioni in termini di qualità, frequenza, durata ed espressione, per raggiungere i propri obiettivi (Ulrich & Petermann, 2017). Possedere una buona regolazione emotiva significa non essere “in balia” delle emozioni, ma saperle riconoscere e regolare per agire in modo funzionale a uno scopo.

Nei bambini, la capacità di regolare le emozioni si sviluppa parallelamente allo sviluppo emotivo e cerebrale. Il rapido sviluppo cerebrale che avviene nella prima infanzia, infatti, apre la strada alla capacità di comprendere e gestire le emozioni. Si tratta di un processo complesso e duraturo, che coinvolge funzioni come attenzione, pianificazione, sviluppo cognitivo e linguaggio, e che parte dalla nascita del bambino evolvendosi fino all’età adulta.

Perché è importante la regolazione emotiva?

Ha importanza se un bambino piccolo riesce a distinguere la tristezza dalla delusione o a descrivere la tensione percepita nel proprio corpo? Secondo un numero crescente di studi, sì. Molti ricercatori, infatti, concordano sull’importanza di una buona regolazione emotiva nei bambini per il futuro successo scolastico e lavorativo, l’adattamento al contesto di vita, lo sviluppo di relazioni sociali positive e la capacità di risoluzione non violenta dei conflitti (Graziano et al., 2007; Reyes et al., 2020; Thümmler et al., 2022). 

Non solo, una buona regolazione emotiva può avere un impatto significativo sul concetto di sé, sull’autostima e sul cosiddetto locus of control (la percezione soggettiva di poter affrontare i problemi e controllare gli eventi della propria vita). Quando un bambino si rende conto di poter influenzare le situazioni del suo ambiente, sviluppa una solida percezione di autoefficacia e questo può fornire ai bambini la capacità di affrontare sfide e battute d’arresto, aiutandoli a superare situazioni difficili o stressanti.

Al contrario, la presenza di difficoltà nella regolazione delle emozioni sembra svolgere un ruolo centrale nello sviluppo di molte psicopatologie dell’età evolutiva e adulta (McLaughlin et al., 2011; Zitzmann et al., 2024; Beauchaine & Cicchetti, 2019). 

Fattori alla base della regolazione emotiva

I bambini imparano gradualmente a regolare le emozioni in momenti diversi della loro crescita, e tale processo può essere influenzato da vari fattori. 

Genetica e temperamento del bambino 

Alcuni tratti temperamentali quali la socievolezza e la perseveranza sembrano essere associati a una migliore regolazione emotiva nei bambini (Sousa et al., 2023), mentre alcuni profili genetici relativi al gene del trasportatore della dopamina (DAT1) sembrano essere legati a una più scarsa regolazione emotiva e comportamentale e a un più elevato rischio di psicopatologia (Cimino et al., 2020).

Modelli genitoriali di regolazione emotiva

Sviluppare la regolazione emotiva, come molte altre capacità, non è un processo che i bambini avviano da soli.  Si tratta di un processo che nasce da relazioni “sintonizzate” sin dalla nascita, in cui adulto e bambino sono attenti l’uno all’altro e si impegnano in scambi sensibili e reattivi.

I bambini possono imparare dai genitori a regolare le proprie emozioni osservandoli, imitandoli, apprendendo a comunicare e a esprimersi come loro. Questo processo si definisce “apprendimento osservativo” (Ulrich & Petermann, 2017). Il modo in cui i genitori regolano – o non riescono a regolare – le emozioni che provano e quelle dei figli, in base alle proprie capacità di regolazione delle emozioni, ha un forte effetto sulla regolazione emotiva del bambino. Il contesto familiare può dunque interagire e, a sua volta, impattare sui fattori genetici e temperamentali del bambino.

Pratiche genitoriali

Risposte genitoriali di supporto, come risolvere in maniera congiunta i problemi del bambino, offrire conforto emotivo ed etichettare insieme le emozioni che prova (ad esempio, “Vedo che sei arrabbiato: mi vuoi dire cosa succede?” oppure “Oggi papà è arrabbiato perché è tornato tardi dal lavoro”), possono favorire la regolazione emotiva e il benessere psicologico nei più piccoli. Al contrario, restrizioni e punizioni verbali o fisiche, inferte al bambino per le emozioni espresse (ad esempio, “Se continui a piangere ti metto in castigo”), così come minimizzare, sminuire e ignorare le emozioni negative dei figli sono associate a una peggiore regolazione emotiva e a un rischio maggiore di problemi sociali, comportamentali e di salute mentale (Hurrell et al., 2015; Ramakrishnan et al., 2019).

Clima emotivo della famiglia

Un clima familiare improntato alla sicurezza, all’accettazione e al supporto emotivo può far sentire un bambino compreso, sostenuto, libero di esprimere le proprie emozioni ed è un prerequisito fondamentale per lo sviluppo di una regolazione efficace delle emozioni nei più piccoli.

Al contrario, i bambini possono avere difficoltà nel regolare le proprie emozioni quando i genitori sono eccessivamente severi, permissivi o esercitano un controllo intrusivo tentando di manipolare il comportamento dei figli, con l’obiettivo di incoraggiarli a conformarsi ai propri desideri (Morris et al., 2017).

Ad ogni età una regolazione emotiva

I bambini nascono “con” le emozioni? La risposta è sì. Dalla nascita i bambini possono esprimere una gamma di emozioni, tra cui piacere, disagio, paura, disgusto e rabbia (Walle et al., 2017). La “gestione” di queste emozioni non è autonoma, ma passa attraverso la co-regolazione dell’adulto, richiamato dal pianto e dai vocalizzi che il bambino emette per segnalare i propri bisogni. 

Col passare dei mesi, i neonati possono utilizzare strategie semplici di auto-consolazione, come succhiarsi il pollice o stringere un oggetto per calmarsi, ricercando attivamente il contatto visivo del caregiver e la sua presenza (ad esempio, tendendogli la mano, seguendolo o abbracciandolo in caso di situazioni nuove o minacciose).

Attorno ai 24 mesi, i bambini osservano le espressioni del volto dell’adulto e il suo linguaggio del corpo per capire se una situazione può rivelarsi pericolosa (ad esempio, Giulio vede un cane per la prima volta e, osservando il sorriso della mamma, capisce che può avvicinarsi e accarezzarlo). Inoltre, utilizzano il gioco per regolare l’eccitazione intensa, la tristezza o la rabbia (stringere forte una palla se felici, o scaraventarla sul pavimento in preda all’ira). 

A partire dai 2 anni, lo sviluppo cognitivo e del linguaggio, permette ai bambini di iniziare a denominare emozioni e bisogni, utilizzando il gioco di finzione per gestire paura e ansia (ad esempio, giocare al dottore e fare un’iniezione a qualcuno). 

Dai 3 anni in poi, sebbene i bambini abbiano ancora bisogno del supporto di una persona che si prenda cura di loro, sono in grado di gestire meglio le proprie emozioni e di mantenere la capacità di autoregolarsi man mano che iniziano a distinguere quali competenze e strategie applicare nelle diverse situazioni. In età prescolare, infatti, i bambini avviano il gioco collaborativo, si interfacciano maggiormente con i coetanei, iniziano a comprendere norme e aspettative sociali e a porsi i primi obiettivi, impegnandosi per raggiungerli. 

L’età scolare segna lo sviluppo di capacità più elaborate per esprimere emozioni e bisogni, immaginando il punto di vista degli altri (come i compagni di classe o gli insegnanti) e contemplando entrambe le prospettive di una situazione problematica. Tali capacità di regolazione emotiva e comportamentale consentono ai bambini di esprimere il proprio disaccordo con gli altri senza dover litigare o aggredire fisicamente.

Preadolescenti e adolescenti sono più abili nel pianificare, portare a termine compiti difficili e articolati, comportarsi in modo socialmente appropriato e nel considerare come il proprio comportamento influenzi gli altri. Ad esempio, nostro figlio adolescente potrebbe pensare al punto di vista del padre quando negozia con lui il coprifuoco, oppure potrebbe imparare ad adottare strategie per gestire le distrazioni (o la noia) mentre studia.

Riferimenti Bibliografici
  • Beauchaine, T. & Cicchetti, D. (2019). Emotion dysregulation and emerging psychopathology: A transdiagnostic, transdisciplinary perspective. Development and Psychopathology. 31. 
  • Cimino S, Marzilli E, Tafà M, Cerniglia L. (2020).  Emotional-Behavioral Regulation, Temperament and Parent-Child Interactions Are Associated with Dopamine Transporter Allelic Polymorphism in Early Childhood: A Pilot Study. Int J Environ Res Public Health.; 17(22):8564.
  • Graziano PA, Reavis RD, Keane SP, Calkins SD. (2007). The Role of Emotion Regulation and Children’s Early Academic Success. J Sch Psychol.; 45(1):3-19. 
  • McLaughlin KA, Hatzenbuehler ML, Mennin DS, Nolen-Hoeksema S.(2011). Emotion dysregulation and adolescent psychopathology: a prospective study. Behav Res Ther.; 49(9):544-54. 
  • Morris, A. S., Criss, M. M., Silk, J. S., & Houltberg, B. J. (2017). The impact of parenting on emotion regulation during childhood and adolescence. Child Development Perspectives, 11(4), 233–238. 
  • Reyes, N.M., Factor, R., Scarpa, A. (2020). Emotion regulation, emotionality, and expression of emotions: A link between social skills, behavior, and emotion problems in children with ASD and their peers, Research in Developmental Disabilities, Volume 106, 103770, ISSN 0891-4222. 
  • Sousa, M., Peixoto, M., Cruz, O. et al. (2023). The Relationship Between Temperament Characteristics and Emotion Regulation Abilities in Institutionalized and Noninstitutionalized Children. Psychol Stud 68, 421–433. 
  • Thümmler, R., Engel, E.-M., & Bartz, J. (2022). Strengthening Emotional Development and Emotion Regulation in Childhood—As a Key Task in Early Childhood Education. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(7), 3978. 
  • Ulrich, F., Petermann, F. (2017). Elterliche Emotionsdysregulation als Risikofaktor für die kindliche Entwicklung. Kindh. Entwickl., 26, 133–146. 
  • Walle EA, Reschke PJ, Camras LA, Campos JJ. (2017). Infant differential behavioral responding to discrete emotions. Emotion.; 17(7):1078-1091. 
  • Zitzmann, J., Rombold-George, L., Rosenbach, C. et al.  (2024). Emotion Regulation, Parenting, and Psychopathology: A Systematic Review. Clin Child Fam Psychol Rev 27, 1–22. 
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