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Perché, se stai male, aspettare che passi da sé non è una buona strategia

Non bisogna lasciare che il disagio psicologico si risolva da solo, perché rimandare l'inizio della psicoterapia può aggravare ansia, depressione e stress

Di Anna Boccaccio

Pubblicato il 16 Gen. 2026

Sofferenza emotiva e stigma: il mito di “lasciar passare” il tempo

Problemi personali, stress, ansia, attacchi di panico, depressione, bisogno di consapevolezza, ossessioni, traumi, cambiamenti nell’umore o nel comportamento … La sofferenza psicologica e il disagio emotivo possono assumere diverse sembianze: per alcuni individui potrebbe trattarsi di sintomi che vanno e vengono nel tempo, per altri di episodi isolati o, al contrario, condizioni stabili che durano tutta una vita. Spesso, a prescindere dal tipo di disagio psicologico vissuto, la prima risposta che scegliamo di mettere in campo non è chiedere aiuto, ma aspettare che il disagio passi da solo. 

Stigma, vergogna, disinformazione e falsi miti potrebbero suggerirci che il modo migliore per prenderci cura del nostro benessere psicologico sia attendere, senza dare troppo peso a quello che proviamo e lasciando che il tempo faccia il suo corso. Aspettare che disagio e sofferenza passino da soli è davvero una buona strategia? 

Vado in terapia solo se sono veramente “in crisi”

Una convinzione diffusa è quella secondo cui la psicoterapia sia necessaria solo come estremo rimedio, ovvero quando salute mentale e qualità di vita sono ormai criticamente compromesse. Un recente articolo di Psychology Today sostiene che molte persone esitano prima di iniziare una psicoterapia, a meno che la situazione non sia “così grave da meritare un supporto professionale”. Perché aspettare di essere in crisi? 

La psicoterapia è uno strumento utile in varie fasi della vita e con varie finalità: diagnosi, trattamento, cura ma anche prevenzione, agendo quando il disagio ha ancora una forma lieve. Può inoltre rappresentare un utile strumento di crescita personale. La salute mentale, infatti, non riguarda solo la cura e il trattamento di sintomi specifici: per l’OMS è definita uno stato di benessere mentale che consente alle persone di affrontare lo stress della vita, realizzare il proprio potenziale, apprendere, lavorare produttivamente e contribuire alla comunità

La psicoterapia basata su evidenze scientifiche (cosiddetta evidence based) offre un contributo valido ed efficace nel trattamento di molteplici problemi di salute mentale, ma anche nella promozione di una vita più sana e appagante in senso lato (Dils et al., 2024; Velten et al., 2025; Gallagher et al., 2020). Non occorre trovarsi in un momento di crisi per tutelare e promuovere il diritto umano fondamentale alla salute mentale.

Molti disturbi mentali non scompaiono da soli

I disturbi psichici costituiscono uno dei problemi più gravosi a livello mondiale e coinvolgono circa un quarto della popolazione adulta (Coêlho et al., 2021). Secondo lo studio Global Burden of Disease (la più grande e ampia ricerca condotta su scala mondiale, finalizzata a quantificare la “perdita di salute” in diversi contesti e nel tempo, in modo da migliorare i sistemi sanitari ed eliminare le disparità), i disturbi mentali rappresentano il 32,4% di tutti gli anni vissuti con disabilità, con conseguenti costi umani, economici e sociali. Questi dati suggeriscono i rischi derivanti dal sottovalutare l’impatto di un eventuale peggioramento della salute mentale. Molti disturbi mentali, infatti, non scompaiono spontaneamente e, in assenza di un opportuno trattamento, possono peggiorare nel tempo e compromettere ulteriormente la salute fisica e psichica di un individuo. Disturbi d’ansia e depressivi da moderati a gravi, ad esempio, influenzano profondamente la vita quotidiana. Si possono sperimentare cambiamenti determinanti sul pensiero (come ideazione suicidaria), sull’umore e sui comportamenti (ritiro sociale, abbandono di studi e lavoro), con la possibile insorgenza di ulteriori disturbi psichici (come dipendenza da alcol, gioco o sostanze e disturbi alimentari). In altri casi, i sintomi possono essere riconducibili a disturbi con andamento cronico, tra cui disturbi bipolari, di personalità e psicotici, che richiedono trattamenti specifici di tipo integrato.

Terapie precoci, terapie più efficaci

Così come i disturbi fisici, i problemi di salute mentale possono essere trattati più facilmente se rilevati precocemente. Nel campo della salute mentale vi è infatti un concetto chiave che può aiutarci a comprendere l’importanza della precocità sul buon esito e sull’efficacia della terapia: la cosiddetta “durata della malattia non trattata” (DUI – Duration of Untreated Illness). Essa si riferisce all’intervallo di tempo intercorrente tra l’esordio del primo episodio di un disturbo mentale e l’inizio del primo trattamento adeguato (Perris et al., 2023). Più lunga è la durata della malattia non trattata, maggiori tendono a essere la gravità dei sintomi, il deterioramento cognitivo associato, il rischio di suicidio e minore la risposta al successivo trattamento (Altamura et al., 2007; Ghio et al., 2014; Kim et al., 2026).

L’attivazione di un trattamento tempestivo contribuisce a prevenire l’escalation dei sintomi, con effetti a cascata sulla riduzione del livello di stress percepito, su un migliore funzionamento nelle attività quotidiane e persino sulla possibilità di prevenire l’insorgenza di ulteriori problemi di salute fisica o mentale. 

Varie ricerche che hanno coinvolto individui con diagnosi di ansia e depressione associano la tempestività di un trattamento di psicoterapia a una migliore prognosi e a una più elevata efficacia del trattamento stesso anche a lungo termine (Myrtveit Sæther et al., 2020; Knapstad et al., 2020). 

Nella depressione maggiore, in particolare, un intervento precoce può aumentare fino al 70% la probabilità di risposta al trattamento e accorciare i tempi di risposta al trattamento da 39 a 20 giorni (Altamura et al., 2007; de Diego-Adeliño et al., 2010; Ghio et al., 2014). L’avvio di un trattamento entro le prime 8 settimane dal manifestarsi dei sintomi del primo episodio depressivo è associato a una probabilità 2.6 volte maggiore di ottenere una risposta a lungo termine al trattamento stesso (de Diego-Adeliño et al., 2010).

La psicoterapia come cura proattiva

Fortunatamente, non c’è bisogno di aspettare che la malattia mentale passi da sola. Lavorare proattivamente per migliorare la propria salute mentale è più efficace che aspettare che le cose cambino da sole. Migliorare la propria salute mentale può rivelarsi un’esperienza gratificante, con benefici che vanno ben oltre il semplice controllo dei sintomi. 

Attraverso vari approcci terapeutici come la psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT), possiamo imparare a identificare e riformulare modelli di pensiero negativi, acquisire una comprensione più profonda di se stessi e delle proprie esperienze, sviluppare meccanismi di coping più sani e costruire resilienza di fronte alle avversità. 

Se stiamo male, siamo ancora convinti che aspettare che passi sia una buona strategia? La ricerca sembra indicare che attendere, anziché cercare un trattamento, potrebbe rivelarsi rischioso e costarci la salute, la felicità e persino la vita.

Riferimenti Bibliografici
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