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Pensieri intrusivi: alcuni modi per gestirli

Reprimere i pensieri intrusivi è pressoché impossibile, bisogna invece imparare ad accettarli e lasciarli andare.

Di Alessandro Ocera

Pubblicato il 10 Gen. 2024

Aggiornato il 23 Lug. 2024 09:38

Cosa sono i pensieri intrusivi

Ti è mai capitato di essere immerso nei tuoi pensieri quando, all’improvviso, un pensiero indesiderato si è insinuato nella tua mente?

I pensieri intrusivi sono eventi mentali che interrompono il normale flusso di pensieri nonostante gli sforzi per evitarli. Le intrusioni minori sono normali e diffuse. Le intrusioni disturbanti sono invece possibili dopo un trauma e nel disturbo ossessivo compulsivo (APA, n.d.).

I contenuti dei pensieri intrusivi possono essere di vario tipo, come ad esempio pensieri intrusivi di carattere sessuale, aggressivo, disturbanti o comunque in contrasto con i valori della persona che li sperimenta, che generano ansia, disgusto o disagio (Rogers, 2023).

Mentre la maggior parte delle persone ha occasionalmente pensieri intrusivi che sono percepiti come fastidiosi, in alcune condizioni psicopatologiche questi pensieri possono essere più pervasivi, più ripetitivi e la persona ha la tendenza a credere nella loro verità o rilevanza.

I pensieri intrusivi sono più frequenti in individui affetti da disturbi come il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da stress post-traumatico, i disturbi alimentari, l’ansia o la depressione.

Come gestire i pensieri intrusivi

Potrebbe non risultare sempre facile interrompere i pensieri intrusivi, e ciò non costituisce necessariamente l’obiettivo. In alternativa, si potrebbe valutare l’idea di concentrarsi su strategie atte a ridurne l’impatto e a instaurare una certa distanza tra l’individuo e il pensiero intrusivo (Dibdin, 2022). 

Mindfulness

Una delle fondamenta della mindfulness è imparare a osservare i propri pensieri in modo calmo, senza giudicarli o lasciarsi emotivamente coinvolgere. Questo approccio può essere efficace nel gestire i pensieri intrusivi, consentendo di cambiare la prospettiva senza negarne la presenza.

Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)

La CBT è una forma di psicoterapia che si dimostra efficace per vari disturbi del pensiero. Può risultare particolarmente utile per i pensieri intrusivi ossessivi, poiché aiuta a creare una distanza tra l’individuo e i propri pensieri, lavorando sulla modifica dei modelli di pensiero.

Ricorda, “Anche questo passerà”

Un mantra semplice ma potente, che può aiutare a riprendere prospettiva quando un pensiero intrusivo sembra invadere la mente in modo duraturo. Riconoscere che i pensieri sono temporanei può ridurre la potenza che noi attribuiamo loro.

Tecniche di Visualizzazione

Immaginare la propria mente come un cielo azzurro e i pensieri come nuvole che passano. Alcune leggere, altre scure, ma nessuna permanente. Questa tecnica, conosciuta come “thought clouds“, può essere utilizzata anche al di fuori della pratica meditativa.

Distrazione, ad esempio passa del tempo con un animale

Gli animali possono essere estremamente rassicuranti per la mente ansiosa. La loro mancanza di comprensione dei pensieri complessi offre supporto emotivo diretto e distrazione. Vari studi (Lass-Hennemann, 2018; Pendry & Vandagriff, 2019) mostrano come l’interazione con gli animali può ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress.

Focalizzati sul presente

Concentrarsi sul momento presente, utilizzando tecniche di grounding come la respirazione profonda o la meditazione, può essere un potente strumento di gestione.

Approccia il pensiero con curiosità

Non tutte le strategie sono applicabili in ogni situazione. Tuttavia, un approccio costante è cercare di riformulare il pensiero intrusivo, osservandolo senza giudizio e con curiosità, focalizzandosi su come il corpo risponde a determinati pensieri.

L’accettazione dei pensieri intrusivi

La gestione dei pensieri intrusivi si delinea come un viaggio intimo e personale, in cui l’accettazione della loro presenza emerge come chiave di volta. Affrontare questi pensieri non significa negarli o sopprimerli, bensì trasformare la nostra relazione con essi.

È fondamentale riconoscere anche la normalità di questi pensieri, poiché, sebbene possano essere disturbanti, fanno parte dell’esperienza umana comune. Tuttavia, se dovessero divenire molto pervasivi e persistenti è indicato rivolgersi ai professionisti della salute mentale per una valutazione e un eventuale trattamento.

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