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Confessioni di un satiro, l’ultimo spettacolo dei Corti da Legare tratta il tema della dipendenza sessuale

Corti da Legare vuole sfatare i luoghi comuni sul disagio psichico attraverso il teatro. L'ultimo spettacolo ha trattato il tema della dipendenza sessuale.

ID Articolo: 160199 - Pubblicato il: 27 novembre 2018
Confessioni di un satiro, l’ultimo spettacolo dei Corti da Legare tratta il tema della dipendenza sessuale
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L’ultimo spettacolo dei Corti da Legare ci ha trasportato nella psiche tormentata di un uomo precipitato nel vortice della dipendenza sessuale attraverso il monologo scritto da Claudio Romano Politi e interpretato con intensità da Igor Petrotto.

 

Messaggio pubblicitario Cosa succede se la psicologia incontra il teatro? Succede che nasce un’associazione, Corti da Legare, che vuole sfatare i luoghi comuni sul disagio psichico, prevenire i pregiudizi e trasmettere informazioni utili per guardare a temi psicologici da un punto di vista nuovo attraverso l’arte teatrale.

Un’idea originale che reinterpreta in modo attuale la funzione aggregativa, creatrice di incontro e alla base del senso di appartenenza della comunità, che il teatro ha da sempre, dai tempi del teatro greco, il quale metteva in scena i mille volti dell’animo umano attraverso la potenza evocativa delle sue maschere.

Partendo dal motto “Dalla maschera alla persona!” hanno preso vita degli spettacoli teatrali incentrati su varie forme di malessere psichico; la rassegna è arrivata quest’anno alla sua seconda edizione e il primo evento ha avuto luogo lo scorso venerdì 23 novembre presso il nuovo Teatro Orione di Roma.

L’ultimo spettacolo dei Corti da Legare ha portato in scena il tema della dipendenza sessuale

Lo spettacolo era “Confessioni di un satiro”, diretto da Carlo Oldani. Il monologo, scritto da Claudio Romano Politi e interpretato con intensità da Igor Petrotto, ci ha trasportato nella psiche tormentata di un uomo precipitato nel vortice della dipendenza sessuale.

Si tratta di una forma di dipendenza in cui il comportamento sessuale diventa come una droga in cui la persona dipendente cerca conforto per sottrarsi a pensieri e sentimenti dolorosi. La dipendenza sessuale, così come altri tipi di dipendenze comportamentali e di dipendenze da sostanze, è implacabile nell’esigere da chi ne è affetto un tributo feroce in termini di vita, di tempo e di energie. Ogni pensiero, ogni azione sono avvelenati dalla spinta costante a soddisfare una fame che non si placa mai. La conseguenza è che il sesso diventa, da piacere e slancio vitale, una schiavitù che, al contrario, nel suo continuo reiterarsi svuota la vita di significato.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il lavoro, le relazioni affettive e il tempo vengono fagocitati dal bisogno di mettere in atto comportamenti sessuali che hanno il solo scopo di essere un provvisorio sollievo da un’ansia di vivere mai sazia, una forma di bulimia del sesso.

Dopo lo spettacolo si è tenuto un dibattito moderato da Caudio Romano Politi, autore del monologo e dalla dott.ssa Federica Sorino, psicologa clinica esperta in dipendenze comportamentali e presidentessa dell’Associazione Corti da Legare. Sono intervenute come ospiti, in qualità di psicologhe cliniche esperte sul tema, la dott.ssa Mariangela Treglia e la dott.ssa Elena Cavalieri, la quale ha letto un breve scritto, testimonianza in forma anonima di un partecipante ad un gruppo di terapia in cura per dipendenza sessuale.

L’ARTICOLO CONTINUA DOPO L’IMMAGINE:

Dipendenza sessuale. L'ultimo tema dello spettacolo dei Corti da Legare

Tanti gli spunti di riflessione emersi anche grazie alle domande di un pubblico attento e partecipe. Ci si è interrogati sul senso delle dipendenze, non solo della dipendenza sessuale, la quale, rispetto ad altre forme di dipendenza, sembra essere più difficile da individuare essendo, nella nostra società, il sesso non più circondato dai tabù di un tempo. Come capire fino a che punto un comportamento è normale? Cosa determina l’insorgere di un comportamento patologico? Cosa fare per aiutare chi soffre? Domande comuni a vari tipi di malessere ai quali le dottoresse hanno risposto in modo chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, e puntuale al tempo stesso.

La rassegna riprenderà a gennaio con nuovi appuntamenti che prenderanno in esame altre forme di disagio psichico come l’ansia e il panico, il disturbo dissociativo dell’identità, il disturbo borderline e la dipendenza da Internet.

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