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Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare (2017) di M. Cheli, C. Gambuzza – Recensione del libro

Il libro 'Il disturbo post traumatico complesso' è uno strumento per approfondire le conoscenze sul disturbo, creando un sistema autenticamente curante

ID Articolo: 149950 - Pubblicato il: 22 novembre 2017
Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare (2017) di M. Cheli, C. Gambuzza – Recensione del libro
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Il libro Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare affronta le conseguenze del trauma interpersonale in età evolutiva, proponendo un approccio multidimensionale integrato e body-centred da applicare ai servizi, e raccoglie una preziosissima esperienza clinica di colleghi esperti.

 

Messaggio pubblicitario La diagnosi ‘Disturbo Post-Traumatico Complesso’ (PTST-C), proposta da Herman nel 1992, ha cercato di colmare la lacuna tra la diagnosi di Disturbo da Stress Post Traumatico, che descrive adeguatamente le conseguenze dei singoli eventi traumatici, e la sintomatologia dei traumi interpersonali ripetuti e di lunga durata, che comportano, specie se precoci, disregolazione emotiva, somatizzazione, disintegrazione e dissociazione.

Successivamente, molti autorevoli scienziati hanno cercato di inserire nel DSM una nuova categoria diagnostica: il disturbo post traumatico complesso (DPTS-C) come Disturbo dello Sviluppo. Tale impegno ha permesso negli ultimi decenni di prestare maggiore attenzione all’importante presenza del trauma, nella sofferenza della realtà clinica dei pazienti, superando così il ‘negazionismo’ Freudiano del trauma da abuso sessuale inteso come fantasia isterica (J.Bowlby ricordava in una intervista che Freud nel primo lavoro del 1985 aveva attribuito i sintomi isterici all’abuso sessuale, ma poco più tardi sostenne che quegli eventi non erano realmente accaduti, ma erano immaginari).

Tale sofferenza, evidente ai clinici e non definita ancora ufficialmente nel DSM V, esprime una complessità che necessita di un coordinamento tra servizi e sistemi di cura differenti sul territorio, al fine di non incentivare la frammentazione e quindi la patologia degli utenti.

Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare – La struttura del libro

Messaggio pubblicitario Approfondendo sia il processo diagnostico che di cura, il libro Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare (saggiamente!) si suddivide in due parti. La prima parte, dal titolo ‘Sviluppare una cultura integrata sul trauma personale’, affronta le conseguenze del trauma interpersonale in età evolutiva e propone un approccio multidimensionale integrato e body-centred da applicare ai servizi, sulla base delle più recenti scoperte e attivazioni di programmi internazionali. La seconda parte, dal titolo ‘Esperienze sul campo’ raccoglie una preziosissima esperienza clinica di colleghi esperti, che hanno ricostruito e generosamente offerto l’attuazione pratica e personalizzata dei modelli proposti.

Tale organizzazione del libro Il disturbo post traumatico complesso consente una lettura a più livelli del materiale, da cui emerge una riflessione attenta, curiosa e approfondita, dal teorico al pratico, sulla possibilità concreta che ogni operatore ha (individualmente e nel sistema di cura in cui è inserito) di gestire la sofferenza del paziente con disturbo post traumatico complesso.

È descritta la prospettiva di studi Trauma Informed Care: parte dal presupposto che vi è un’alta prevalenza di esperienze traumatiche nelle persone in carico ai servizi di protezione dell’infanzia e di salute mentale. Essa può quindi diventare una guida pratica per rispondere, nei servizi di cura, alla crescente comprensione teorico-scientifica dell’interazione tra stress e sviluppo.

È necessaria sempre più una continuità della cura tra infanzia ed età adulta (apparentemente logica, ma raramente presa in considerazione a livello pratico) e per attuarla si deve volgere verso un ‘mutamento di paradigma’, che richiede una ‘vision’, ovvero l’adozione di una prospettiva centrata sul trauma complesso come disturbo dello sviluppo, e una ‘mission’, ovvero lo sviluppo di un modello ecologico dell’intervento. Tali obiettivi si traducono in un processo di integrazione, delle conoscenze e dei percorsi di cura, ma l’integrazione è un processo culturale, che richiede tempo, dedizione, pazienza e costituisce un passo avanti importantissimo.

Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare è un libro ricco di contenuti e spunti di riflessione e rappresenta uno strumento concreto sia per approfondire il disturbo post-traumatico complesso, nelle sue implicazioni teoriche e pratiche, sia per creare un ‘sistema autenticamente curante’, capace di integrare la continuità nello sviluppo e nella crescita della persona.

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Bibliografia

  • Cheli, M., Gambuzza, C. (2017). Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare. Franco Angeli Edizioni
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