PTSD, Sonno e Performance nella realtà militare

La capacità di discriminare un bersaglio militare o un uomo armato risulta influenzata da quanto la persona si trova in uno stato di deprivazione di sonno

ID Articolo: 196459 - Pubblicato il: 30 novembre 2022
PTSD, Sonno e Performance nella realtà militare
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Il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD), il trauma da lesione cerebrale (TBI) e i disturbi del sonno sono molto diffusi nella realtà militare e nei veterani. 

 

In molti casi queste condizioni mediche sono correlate e si potrebbero sovrapporre contribuendo a una esponenziale diminuzione delle prestazioni.

In questo articolo il concetto di prestazione viene prevalentemente affrontato in un’ottica cognitiva, ma comprende anche il dominio sociale e fisico e viene messo in relazione con il Disturbo da Stress Post Traumatico.

Gli effetti della deprivazione di sonno

Numerose ricerche hanno evidenziato infatti che la capacità di discriminare un amico da un nemico, un bersaglio militare o un uomo armato è fortemente influenzata da quanto il soggetto è in uno stato di deprivazione del sonno (Shay J et al., 1998); è scientificamente provato che dopo 96 ore la lucidità dei soggetti perde attinenza con la realtà (Alhola P et al., 2007).

Un accumulo di poche ore di sonno contribuisce a un aumento immediato e duraturo dei livelli di cortisolo e porta alla cronicizzazione dello stress fisiologico e psicologico contribuendo a infiammare il tessuto cerebrale. Un alterato stato psico-fisiologico porta a una diminuzione della resilienza e della neuro-protezione, che fa crescere i livelli di insorgenza e comorbilità con PTSD e trauma da lesione cerebrale.

Le alterazioni del sonno tra i militari

Messaggio pubblicitario Due studi svolti su larga scala hanno evidenziato che su una popolazione di soldati, il 72% e il 69% del personale dorme meno di 6 ore a notte (Mysliwiec et al., 2013); la durata del sonno risente altamente del numero di esposizioni al combattimento e delle lesioni correlate all’addestramento; infatti, i soldati riportano di dormire meno di 5 ore a notte (Luxton DD et al., 2011). In una indagine più recente, relativa alle misurazioni del sonno su una popolazione di 6118 militari, è emerso che il 57% di soldati riferisce di avere un sonno molto disturbato, che dipende anche dal tipo e dal numero di missioni in cui è coinvolto (Harrison et al., 2017). È comune dunque uno stato di privazione del sonno (TSD), una restrizione cronica del sonno (CSR), il disallineamento dei ritmi circadiani e la frammentazione del sonno (Capaldi et al., 2019).

Alcuni studi recenti riguardanti l’imaging cerebrale hanno dimostrato che la salute neuro-fisiologica si recupera in minima parte dopo la perdita di sonno, sia per quanto riguarda la privazione del sonno che per la restrizione cronica del sonno (Shokri-Kojori et al., 2018).

Conclusione

La comprensione di questo tipo di funzionamento nel settore militare può contribuire allo sviluppo di nuove strategie personalizzate ed efficaci per la gestione di questo tipo di problematiche. Sono ancora necessarie ulteriori ricerche di approfondimento che coinvolgano a pieno la performance militare.

 

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