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Emotional Faces Memory Task: il trattamento della depressione attraverso l’uso di un software

L’ Emotional Faces Memory Task migliora l’elaborazione delle informazioni emotive e il controllo dei networks cerebrali in pazienti con depressione

ID Articolo: 146956 - Pubblicato il: 28 giugno 2017
Emotional Faces Memory Task: il trattamento della depressione attraverso l’uso di un software
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Un trattamento possibile per la cura della depressione utilizza la tecnologia Emotional Faces Memory Task (EFMT) che ha determinato una riduzione significativamente maggiore dei sintomi di disturbo depressivo maggiore (DDM)

Irene Camilla Sicari

 

Messaggio pubblicitario Un trattamento possibile per la cura della depressione utilizza l’ Emotional Faces Memory Task (EFMT), una tecnologia originariamente sviluppata da due ricercatori del Monte Sinai, che ha determinato una riduzione significativamente maggiore dei sintomi di disturbo depressivo maggiore (DDM) rispetto a un gruppo di controllo, secondo i risultati clinici iniziali presentati alla “Convenzione Scientifica annuale della Società di Psichiatria Biologica”, il 19 maggio 2017 a San Diego.

Diventa sempre più urgente il bisogno di trattamenti efficaci per il disturbo depressivo maggiore (DDM) che stiano al passo con la sempre più avanzata comprensione della plasticità neurale fornita dalle neuroscienze cognitive.

L’ Emotional Faces Memory Task per la cura del disturbo depressivo maggiore

L’ Emotional Faces Memory Task è stato progettato per migliorare l’elaborazione delle informazioni emotive e il controllo dei networks cerebrali ad esse collegati, ed è stato presentato come studio sperimentale da Iacoviello et al., nel 2014.

In questo primo lavoro i risultati hanno dimostrato che i partecipanti al training Emotional Faces Memory Task presentavano una riduzione sintomatica di circa il 50% rispetto al gruppo di controllo, con miglioramenti minimi anche nell’attenzione e nella memoria di lavoro.

A fronte di tali risultati il gruppo di ricerca della Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York formato dal Dottorato di Ricerca di Brian Iacoviello, Assistente Professore di Psichiatria, Direttore degli Affari Scientifici per Click Therapeutics e da Dennis S. Charney, MD, Anne e Joel Ehrenkranz, Presidente e Professore di Psichiatria, Neuroscienze e Scienze Farmacologiche, ha proposto che l’ Emotional Faces Memory Task, cioè uno specifico trattamento cognitivo-emozionale fosse proposto ai pazienti tramite un’applicazione sulla piattaforma Click Neurobehavioral Intervention (CNI), piattaforma clinica-validata per il reclutamento del paziente sviluppata da Click Therapeutics ™.

Il meccanismo sottostante il disturbo depressivo maggiore comporta uno squilibrio nell’attività di regioni cerebrali specifiche: gli individui con disturbo depressivo maggiore dimostrano un’iperattività dei sistemi neurali coinvolti nell’elaborazione di emozioni, come l’amigdala, correlata ad una diminuzione dell’attività della corteccia prefrontale. L’amigdala è coinvolta nel riconoscimento di stimoli emozionali salienti in entrata, mentre la corteccia prefrontale, in quanto centro esecutivo del cervello, decide se gli stimoli in arrivo sono o meno degni di nota ed è coinvolta nei processi di regolazione emotiva.

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Ai pazienti cui è stato somministrato il trattamento basato su Emotional Faces Memory Task veniva inizialmente richiesto di riconoscere un’emozione attraverso espressioni facciali presentate su uno schermo  e, in una seconda fase, veniva poi chiesto di identificare in termini quantitativi il numero di volti che esprimevano la stessa emozione.

L’obiettivo è quello di cercare di bilanciare l’attività cerebrale nelle regioni cerebrali deputate all’elaborazione delle emozioni, per promuovere un lavoro sincrono tra queste diverse aree cerebrali.

In questa ipotesi di ricerca, la terapia ha ridotto del 42% i sintomi della depressione maggiore nel gruppo sperimentale solo dopo sei settimane, a fronte della riduzione di solo il 15,7% nel gruppo di controllo, a cui veniva chiesto di svolgere un compito simile in assenza di emozioni ma con altre espressioni facciali neutre.

L’obiettivo è quello di regolare l’anormalità di pensiero che vediamo nei pazienti con disturbo depressivo maggiore – ad esempio, la ruminazione – lavorando su queste specifiche aree cerebrali. In tal senso, secondo lo studio le regioni deputate al controllo cognitivo resteranno attive anche mentre il cervello sta elaborando stimoli emozionali salienti, dando all’individuo la capacità di  regolare in modo piu’ adattivo l’attenzione, diminuendo le quote di ruminazione e pensiero perseverante – ha dichiarato il dottor Iacoviello.

Attraverso questa tecnica i pazienti possono impegnarsi nel controllo cognitivo e imparare ad regolare meglio le proprie emozioni .

Porteremo avanti questi risultati incoraggianti – continua Iacoviello – è entusiasmante avere l’opportunità di testare il programma in un grande sistema sanitario come il Monte Sinai.

Il programma in fase sperimentale è ora nelle mani di Click Therapeutics per ulteriori sviluppi, perfezionamenti e conversione in un vero e proprio dispositivo mobile, per ottenere l’approvazione della FDA come indicazione per il trattamento del disturbo depressivo maggiore e fornire una vera applicazione del futuro.

 

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