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Mindfulness e atteggiamento mindful: un aiuto per seguire abitudini di vita più salutari

Persone con elevato atteggiamento mindful tendono a reagire in modo positivo se posti di fronte a consigli per la salute, adottando stili di vita più sani

ID Articolo: 143464 - Pubblicato il: 14 febbraio 2017
Mindfulness e atteggiamento mindful: un aiuto per seguire abitudini di vita più salutari
Messaggio pubblicitario Università di Psicologia Milano - SFU 01-2017
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La mindfulness e in generale il possedere un atteggiamento mindful, basato sulla consapevolezza del momento presente, renderebbe le persone più propense a seguire i consigli per la salute e a cambiare il proprio stile di vita.

 

 

“150 minuti di attività fisica alla settimana riducono il rischio di cancro”

“2,000 calorie al giorno è quanto dovrebbe mangiare una persona adulta”

“Smetti di fumare, vivi più a lungo”

 

Seguire i consigli o ignorarli? Come le persone reagiscono ai messaggi di promozione della salute

Ogni giorno entriamo in contatto con innumerevoli messaggi e consigli per la salute riguardanti come essere più sani e come dare avvio a cambiamenti comportamentali, quali smettere di fumare, fare più esercizio fisico e mangiare bene, tutti parimenti benintenzionati e scientificamente provati.

Messaggio pubblicitario Per alcune persone, però, questo tipo di messaggi, più che invogliare a vivere in modo più sano la propria vita, sollecita solo reazioni difensive e cariche di risentimento, del tipo: “smettete di essere così assillanti e lasciatemi in pace!”.

Messaggi così rilevanti a livello personale, come i consigli relativi a come migliorare la propria salute, potrebbero essere visti da alcuni come estremamente minacciosi, in quanto letti come minaccia al proprio senso di padronanza e competenza. Questa reazione, legata all’esperienza di concomitanti emozioni negative, tra cui anche il senso di colpa, porterebbe poi ad effetti controproducenti circa la ricettività a questi messaggi e quindi anche gli esiti degli stessi, fallendo quindi nel tentativo di invogliare le persone a migliorare il proprio stile di vita.

Perché per alcune persone i consigli per la salute motivano a migliorarsi fermando condotte nocive per la salute, mentre per altre sortiscono l’effetto opposto? Può la ricerca essere d’aiuto per migliorare questo tipo di messaggi affinché divengano efficaci per tutti?

 

Atteggiamento mindful e consigli per la salute: la ricerca della University of Pennsylvania

A tal proposito, recentemente, i ricercatori della Annenberg School for Communication della University of Pennsylvania a Philadelphia hanno trovato che le persone maggiormente predisposte ad assumere un atteggiamento Mindful sono anche più propense a recepire positivamente i consigli per la salute, con conseguente maggiore motivazione al cambiamento. Più nello specifico, lo studio è stato svolto da Kang e collaboratori con lo scopo di indagare il ruolo ricoperto dalla Mindfulness e da un atteggiamento Mindful all’interno delle comunicazioni legate alla salute e al benessere.

La Mindfulness viene solitamente definita come una modalità di prestare attenzione ed essere consapevoli del momento presente e dell’esperienza concomitante, assumendo un atteggiamento mindful, ovvero intenzionale e non giudicante, al fine di raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza di sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni, così come si presentano nell’hic et nunc. Tra le altre cose, questo atteggiamento mindful di prestare attenzione permette anche di cogliere prontamente il sorgere di quei pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo, andando a sviluppare quelle cosiddette abilità metacognitive di esplorazione dei propri stati mentali e corporei, che portano a sempre maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti (Siegel, 2009).

Da precedenti studi era emersa la capacità della Mindfulness di favorire la messa in atto di stili di vita più sani. Ad esempio, Murphy e collaboratori (2012) hanno dimostrato l’esistenza di una forte correlazione tra questo costrutto e una serie di fattori legati ad una buona salute quali buone abitudini alimentari, migliore qualità del sonno, condurre una vita attiva dal punto di vista fisico e generale migliore salute fisica auto-percepita.

La predisposizione alla Mindfulness e a un atteggiamento Mindful sembra anche essere associata ad una migliore salute a livello cardiovascolare, in quanto preventiva rispetto ai principali fattori di rischio legati allo sviluppo di cardiopatie, quali, ad esempio, fumo, indice di massa corporea (BMI) e, ancora una volta, attività fisica (Loucks et al., 2014).

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Sembra inoltre che l’assunzione di questa particolare modalità di prestare attenzione sia in grado di ridurre la messa in atto di reazioni negative di fronte a situazioni emotivamente cariche. È possibile, infatti, che l’adozione di un atteggiamento mindful attraverso modalità non-giudicanti di analisi del momento presente possa smorzare i meccanismi di rifiuto messi automaticamente in atto di fronte a consigli per la salute potenzialmente minacciosi per il proprio senso di autocontrollo e autoefficacia, andando così ad aumentare le capacità di controllo cognitivo e facilitando il cosiddetto insight metacognitivo (Kang, Gruber & Gray, 2013).

Riassumendo, possedere un tipo di consapevolezza mindful potrebbe aiutare le persone a sganciarsi da pattern di pensiero, reazione e risposta automatici, dando così modo di fermarsi e riflettere su quanto accade nel momento presente, al fine di prendere decisioni cognitivamente più ponderate e oculate.

Lo studio di Kang e collaboratori (2016) è stato quindi svolto con lo scopo di capire se il possedere una predisposizione alla Mindfulness potesse predire la tendenza a rispondere in modo affettivamente positivo ai consigli e messaggi legati all’incrementare la propria salute così come se potesse predire l’effettiva messa in atto di tali consigli, aumentando, ad esempio, il proprio livello di attività fisica. Più nello specifico, gli autori hanno testato l’esistenza di una correlazione inversa tra la predisposizione alla Mindfulness e le risposte affettive negative in seguito all’esposizione a messaggi che incoraggiavano l’attività fisica, il ruolo della predisposizione alla Mindfulness nel predire il successivo livello di attività fisica e, infine, il possibile ruolo delle risposte negative a livello affettivo nel mediare la relazione tra predisposizione a un atteggiamento Mindful e motivazione a svolgere una qualche attività fisica.

 

Metodo

Per poter far ciò, gli autori hanno coinvolto un totale di 62 persone, con un’età media di circa 33 anni e di derivazioni culturali differenti, che riportavano settimanalmente di svolgere attività fisica a livelli molto bassi. Ai soggetti partecipanti è stato inizialmente somministrato un questionario riguardante la predisposizione alla Mindfulness, per misurarne il livello, e, successivamente, è stata presentata loro una serie di messaggi riguardanti come incrementare la propria salute attraverso l’attività fisica. Nel mentre, gli sperimentatori hanno osservato le reazioni di ognuno alla presentazione di tali messaggi, rilevato il loro livello di motivazione al cambiamento e, infine, valutato quanto effettivamente tali cambiamenti siano stati intrapresi.

 

Risultati e conclusioni

Dalle analisi è così emerso che coloro i quali possedevano minore predisposizione a un atteggiamento Mindful erano anche coloro i quali si dimostravano più restii a cambiare positivamente in seguito all’esposizione ai messaggi salutistici, ai quali reagivano tendenzialmente in modo negativo, sentendosi più in colpa e reagendo in modo difensivo. Al contrario, le persone con un atteggiamento mindful più elevato tendevano a reagire in modo meno negativo, sentendosi anche meno in colpa, quando posti di fronte ai consigli sulla salute e, di conseguenza, tendevano anche ad intraprendere con maggiore probabilità dei cambiamenti positivi nel proprio stile di vita, aumentando, a distanza di un mese, il livello di attività fisica settimanale e, in generale, facendo scelte più salutari.

In conclusione, quanto emerso dallo studio di Kang e collaboratori (2016) aggiungerebbe ulteriori evidenze circa l’utilità della Mindfulness, in quanto foriera di numerosi benefici per la salute di ognuno. In questo senso, le persone possono trarre notevole giovamento dal coltivare e mettere in atto una tale modalità di prestare attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’analisi di informazioni potenzialmente minacciose, per quanto vantaggiose, per il sé. Incorporare la pratica di questa modalità e di un atteggiamento Mindful alle già esistenti modalità di intervento, quindi, potrebbe promuovere più su larga scala e con maggiore efficacia la messa in atto di comportamenti sempre più salutari.

 

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  • Valerio

    Credo ci possa essere una grossa confusione tra la “predisposizione alla mindfulness” e la “predisposizione a cambiare abitudini per obbedire a richieste comportamentali altrui”.

    • Ilaria

      Ciao, ti andrebbe di approfondire cosa intendi in merito?

      • Valerio

        Ciao Ilaria, rimango sintetico, la Mindfulness, come introdotto correttamente nell’articolo, non è una singola cosa, ma piuttosto è una disciplina composta da numerose abilità e comportamenti. Come si lavora in mindfulness, però, è ben diverso dalla teoria, spesso il lavoro clinico purtroppo diventa prevalentemente comportamentista e si cura poco dei contenuti del pensiero (che diventano, a volte, un’orpello inutile). In questo senso, la predisposizione alla mindfulness potrà facilitare l’uso di comportamenti salutari, ma è possibile che, se argomentato a dovere con una cornice di senso adeguata, la predisposizione alla midfulness faciliti il fare qualunque cosa venga suggerita, anche non fosse salutare. Il “poi stai meglio” mi sembra una cornice come tante e rigirabile in troppi modi se chi propone il messaggio non fosse mosso da motivazioni etiche. In questo senso, ultimamente alcune ricerche sulle terapie di terza ondata sembrano più spot pubblicitari piuttosto che ricerche dal sapore clinico… Felice di sbagliarmi :) Buona serata

        • Ilaria

          L’applicazione della mindfulness a livello clinico la conosco ancora molto poco e quindi non mi sento di esprimermi in merito.
          In ogni caso non avevo pensato al rovescio della medaglia e ti ringrazio molto per lo spunto di riflessione. Credo che, come tutte le ricerche di questo tipo, il prendere alla lettera quanto “scoperto” e dimostrato, senza inserirlo in un contesto più ampio, risulti estremamente fuorviante, quindi esplicitare un pensiero critico in merito può far sempre piacere. Per il resto, penso che un atteggiamento mindful sia solo un tassello che può portare, se unito ad altro, a vivere nel miglior modo possibile, ma che da solo non possa bastare. In modo analogo, non può bastare un seguire alla lettera un healthy advice per decidere di cambiare. Sono tantissimi gli aspetti in gioco e che andrebbero considerati, come ad esempio in questo caso la capacità cognitiva di discriminare tra i consigli, ma a livello di ricerca non si può non operare una semplificazione, ovviamente con tutti i limiti del caso. Credo che ricerche così comunque possano dare adito a ottime riflessioni e anche fornire qualche strumento in più a livello clinico per massimizzare l’efficacia dell’intervento.
          Mi sono un pò dilungata nel cercare di esprimere il mio punto di vista, ma ti ringrazio ancora per avermi fornito una chiave di lettura differente rispetto alla questione, l’ho apprezzato molto :)

          • Valerio

            :)

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