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L’apprendimento delle abilità (skills training) nella terapia dialettico-comportamentale

La DBT è utilizzata nel trattamento del disturbo borderline e prevede un accostamento tra la psicoterapia individuale e lo skills training di gruppo

ID Articolo: 114993 - Pubblicato il: 02 novembre 2015
L’apprendimento delle abilità (skills training) nella terapia dialettico-comportamentale
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Rosario Privitera, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI

 

La terapia dialettico-comportamentale (DBT, Dialectical Behavior Therapy) è un trattamento cognitivo-comportamentale pensato per soggetti affetti da disturbo borderline della personalità, oggi considerato uno dei trattamenti più specifici ed efficaci.

Il modello di Linehan (2011) afferma che il nucleo del disturbo risiede in un grave deficit di regolazione delle emozioni che tendono così a manifestarsi con eccessiva intensità nell’esperienza del soggetto.

Il paziente vive spesso con rabbia immotivata e intensa, oscillazioni dell’umore, confusione dei legami affettivi, paura esagerata dell’abbandono. Queste esperienze emotive intense e caotiche rendono il soggetto vulnerabile e lo stato di malessere derivante può portarlo a far ricorso alle droghe, all’alcool o alle abbuffate di cibo, oppure può riuscire ad inibire totalmente, in alcuni casi, l’intera esperienza delle emozioni, con la conseguenza di sperimentare inquietanti sensazioni di vuoto e di annichilimento (Linehan, 1993a, 1993b). Secondo la teoria di Linehan, il deficit del sistema di regolazione delle emozioni è causato dall’interazione fra variabili legate al temperamento, che comportano una risposta emotiva intensa e rapida (vulnerabilità emotiva), e variabili legate all’apprendimento sociale da cui deriva il valore e il significato delle emozioni che il soggetto sperimenta.

Queste variabili apprese prendono il nome di “invalidazione dell’esperienza emotiva“: l’ambiente interpersonale entro cui il paziente sviluppa la conoscenza di sé e degli altri sarebbe tale da indurlo a destituire di significato e di valore le emozioni che percepisce in sé e che osserva negli altri (Linehan, 1993a, 1993b).

Il protocollo DBT prevede due tipologie di percorso terapeutico che vengono svolte contemporaneamente e che sono inscindibili l’uno dall’altro:
– un percorso terapeutico individuale in cui terapeuta e paziente discutono questioni sorte durante la settimana, riportate su un apposito diario, e seguono una gerarchia di obiettivi comportamentali. I comportamenti suicidari hanno la priorità, poi vi sono i comportamenti che interferiscono con la terapia, e i comportamenti autolesivi. Dopodiché si passa alle problematiche sulla qualità di vita per lavorare per il miglioramento globale della vita del paziente. Durante la terapia individuale, terapeuta e paziente lavorano per potenziare l’uso delle abilità, ponendo l’attenzione sulle difficoltà nell’uso delle abilità medesime.
– una modalità di gruppo che prevede lo svolgimento di una seduta di psicoterapia di gruppo una volta alla settimana: per circa due ore o due ore e mezza si impara in gruppo ad utilizzare abilità specifiche suddivise in quattro moduli: abilità chiave mindfulness, abilità di efficacia interpersonale, abilità di regolazione emotiva e abilità di tolleranza della sofferenza mentale o angoscia.

Nessuna delle due componenti terapeutiche è utilizzata senza l’altra: la componente individuale è ritenuta necessaria anzitutto per affrontare individualmente gli impulsi suicidari e altri comportamenti problematici disfunzionali (e affinché non interferiscano in modo distruttivo con le sedute del gruppo), mentre la terapia di gruppo insegna le abilità caratteristiche della DBT e sono un terreno di prova per mettere in pratica la regolazione di emozioni e comportamenti in un contesto sociale.

Messaggio pubblicitario La DBT integra tecniche cognitivo-comportamentali tradizionali con pratiche mindfulness finalizzate agli obiettivi di:
– regolazione emotiva;
– esame di realtà: possono essere presenti derealizzazione, depersonalizzazione. Il soggetto viene messo in condizione di correggere tali distorsioni cognitive;
– consapevolezza del proprio disagio;
– tolleranza della sofferenza e dell’angoscia.

La DBT ha dimostrato diverse prove di efficacia: ad esempio nello studio di Linehan, Comtois, Murray e altri (2006) i pazienti sottoposti a DBT hanno avuto maggiori riduzioni dei tentativi di suicidio, giorni di ricovero psichiatrico, minor rischio suicidario; parimenti hanno dimostrato una riduzione del comportamento aggressivo, e del numero di visite al pronto soccorso, comparati a pazienti trattati con TBCE (Treatment- By-Community-Expert) durante il trattamento di 12 mesi e il periodo di follow-up di 12 mesi.
In uno studio condotto da Linehan, Armstrong e Suarez et al. (1991) sono stati sottoposti a psicoterapia standard CBT (Cognitive Behavioral Therapy) e DBT due diversi gruppi di pazienti con diagnosi di disturbo borderline di personalità dal quale è emerso che i soggetti trattati con terapia DBT presentavano minori comportamenti parasuicidari e un minor numero di ricoveri. Inoltre uno studio successivo da parte degli stessi autori (1999) ha messo in evidenza che la terapia risultava efficace anche con pazienti borderline con problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti, mettendo in luce che la psicoterapia DBT è stata in grado di ridurre l’uso di tali sostanze.

Di seguito vengono presentati i quattro moduli contenuti nel protocollo DBT, che mirano a raggiungere tali obiettivi. Tali moduli vengono presentati durante le sessioni di terapia di gruppo e vengono ripresi nella terapia individuale.

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Bibliografia

  • Linehan M.M. (2011) Trattamento cognitivo – comportamentale del disturbo borderline– Raffello Cortina Editore
    Volume I: Il modello dialettico
  • Linehan M.M. (2011) Trattamento cognitivo – comportamentale del disturbo borderline– Raffello Cortina Editore Volume II: I gruppi di skill training
  • Linehan, M. M., Armstrong, H. E., Suarez, A., Allmon, D., & Heard, H. L. (1991). Cognitive-behavioral treatment of chronically parasuicidal borderline patients. Archives of general psychiatry, 48(12), 1060-1064.
  • Linehan MM, Comtois KA, Murray AM, et al. (2006) Suicidal and behavioral outcomes from a one-year randomized trial and one-year follow up of dialectical behavior therapy for borderline personality disorder. Arch Gen Psychiatry 63:757–66.
  • Linehan, M. M., Schmidt, H., Dimeff, L. A., Craft, J. C., Kanter, J., & Comtois, K. A. (1999). Dialectical behavior therapy for patients with borderline personality disorder and Drug‐Dependence. The American journal on addictions, 8(4), 279-292.
  • Westen, D. (2000). The efficacy of dialectical behavior therapy for borderline personality disorder. Clinical Psychology: Science and Practice, 7(1), 92-94.
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