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Il mio terapeuta va in terapia

Psicologi e psicoterapeuti sono in contatto quotidianamente con i vissuti emotivi dei pazienti: come gestiscono lo stress che questo comporta?

Di Alessandro Ocera

Pubblicato il 26 Gen. 2024

Il lavoro del terapeuta

La professione dello psicologo o dello psicoterapeuta è intrinsecamente gratificante ma anche complessa. Capire e affrontare la sofferenza emotiva dei pazienti richiede non solo competenza, ma anche un profondo impegno emotivo. Prima di intraprendere questa carriera, i professionisti della salute mentale si dedicano a un’estesa formazione accademica, focalizzata sull’acquisizione di conoscenze e competenze in ambiti come i disturbi psicologici, gli strumenti di diagnosi, e le tecniche di colloquio e psicoterapia.

Tuttavia, oltre a queste competenze tecniche, è essenziale che i terapeuti imparino a gestire le proprie emozioni e sentimenti. La loro salute mentale e la capacità di gestire lo stress sono fondamentali per proteggersi dalle difficoltà emotive di un lavoro così intenso. Essere efficacemente preparati a gestire il proprio benessere emotivo non solo tutela il terapeuta, ma garantisce anche un’assistenza di alta qualità ai pazienti, mantenendo un equilibrio tra empatia professionale e autoconservazione.

Professionisti della salute mentale e stress lavoro correlato

I professionisti della salute mentale sperimentano fattori di stress unici, come lo stigma, relazioni impegnative e talvolta ambienti di lavoro scadenti, che contribuiscono all’insoddisfazione lavorativa e al burnout (Rössler, 2012). 

Il rischio di burnout, una sindrome derivante dallo stress cronico sul luogo di lavoro (OMS, 2019), è molto elevato in questo tipo di professioni e può avere conseguenze specifiche e gravi. Il burnout si manifesta con una serie specifica di sintomi. Comprende sentimenti di completo esaurimento energetico e costante stanchezza. Si verifica anche un cambiamento nel modo in cui una persona si relaziona con il proprio lavoro – un crescente distacco mentale, spesso accompagnato da atteggiamenti negativi o cinici nei confronti del lavoro. Infine, si assiste a una notevole diminuzione dell’efficacia professionale, dove la capacità di svolgere efficacemente il proprio lavoro diminuisce significativamente.

La sindrome da burnout si manifesta con effetti significativi a livello fisico, psicologico e professionale (Salvagioni et al., 2017). 

  • Fisicamente, può portare a una varietà di problemi di salute, tra cui disturbi cardiovascolari, dolore muscoloscheletrico, stanchezza cronica e altri problemi, incidendo persino sulla mortalità precoce. 
  • A livello psicologico, le conseguenze possono includere insonnia, depressione e un maggior ricorso a psicofarmaci come antidepressivi, con un impatto significativo sulla salute mentale generale. 
  • Professionalmente, il burnout può influenzare negativamente la soddisfazione lavorativa e portare a un aumento dell’assenteismo e del pensionamento anticipato per invalidità.

Strategie per la gestione dello stress lavorativo del terapeuta

Anche i terapeuti vanno in terapia… e non sono solo. Per affrontare lo stress lavorativo i professionisti della salute mentale possono attingere a una serie di interventi dimostratisi utili ed efficaci.

  • Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): la CBT è un metodo comunemente utilizzato per la gestione dello stress tra i professionisti della salute mentale. Aiuta gli individui a eliminare comportamenti evitanti e di ricerca della sicurezza, facilitando la gestione dello stress per ridurre i disturbi legati allo stress e migliorare la salute mentale (Nakao, 2021).
  • Tecniche di Mindfulness e Rilassamento: tecniche come la riduzione dello stress basata sulla mindfulness hanno mostrato risultati positivi nella gestione dello stress. Queste pratiche si concentrano sullo spostamento dell’attenzione sul momento presente, il che può essere particolarmente vantaggioso per i terapeuti che si occupano di elevati livelli di coinvolgimento emotivo con i clienti (Nakao, 2021).
  • Combinazione di Tecniche: la ricerca indica che i risultati più positivi nella gestione dello stress sono spesso ottenuti attraverso una combinazione di due o più tecniche e approcci, come ad esempio mindfulness, biofeedback e CBT, migliorando sia la salute fisica che psicologica dei lavoratori (Murphy, 1996).
  • Affrontare le Fonti di Stress: gli interventi volti a gestire lo stress negli ambienti di lavoro, inclusi quelli per i terapeuti, devono considerare l’alterazione o la modifica delle fonti di stress nell’ambiente lavorativo. Ciò è essenziale per produrre cambiamenti in risultati legati al lavoro come l’assenteismo o la soddisfazione lavorativa (Murphy, 1996).

Questi approcci sottolineano l’importanza di strategie variegate nella gestione dello stress per i professionisti della salute mentale. Essi enfatizzano il ruolo delle psicoterapie, ma anche la necessità di affrontare i fattori ambientali e organizzativi che contribuiscono allo stress.

Verso un equilibrio lavorativo

La professione di psicologo o psicoterapeuta, pur essendo altamente gratificante, comporta sfide uniche che richiedono una gestione attenta dello stress. Per mantenere un equilibrio tra cura del paziente e autogestione, i professionisti della salute mentale devono essere dotati di strumenti efficaci, sia a livello personale sia organizzativo. 

Le tecniche di CBT, mindfulness e la combinazione di diversi approcci offrono un percorso verso il benessere e la resilienza

È fondamentale, tuttavia, che le istituzioni e i luoghi di lavoro riconoscano e affrontino le fonti di stress, creando un ambiente che supporti la salute mentale dei loro professionisti. Solo attraverso un impegno congiunto tra sviluppo individuale e miglioramento organizzativo si può assicurare che i terapeuti, come anche gli altri lavoratori, possano continuare a fornire cure di alta qualità, preservando allo stesso tempo il proprio benessere.

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