Neuropsicologia

Neuropsicologia: disciplina che studia i processi cognitivi e comportamentali e i meccanismi anatomo-fisiologici correlati al loro funzionamento

Leggi tutti gli articoli che parlano di Neuropsicologia
Condividi

Neuropsicologia definizione

La neuropsicologia è la disciplina che ha come obiettivo lo studio dei processi cognitivi e comportamentali correlandoli con i meccanismi anatomo-fisiologici a livello di sistema nervoso che ne sottendono il funzionamento (Umiltà, 1999). Il principale metodo d’indagine utilizzato consiste nell’osservazione delle lesioni cerebrali in associazione ai deficit mentali presentati dai pazienti al fine di rilevare le correlazioni anatomo-cliniche.

La neuropsicologia ha una duplice finalità: sperimentale e clinica. Infatti, se da un lato tale disciplina trova impiego negli ospedali tra i pazienti con deficit neurologici con scopi diagnostici e riabilitativi (neuropsicologia clinica), è altresì vero che le sue solide basi originano da anni di studi e risultati scientifici provenienti dagli ambienti accademici (neuropsicologia sperimentale).
Il termine neuropsicologia compare per la prima volta nell’ ‘800, anche se già nell’antico Egitto e nella Grecia classica ci furono dei tentativi di inferire il funzionamento della mente a partire dall’osservazione delle lesioni cerebrali.

neuropsicologia - Immagine: 69734038

Tra gli autori dell’ ‘800 che hanno gettato le basi della moderna neuropsicologia, citiamo il medico tedesco Franz Josef Gall (1758-1828) e il suo allievo Johann Christoph Spurzheim (1776-1832), che proposero il localizzazionismo, ovvero una teoria riguardante le relazioni mente-cervello, e che ipotizzava:
a) Il cervello è l’organo della mente;
b) La mente è costituita da un numero predefinito di componenti distinte chiamate “facoltà”;
c) Le facoltà sono innate e localizzate in regioni specifiche (organi) della superficie del cervello (corteccia cerebrale);
d) Le dimensioni di ciascun organo forniscono una misura dello sviluppo delle facoltà lì localizzate e di quanto esse siano un elemento costitutivo del carattere di una persona;
e) La corrispondenza tra lo sviluppo maggiore o minore di una particolare facoltà e il volume aumentato o diminuito della regione cerebrale a essa associata determina la comparsa di una protuberanza o di una depressione della parte dell’ osso cranico sovrastante.
f) Palpando le diverse regioni del cranio (cranioscopia) è possibile determinare lo sviluppo delle facoltà mentali di un singolo individuo.

A partire dai concetti del localizzazionismo, all’inizio dell’’ 800 Gall introdusse la frenologia, ovvero la dottrina che sosteneva come attraverso l’esame della conformazione del cranio fosse possibile inferire e quantificare le facoltà mentali e le particolari disposizioni di carattere e di personalità del paziente. Tuttavia la frenologia fu presto dichiarata una pseudoscienza, in quanto negli anni successivi alla sua nascita nessuno studio scientifico validò quanto proposto, e così cadde in discredito.

Tra i grandi studi che rivoluzionarono le neuroscienze citiamo anche quello di Paul Broca svolto su Louis Victor Leborgne, più frequentemente chiamato paziente “tan tan” a causa delle uniche parole che per vent’anni riuscì a pronunciare, a seguito di una lesione cerebrale (localizzata nel piede della terza circonvoluzione frontale, area poi denominata di Broca) che gli provocò l’afasia. Alla morte del paziente, Broca potè osservare la lesione cerebrale che lo portò ad ipotizzare che la zona interessata fosse in effetti coinvolta nella produzione del linguaggio. Grazie alle osservazioni del neuropsicologo francese, in seguito furono svolti ulteriori autopsie sugli afasici, che rivelarono come un danno selettivo all’area di Broca producesse sistematicamente gli stessi sintomi riscontrati su Leborgne. Nel libro “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” Oliver Sacks (1986), professore di Neurologia all’Albert Einstein College of Medicine di New York e in seguito neuroscienziato di fama mondiale, definì il 1861 l’anno in cui lo studio della relazione fra cervello e mente divenne scientifico, grazie appunto al lavoro di Broca.
Per una trattazione completa della storia della neuropsicologia rimandiamo alla letteratura a lei dedicata (breve trattazione in Vallard, 2011 o più estesamente in Morabito, 2008).

 

Neuropsicologia clinica: definizione e tecniche diagnostiche

La neuropsicologia clinica ha lo scopo di valutare e, qualora possibile, riabilitare, i deficit cognitivi e le annesse implicazioni di tipo psicologico, affettivo e di personalità conseguenti a patologie a carico del sistema nervoso centrale.
Nonostante spesso non sia possibile guarire completamente il paziente, l’intervento diagnostico e riabilitativo della neuropsicologia risulta estremamente utile nel contenere gli effetti del decorso patologico, nel limitare le sofferenze che questo arreca a pazienti e famigliari e nel razionalizzare le risorse che le istituzioni investono nel trattamento e supporto dei soggetti coinvolti.

Messaggio pubblicitario Per quanto riguarda la diagnosi, la neuropsicologia si avvale principalmente di batterie di test e delle tecniche di neuro-imaging. I test neuropsicologici sono specifici per le diverse abilità cognitive, di seguito ne presentiamo alcuni:
– Wisconsin card sorting test (WCST): esamina le funzioni esecutive del paziente (localizzate nel lobo frontale), in particolare le capacità di ragionamento astratto e di cambiamento delle strategie cognitive al mutare delle circostanze ambientali in soggetti tra i 6 e i 70 anni.
– Trail making test (TMT): valuta le capacità di ricerca visuo-spaziale, attentive e di shifting del paziente.
– Test di Corsi: valuta la capacità (o span) della memoria a breve termine visuo-spaziale. Qui il clinico tocca in sequenza dei piccoli cubi posizionati su di un tavolo tra lui e il paziente. Al termine della sequenza, il paziente è invitato a ripeterla, toccando a sua volta le diverse forme, nell’ordine precedentemente indicato.
– Test del racconto breve: valuta le capacità di apprendimento e di memoria a lungo termine. Il paziente, dopo aver ascoltato un breve racconto è invitato a ripeterlo al clinico, cercando di riportarne quanti più dettagli possibile.
– Mini Mental State Examination (MMSE): fornisce un quadro del livello cognitivo globale del paziente e comprende prove che indagano l’orientamento spazio-temporale, la memoria a breve termine, la memoria di lavoro, il linguaggio e le abilità prassiche-costruttive. Il suo punteggio varia da 0 a 30 ed è indicativo di un deterioramento cognitivo qualora il punteggio sia inferiore a 24.

Non ci dilungheremo oltre nella presentazione e nella spiegazione dei singoli test neuropsicologici, ma ci basti sapere che ve ne sono molti, e principalmente indagano la funzionalità delle seguenti capacità: percezione visuo-spaziale, apprendimento, intelligenza ed astrazione, linguaggio, movimento, memoria, attenzione e funzioni esecutive.
Tra le tecniche di neuro-imaging, invece, ricordiamo la tomografia assiale computerizzata (TAC), la tomografia ad emissione di positroni (PET), la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la magnetoencefalografia (MEG), la tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT), indispensabili per valutare l’integrità neuroanatomica (attraverso la TAC e la MRI) e il metabolismo cerebrale (attraverso la PET, la fMRI e la SPECT).
Altri strumenti piuttosto comuni sono l’elettroencefalogramma (EEG) e la stimolazione magnetica transcranica, di sovente utilizzati, oltre che in fase di diagnosi, anche per la riabilitazione (i.e: neurofeedback e TMS ripetitiva o rTMS).

 

Il neuropsicologo: formazione e aree di intervento

A differenza dello psicologo clinico, il neuropsicologo clinico possiede competenze concernenti per lo più la neuroanatomia, la neurofisiologia, la neurobiologia, la psicofarmacologia e la neuropatologia, mentre non è specializzato nelle pratiche di intervento psicoterapiche. Egli, inoltre, è solidamente formato riguardo gli aspetti teorici e pratici sottesi ai test neuropsicologici (ad es., Esame Neuropsicologico Breve 2, Wechsler Adult Intelligent Scale o WAIS, Trail Making Test o TMT, etc.), indispensabili per testare i deficit del paziente e porre diagnosi.
Alcuni esempi di tipologie di pazienti trattati dai neuropsicologi clinici sono: pazienti con traumi cranici, danni cerebrovascolari (i.e: ictus, emorragie, rotture di aneurismi), tumori cerebrali, epilessia, demenze, deficit attenzionali, disturbi dell’apprendimento, autismo, etc.
Solitamente il neuropsicologo clinico lavora all’interno di ospedali e cliniche, a fianco di neurologi, psichiatri, psicologi e altri specialisti della salute mentale.
Per diventare neuropsicologo è necessario, dopo la laurea in Psicologia o Medicina, terminare una scuola quinquennale di specializzazione o, come richiesto in alcuni paesi, completare un dottorato di ricerca.

 

Neuropsicologia infantile

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA La neuropsicologia infantile è una disciplina specialistica che si occupa delle problematiche relative allo stato di salute neuropsicologico dell’infanzia e dell’adolescenza, ovvero in un’età compresa tra 0 e 18 anni.
Le patologie dell’età evolutiva più frequentemente riscontrate e inerenti la valutazione neuropsicologica sono i disturbi dell’età evolutiva, i disturbi del linguaggio e di apprendimento.
Dal punto di vista clinico, è necessario un particolare riguardo nei confronti di questi “piccoli” pazienti, in quanto, a differenza degli adulti, spesso necessitano di maggiori e più semplici spiegazioni per comprendere il compito da svolgere (i.e: i test neuropsicologici o il percorso riabilitativo). E’ quindi importante che il neuropsicologo sappia relazionarsi con pazienza coi ragazzi.

 

Neuropsicologia cognitiva

La neuropsicologia cognitiva studia le prestazioni cognitive degli individui che hanno subito una lesione cerebrale o presentano deficit neurologici, cercando di capire quali aspetti dell’attività cognitiva sono intatti o danneggiati e cercando di trarre conclusioni sui processi cognitivi normali. Per giungere a tali conclusioni i neuropsicologi impiegano come termine di confronto dei valori normativi tratti dalle adatte popolazioni di riferimento.
Questo procedimento si basa sull’assunto che determinate patologie o lesioni mostrino delle ricorrenze piuttosto comuni in termini di deficit specifici (ad es., lesioni alla corteccia orbito-frontale sono associate a ridotte performance nel Iowa Gambling Task, un compito valutante le capacità del soggetto di decision making). Quindi, a partire dai risultati ottenuti nei test è possibile delineare un percorso riabilitativo ad hoc, teso a migliorare le performance cognitive deficitarie.

a cura di Claudio Nuzzo e Chiara Ajelli

Bibliografia:

Articoli

Il sistema limbico – Introduzione alla Psicologia
Neuroscienze Psicologia

Il sistema limbico – Introduzione alla Psicologia

Cosa è il sistema limbico? Quali sono le sue componenti? Quali importanti funzioni svolge? Un approfondimento teorico sul sistema implicato nella regolazione delle emozioni, nella costruzione dei ricordi e in tanto altro.

Neurobiologia dell’ingiustizia. Cosa succede nel nostro cervello quando siamo vittime o spettatori di un comportamento ingiusto?
Neuroscienze Psicologia

Neurobiologia dell’ingiustizia. Cosa succede nel nostro cervello quando siamo vittime o spettatori di un comportamento ingiusto?

In una recente ricerca sono stati indagati i meccanismi psicologici e neurologici alla base delle scelte punitive o riparative espresse a seguito di un’ ingiustizia, un tema così profondamente legato all’esperienza umana, ma ancora poco indagato dal punto di vista neurobiologico.

Disturbi del comportamento dirompente: tratti calloso-anemozionali e basi neurali
Neuroscienze Psicologia

Disturbi del comportamento dirompente: tratti calloso-anemozionali e basi neurali

Da un punto di vista neuroscientifico, sono stati condotti molti studi che hanno suffragato l’ipotesi di una causa biologica alla base dell’insorgenza dei Disturbi del Comportamento Dirompente. Tuttavia anche l’ambiente ha un ruolo chiave nella genesi e nell’evoluzione di questi disturbi.

Il comportamento prosociale: come può cambiare in seguito a un trauma cranico
Neuroscienze

Il comportamento prosociale: come può cambiare in seguito a un trauma cranico

Un team di neuroscienziati ha cercato di spiegare perché, in seguito a trauma cranico, siano state rilevate importanti differenze nel comportamento prosociale nei veterani di guerra che presentano diverse lesioni cerebrali.

Patologie neurologiche: nuove cure in arrivo senza farmaci?
Neuroscienze

Patologie neurologiche: nuove cure in arrivo senza farmaci?

Nel 2015 una scoperta ha aperto nuovi scenari, oggi al vaglio dei neuroscienziati: il monitoraggio e la manipolazione delle onde cerabrali potrebbe diventare un trattamento per patologie neurologiche come Alzheimer e Parkinson

Anziani e memoria: il problema dei falsi ricordi
Neuroscienze

Anziani e memoria: il problema dei falsi ricordi

Nella vecchiaia, oltre al problema della perdita della memoria, si assiste alla formazione di falsi ricordi nel cervello.

Un nuovo magnetoencefalogramma ci permette di conoscere di più il nostro cervello
Neuroscienze

Un nuovo magnetoencefalogramma ci permette di conoscere di più il nostro cervello

È stato recentemente sviluppato un nuovo strumento di magnetoencefalogramma (MEG) più sensibile rispetto ai sistemi attualmente disponibili. Questo nuovo scanner cerebrale può essere usato con pazienti che non possono usare gli scanner fissi tradizionali, come bambini piccoli o pazienti con disturbi neurodegenerativi.

Il bilinguismo garantisce dei benefici sulle funzioni esecutive?
Neuroscienze

Il bilinguismo garantisce dei benefici sulle funzioni esecutive?

Secondo una recente meta-analisi condotta dai ricercatori dell’Università di Åbo Akademi, il bilinguismo, pur essendo molto utile nella comunicazione tra persone, non aumenta le capacità cognitive legate alle funzioni esecutive.

Il gusto e l’olfatto – Introduzione alla Psicologia
Neuroscienze

Il gusto e l’olfatto – Introduzione alla Psicologia

L’ olfatto e il gusto aiutano a identificare gli elementi esterni connotandoli di un particolare odore o sapore e, per questo, i due sensi sono indispensabili alla sopravvivenza individuale e della specie.

Cosa avviene nel cervello quando muoviamo la testa?
Neuroscienze

Cosa avviene nel cervello quando muoviamo la testa?

I neuroscienziati del Sainsbury Wellcome Center hanno identificato un circuito nella corteccia visiva primaria del cervello che integra i segnali del movimento della testa e i segnali di movimento visivo.

Il trattamento della fobia specifica attraverso lo studio dell’attività cerebrale altrui 
Neuroscienze

Il trattamento della fobia specifica attraverso lo studio dell’attività cerebrale altrui 

Un nuovo studio intende rendere meno paurosi gli oggetti fobici manipolando direttamente l’attività cerebrale dei soggetti con fobie specifiche.

Cos’è il colore? Intervista al Professor Riccardo Manzotti, Docente di Filosofia teoretica all’Università IULM di Milano
Neuroscienze Psicologia

Cos’è il colore? Intervista al Professor Riccardo Manzotti, Docente di Filosofia teoretica all’Università IULM di Milano

Oggi non sappiamo ancora cosa sia il colore. Neuroscienze, fisica e filosofia ci offrono diverse spiegazioni. L’avvento del digitale e della realtà aumentata aumentano le domande al riguardo.

Le professioni dello psicologo
Psicologia

Le professioni dello psicologo

La psicologia è una scienza molto ampia che prevede diversi ambiti specifici, in cui sono richieste differenti competenze e per questo le professioni dello psicologo risultano molteplici.

Perdite di memoria: normale invecchiamento o Alzheimer?
Neuroscienze

Perdite di memoria: normale invecchiamento o Alzheimer?

Con l’avanzare dell’età capita più facilmente di scordare nomi o oggetti. Queste dimenticanze sono semplicemente una parte normale dell’invecchiamento o segnalano le prime fasi di un disturbo più grave quale il morbo di Alzheimer?

Inquinamento atmosferico e l’effetto sulla morfologia cerebrale dei bambini in età scolare
Neuroscienze

Inquinamento atmosferico e l’effetto sulla morfologia cerebrale dei bambini in età scolare

Uno studio ha dimostrato come l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la vita fetale è associata a un maggiore assottigliamento nei bambini della corteccia cerebrale in diverse regioni.

Cosa succede nel cervello durante lo stato d’incoscienza?
Neuroscienze

Cosa succede nel cervello durante lo stato d’incoscienza?

Alcuni autori hanno indagato come gli aspetti spaziali e temporali della funzione cerebrale si interrompano durante l’incoscienza, come possiamo misurare quella sospensione e le implicazioni per l’elaborazione delle informazioni.

Quali sono gli effetti dell’ossitocina sul cervello materno?
Neuroscienze

Quali sono gli effetti dell’ossitocina sul cervello materno?

Uno studio dell’Università di Tampere ha esplorato gli effetti della somministrazione di ossitocina sulle risposte neurali delle neomamme con l’obiettivo di capire se gli effetti dell’ormone fossero maggiori in risposta all’elaborazione di volti infantili.

Settimana mondiale del cervello 2018: le iniziative a Bologna, dal 12 al 18 Marzo – Comunicato Stampa
Attualità Neuroscienze Psichiatria Psicologia Psicoterapia

Settimana mondiale del cervello 2018: le iniziative a Bologna, dal 12 al 18 Marzo – Comunicato Stampa

Dal 12 al 18 marzo 2018 si tiene la Settimana del Cervello (“Brain Awareness Week”), campagna mondiale che diffonde le nuove scoperte neuroscientifiche al fine di arricchire il patrimonio di informazioni sui progressi e benefici della ricerca sul cervello.

Messaggio pubblicitario TAGES Onlus - Fino al 18 Maggio
Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA 2 - footer right
Diventare Psicoterapeuta

Messaggio pubblicitario