expand_lessAPRI WIDGET

Uso degli schermi e problemi emotivi nei bambini: un circolo vizioso?

L’uso degli schermi nei bambini può influenzare lo sviluppo socio-emotivo, aumentando rischi di problemi emotivi e comportamentali

Di Anna Boccaccio

Pubblicato il 13 Gen. 2026

Screen time e problemi in età evolutiva

Bambini e adolescenti trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi elettronici, per varie finalità: intrattenimento, compiti scolastici e socializzazione con gli amici. Una meta-analisi sulla prevalenza globale dell’uso degli schermi tra i bambini (McArthur et al., 2022) ha rilevato che a 3 bambini su 4 al di sotto dei 2 anni è consentito l’uso degli schermi, nonostante le linee guida dell’American Psychiatric Association (2013) raccomandino di evitare l’esposizione a qualsiasi tipo di schermo nei primi due anni di vita (fatta eccezione per le videochiamate). 

Non solo. L’uso degli schermi sembra crescere assieme bambini. Ad esempio, tra i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni, un bambino su tre trascorre davanti allo schermo più di 1 ora al giorno; inoltre, da un report statunitense si evince che circa la metà dei bambini tra 2 e 4 anni possiede già un proprio tablet o smartphone, così come oltre due terzi dei bambini tra 5 e 8 anni (Rideout, 2020). Questi ultimi passano in media 3 ore al giorno davanti allo schermo. 

Con quale impatto? Secondo il gruppo internazionale di ricercatori (Vasconcellos et al., 2025), esisterebbe una relazione di causa-effetto tra screen time (ovvero quantità di tempo trascorsa davanti allo schermo) e scarso benessere socio-emotivo nei bambini. In particolare, l’uso degli schermi può aumentare il rischio che i bambini sviluppino problemi internalizzanti ed esternalizzanti: 

  • i problemi internalizzanti fanno riferimento generalmente a sintomi di depressione e ansia, irritabilità, disagio psicologico, solitudine, prevalenza di stati emotivi negativi, ritiro sociale, disturbi somatici (lamentele di fastidi, malattie o dolori fisici senza una base medica accertata), alterazioni del sonno e dell’appetito, difficoltà scolastiche, bassa autostima e insoddisfazione per la vita;
  • i problemi esternalizzanti si riferiscono a comportamenti antisociali come trasgressione delle regole, oppositività, scoppi di rabbia, problemi di attenzione e/o iperattività, scarso autocontrollo emotivo e comportamentale. 

Per gli autori, esisterebbe anche una relazione reciproca tra screen time e problemi socio-emotivi in età evolutiva: l’uso degli schermi, infatti, predice sia problemi internalizzanti che esternalizzanti, e i bambini che mostrano tali problemi possono essere più attratti dagli schermi rispetto ai coetanei, probabilmente utilizzando i dispositivi digitali come strategia per gestire il proprio disagio.

Screen time come evitamento

La metanalisi ha raccolto studi longitudinali, svolti tra il 1972 e il 2024, che hanno rilevato il tempo di esposizione agli schermi e valutato la comparsa di problemi internalizzanti ed esternalizzanti nei bambini, attraverso questionari, checklist e interviste. Gli studi monitoravano i campioni di bambini di età media di 10 anni in archi temporali variabili tra 6 mesi e 33 anni. 

Analizzando i dati ottenuti dagli studi, gli autori ipotizzano che l’uso degli schermi possa rappresentare per i bambini una “mossa di evitamento”, in grado di alleviare un disagio emotivo senza tuttavia affrontare direttamente i problemi specifici. Questa strategia può sostituire una “mossa di approccio” più sana, come discutere dei problemi socio-emotivi con genitori o adulti significativi. 

Pertanto, l’uso degli schermi può creare un vero e proprio circolo vizioso che ostacola un sano sviluppo socio-emotivo in età evolutiva (American Academy of Pediatrics, 2022). I ricercatori suggeriscono una spirale di questo tipo: un maggiore utilizzo degli schermi sostituisce l’interazione con i genitori, e una minore interazione porta a una minore conoscenza da parte dei genitori dello sviluppo socio-emotivo dei loro figli e a minori opportunità di apprendere competenze socio-emozionali.

Screen time “educativo” e screen time “a rischio”

Le relazioni reciproche tra screen time e problemi socio-emotivi nei bambini si sono rivelate più forti quando gli schermi erano utilizzati per il gioco rispetto ad altre forme di utilizzo degli schermi, come socializzazione virtuale, apprendimento scolastico, ricerca di informazioni e intrattenimento. In altre parole, per gli autori, i bambini che utilizzano videogiochi hanno un rischio più elevato di sviluppare problemi socio-emotivi rispetto a quelli che utilizzano gli schermi per altri scopi. A loro volta, i bambini con problemi socio-emotivi sembrano avere anche maggiori probabilità di aumentare il tempo dedicato ai videogiochi, rispetto ad altri utilizzi degli schermi. 

I ricercatori sottolineano che non è necessariamente preoccupante che un bambino che sperimenta disagio socio-emotivo giochi occasionalmente ai videogame come fuga temporanea dalle proprie frustrazioni. Alcune interazioni con i videogiochi, infatti, possono avere effetti positivi sul benessere di un giocatore (Ryan et al., 2006). Rispetto ad altre forme di utilizzo dello schermo, alcuni videogame sono ben progettati per soddisfare i bisogni psicologici dei giocatori: ad esempio, possono offrire un senso di autonomia – conferendo ai bambini un certo grado di controllo, un senso di competenza – sfidandoli a raggiungere obiettivi di gioco e a sentirsi bravi in ​​qualcosa, e un senso di relazione – facilitando le interazioni con i coetanei e la partecipazione a comunità virtuali (Vasconcellos et al., 2025).

Tuttavia, sorgono preoccupazioni quando l’uso dei videogiochi come evasione può portare a comportamenti di gioco problematici o quando il gioco sostituisce comportamenti più sani che potrebbero soddisfare i bisogni dei bambini (ad esempio, amicizie, impegno scolastico e attività fisica). Non a caso, alcuni giocatori si sentono obbligati a rimanere connessi per molte ore al giorno, perdendo importanti occasioni di interazione sociale, ore di sonno o di attività all’aperto.

Secondo gli autori, quando i bambini percepiscono gli avatar dei videogame come un’estensione di se stessi e li usano per compensare bisogni insoddisfatti nella vita reale (come mancanza di forza fisica, bellezza o status sociale), le interazioni di gioco possono rappresentare un rischio significativo per il loro benessere psicologico.

Genitori e decisori politici dovrebbero considerare un approccio proattivo per supportare i bambini con difficoltà socio-emotive, invece di limitarsi a ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo. Per i ricercatori, occorrono nuove linee guida per dare priorità al miglioramento della qualità dei contenuti digitali e al potenziamento delle interazioni sociali durante l’uso dello schermo.

Riferimenti Bibliografici
  • American Academy of Pediatrics. (2022). Assessment of social emotional development and protective factors. https://www.aap.org/en/patient-care/ early-childhood/early-relational-health/assessment-of-social-emotionaldevelopment-and-protective-factors
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders—DSM-5 (5th ed.). https://doi.org/10.1176/ appi.books.9780890425596
  • American Psychological Association (2025). Screen time and emotional problems in kids: A vicious circle? Retrieved from: https://www.apa.org/news/press/releases/2025/06/screen-time-problems-children
  • McArthur, B. A., Volkova, V., Tomopoulos, S., & Madigan, S. (2022). Global prevalence of meeting screen time guidelines among children 5 years and younger: A systematic review and meta-analysis. JAMA Pediatrics, 176(4), 373–383. https://doi.org/10.1001/jamapediatrics.2021.6386
  • Ryan, R. M., Rigby, C. S., & Przybylski, A. (2006). The motivational pull of video games: A self-determination theory approach. Motivation and Emotion, 30(4), 344–360. https://doi.org/10.1007/s11031-006-9051-8
  • Rideout, V., & Robb, M. B. (2020). The Common Sense Census: Media use by kids age zero to eight, 2020. Common Sense Media.
  • Vasconcellos RP, Sanders T, Lonsdale C, Parker P, Conigrave J, Tang S, Del Pozo Cruz B, Biddle SJH, Taylor R, Innes-Hughes C, Salmela-Aro K, Vasconcellos D, Wilhite K, Tremaine E, Booker B, Noetel M. (2025). Electronic screen use and children’s socioemotional problems: A systematic review and meta-analysis of longitudinal studies. Psychol Bull.;151(5):513-543. doi: 10.1037/bul0000468. PMID: 40489178.


CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
La regolazione emotiva nei bambini. Perché usare i dispositivi digitali non funziona?

Un studio ha rivelato che l’uso di dispositivi digitali per gestire le emozioni dei bambini può compromettere la loro capacità di regolazione emotiva

cancel