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Curare i bambini ansiosi con la CBT

I disturbi d'ansia possono insorgere anche in età evolutiva: come è possibile aiutare i bambini a superare l’ansia?

Di Anna Boccaccio

Pubblicato il 10 Mag. 2024

Anche i bambini provano ansia?

Le manifestazioni di paura sono tipiche dell’età evolutiva e sono da ritenersi fisiologiche all’interno dello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei più giovani. A partire dai 6 mesi di vita, infatti, la prima paura a fare capolino è quella dell’estraneo, seguita, tra i 2 e i 6 anni, da un vero e proprio exploit delle paure: buio, tuoni, mostri, dormire da soli, visite mediche, mare e piscina sono tra i temi più ricorrenti. Ladri, brutti voti, stare soli in casa, punizioni, fantasmi, interrogazioni e parlare in pubblico sono contenuti che sembrano subentrare, invece, nel corso della scuola primaria (Kendall, Di Pietro, 1995). 

Il fatto che specifiche paure contraddistinguano una certa fascia d’età non significa che i bambini debbano necessariamente svilupparle. Fattori temperamentali, educazione ed esperienze individuali possono incidere sia sul manifestarsi delle paure che sulla loro intensità.

Cosa accade, però, quando una paura si trasforma in ansia, generando apprensione eccessiva, presagi di pericolo e alterando il comportamento dei più piccoli? E come aiutare i bambini a superare l’ansia?

Tipi di ansia nei bambini

Nel 2022 la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) ha stimato che il 20% dei bambini e degli adolescenti italiani è affetto da un disturbo d’ansia (sanità24.ilsole24ore.com). I disturbi d’ansia infantili differiscono dalla normale paura in quanto implicano reazioni emotive più estreme, comportamenti sistematici di evitamento delle situazioni temute e una durata prolungata nel tempo.

Le diagnosi tipiche dell’età evolutiva comprendono:

  • disturbo d’ansia da separazione, in cui bambini e adolescenti manifestano eccessiva, inappropriata e persistente paura rispetto alla separazione da una figura di riferimento (di solito la madre). L’ansia da separazione è una fase dello sviluppo che inizia verso gli 8-12 mesi e solitamente migliora con l’ingresso nella scuola d’infanzia. Il disturbo d’ansia da separazione, invece, continua oltre questo tipico periodo di sviluppo. I bambini possono essere preoccupati per genitori o familiari, presentare difficoltà ad andare a scuola, stare lontani da casa o dalla famiglia in generale, a separarsi per dormire, riferire incubi sul tema della separazione o sintomi fisici (cefalea, mal di pancia, vomito e nausea);
  • fobie specifiche, paura estrema verso oggetti o situazioni specifici che vengono possibilmente evitati. Se l’esposizione si verifica, il bambino sperimenta immediata ansia e paura intense e sproporzionate rispetto al concreto pericolo rappresentato dall’oggetto o dalla circostanza temuta (APA, 2013). Possono riguardare sangue, ferite, aghi, animali, clown, temporali e altri stimoli. Si possono manifestare con pianti, scoppi di rabbia, immobilizzazione e aggrappamento all’adulto;
  • disturbo d’ansia generalizzata, in cui i bambini possono provare preoccupazioni molteplici e diffuse per eventi e attività della vita quotidiana, apparendo irrequieti, affaticati, irritabili o presentando difficoltà nella concentrazione;
  • disturbo d’ansia sociale, si tratta di un’intensa paura di essere giudicati o rifiutati in situazioni sociali in cui sono presenti sia adulti che coetanei. I bambini potrebbero evitare di parlare in pubblico, esibirsi, sentirsi così a disagio da evitare di interagire a scuola o in altri ambienti familiari o avere difficoltà a parlare con nuove persone. Potrebbero addirittura evitare del tutto le situazioni sociali, con scoppi di pianto o collera, immobilizzazione, aggrappamento e ritiro se forzati;
  • mutismo selettivo, ovvero incapacità di parlare in particolari situazioni sociali, in cui ci si aspetta che un bambino parli. Non è dovuto ad una mancata padronanza del linguaggio, da un disturbo del linguaggio o del neurosviluppo (es. spettro autistico): i bambini con mutismo selettivo possono parlare fluentemente a casa, in presenza di genitori e familiari, ma si rifiutano di parlare a scuola o con amici, sperimentando elevati livelli di ansia sociale. Per comunicare, i bambini si servono di gesti, suoni e scrittura;
  • disturbo di panico, più frequente negli adolescenti che nei bambini, si manifesta con attacchi di panico, ovvero picchi di paura e ansia estreme con sintomi quali mancanza di respiro, tachicardia, nausea, vertigini, tremori e crisi di pianto. Gli attacchi di panico risultano particolarmente allarmanti non solo per gli adolescenti, ma anche per gli adulti che vi assistono;
  • agorafobia, anch’essa più comune negli adolescenti, in particolare se affetti da attacchi di panico. Riguarda la paura intensa di essere intrappolati in luoghi dai quali non si può fuggire o non si può ricevere soccorso, ad esempio se si è in fila in piedi, o seduti all’interno di una lunga fila di persone.

Alcuni bambini mostrano un’elevata sensibilità temperamentale ai cambiamenti e alla regolazione delle emozioni più acute, sviluppando una predisposizione biologica o familiare ad essere ansiosi. L’ansia può svilupparsi anche a seguito di eventi stressanti e alcuni individui vivono eventi stressanti fin dalla tenera età, come il lutto di un genitore, frequenti trasferimenti, elevata conflittualità familiare, bullismo e abusi fisici o psicologici (McArthur et al., 2021).

CBT e trattamento dell’ansia nei bambini

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) aiuta i bambini ad apprendere abilità di coping, ovvero abilità utili a fronteggiare l’ansia, calmando le reazioni del corpo, pensando in modo diverso e affrontando paure e sfide a piccoli passi attraverso tecniche tra cui l’esposizione graduale. Una vasta letteratura ha dimostrato l’efficacia della CBT nel trattamento dei disturbi d’ansia in età pediatrica e adulta (Pegg et al., 2022; Piacentini et al., 2014; Stewart, Chambless, 2009).

Alcuni ricercatori del National Institute of Mental Health hanno dimostrato che il trattamento con la terapia cognitivo comportamentale in bambini affetti da disturbi d’ansia produce miglioramenti non solo nei sintomi clinici mostrati, ma perfino nel loro funzionamento cerebrale (Haller et al., 2024). Lo studio ha coinvolto 69 minori, età media 12,79 anni, con diagnosi di disturbo d’ansia generalizzata, disturbo d’ansia sociale e disturbo d’ansia di separazione, che non avevano mai ricevuto opportuno trattamento. 

I bambini sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI) prima e dopo 12 settimane di CBT secondo un protocollo prestabilito, basato sull’esposizione graduale a stimoli ansiogeni. I dati raccolti sono stati confrontati con l’attività cerebrale in 62 bambini della stessa età senza diagnosi di ansia.

I bambini con ansia hanno mostrato un aumento dell’attività cerebrale nelle aree corticali dei lobi frontali e parietali e nelle aree limbiche più profonde come l’amigdala, importanti nel processamento di funzioni cognitive come l’attenzione e nella regolazione delle emozioni, in particolare quelle più forti, come ansia e paura.

Dopo tre mesi di trattamento CBT, questi bambini hanno mostrato una diminuzione clinicamente significativa dei sintomi di ansia e una riduzione dell’iper-attivazione cerebrale nelle regioni cerebrali frontali e parietali, fino a livelli pari o inferiori a quelli dei bambini non ansiosi. 

Tuttavia, dopo il trattamento, otto regioni del cervello, inclusa l’amigdala, hanno continuato a mostrare una maggiore attività nei bambini ansiosi rispetto a quelli non ansiosi. Questo suggerisce che alcune regioni del cervello, in particolare le aree limbiche che modulano le risposte agli stimoli ansiogeni, risulterebbero meno reattive agli effetti della CBT. Il cambiamento dell’attività in queste regioni potrebbe richiedere una durata più lunga della CBT o ulteriori forme di trattamento, come quello farmacologico. 

Comprendere i circuiti cerebrali alla base dei disturbi d’ansia e determinare quali circuiti si normalizzano a seguito del miglioramento dei sintomi grazie alla CBT è fondamentale per sviluppare trattamenti psicoterapici più efficaci per tutti i bambini.

I disturbi d’ansia sono comuni nei bambini e possono causare un disagio significativo nelle situazioni sociali e scolastiche. Si tratta di disturbi che, se non curati, rischiano di cronicizzarsi, divenendo più difficili da trattare in età adulta. 

Intervenire in modo precoce sull’ansia può garantire effetti terapeutici a lungo termine, grazie all’elevata plasticità che contraddistingue i circuiti cerebrali in età evolutiva (Casey et al., 2015).

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition. Arlington, VA.
  • Casey, B.J., Glatt, C.E., Lee, F.S. (2015). Treating the developing versus developed brain: translating preclinical mouse and human studies. Neuron; 86:1358–1368 Crossref, Medline, Google Scholar
  • Haller, S. P., et al. (2024). Normalization of Fronto-Parietal Activation by Cognitive-Behavioral Therapy in Unmedicated Pediatric Patients With Anxiety Disorders. American Journal of Psychiatry. doi.org/10.1176/appi.ajp.20220449.
  • Kendall, P., Di Pietro, M. (1995). Terapia scolastica dell’ansia. Guida per psicologi e insegnanti. Edizioni Centro Studi Erickson, Trento.
  • McArthur, B.A., Racine, N., McDonald, S., Tough, S., Madigan, S. (2023). Child and family factors associated with child mental health and well-being during COVID-19. Eur Child Adolesc Psychiatry. 2023 Feb;32(2):223-233. doi: 10.1007/s00787-021-01849-9. Epub 2021 Jul 24. PMID: 34302530; PMCID: PMC8302979.
  • Pegg, S., Hill, K., Argiros, A., Olatunji, B.O., Kujawa, A. (2022). Cognitive Behavioral Therapy for Anxiety Disorders in Youth: Efficacy, Moderators, and New Advances in Predicting Outcomes. Curr Psychiatry Rep. 2022 Dec;24(12):853-859. doi: 10.1007/s11920-022-01384-7. Epub 2022 Nov 12. PMID: 36370264; PMCID: PMC9660212.
  • Piacentini, J., Bennett, S., Compton, S.N., et al. (2014). 24-and 36-week outcomes for the Child/Adolescent Anxiety Multimodal Study (CAMS). J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 2014; 53:297–310 Crossref, Medline, Google Scholar
  • Stewart, R. & Chambless, D. (2009). Cognitive-Behavioral Therapy for Adult Anxiety Disorders in Clinical Practice: A Meta-Analysis of Effectiveness Studies. Journal of consulting and clinical psychology. 77. 595-606. 10.1037/a0016032. 
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