Gone Girl – L’amore bugiardo e la gelosia: una matrioska di sentimenti patologici – Cinema & Psicologia

La gelosia e il timore di perdere l'altra persona possono alle volte diventare patologici e deliranti tanto da indurre comportamenti aggressivi o inadeguati

ID Articolo: 115194 - Pubblicato il: 06 novembre 2015
Gone Girl – L’amore bugiardo e la gelosia: una matrioska di sentimenti patologici – Cinema & Psicologia
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Caterina Poli, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI MODENA

 

Le persone che vivono un amore patologico, arrivano ad appellarsi a comportamenti aggressivi, eccessivi, vendicativi, distruttivi ed estremi per riportare l’attenzione della persona amata su di sè. Ma si può definire amore?

Non sono gelosa. Chiedilo alla tua amica. La sua testa è in frigo.”
Questa freddura, che gira nei social network, è stata scritta da un anonimo che, in chiave divertente, voleva sdrammatizzare una dinamica tutt’altro che allegra: la gelosia patologica, “mostro dagli occhi verdi” shakespeariano.
Di primo acchito provoca un sorriso, soprattutto nelle donne che si immedesimano in un sentimento così intenso ma di difficile espressione, per la forte componente di imbarazzo e vergogna che suscita l’ammettere di sentirsi in uno stato di inferiorità, in un vortice di insicurezze che mantiene vigili davanti a ogni rischio o pericolo di perdita dell’amato.

In un secondo momento innesca, invece, un processo di riflessione: cosa scatta nelle persone quando vedono a rischio il rapporto con il partner?
La conflittualità con i rivali, visti come possibili avversari e pericolose alternative, seppur spesso sia solo frutto di un’immaginazione spiccata del geloso stesso e non in linea con il piano di realtà, porta a sintomatici vissuti, frutto di discussioni accese tra i partner. L’irrazionalità dell’amore sta nell’incapacità di autocontrollarsi davanti a pensieri pervasivi che devastano mentalmente l’individuo.

Per spiegare la gelosia patologica bisogna prima fare un passo indietro e definire la gelosia, in modo tale da tracciare un confine tra ciò che si reputa normale e ciò che sfocia nell’anormalità. Ma prima ancora bisogna fare una digressione sull’amore patologico, da cui sfuma la gelosia. Una matrioska di sentimenti ambivalenti, tra il lecito e l’illecito, il morale e l’amorale.

Le persone che vivono un amore patologico, arrivano ad appellarsi a comportamenti aggressivi, eccessivi, vendicativi, distruttivi ed estremi per riportare l’attenzione della persona amata su di sè. Ma si può definire amore? Spesso si assiste a casi di coppie in cui il partner prende in ostaggio i sentimenti dell’altro, con ricatti, bugie e presunzione, ma come può ritenersi un rapporto destinato a durare nel tempo? Un recinto dalle mura invalicabili dove giochi di brutto tiro intrappolano in rapporti senza fine e senza amore. Si sta insieme più per apparire socialmente invidiabili, culturalmente affascinanti all’apparenza, ma chiusa la porta di casa nessuno vorrebbe fare i conti con una realtà sempre più all’ordine del giorno, quelle coppie che si dichiarano amore incapaci poi di costruire giorno per giorno ciò di cui realmente una coppia necessita.

Messaggio pubblicitario Su queste premesse, il regista David Fincher, ha creato ad hoc le fondamenta del suo capolavoro cinematografico : “Amore Bugiardo-Gone Girl”, interpretato da Ben Affleck nelle vesti di Nick e Rosamund Pike nelle vesti di Amy, una coppia legata da un matrimonio problematico a tal punto che allo scoccare del quinto anniversario Amy scompare.

SPOILER ALERT: L”ARTICOLO SVELA LA TRAMA DEL FILM

Nick inizialmente viene indagato come presunto omicida visti gli indizi disseminati per la casa e la sua relazione extraconiugale con una sua studentessa, che giustificherebbe il suo bisogno di sbarazzarsi della moglie, risultata incinta. La cruda verità dei fatti però è che l’accaduto è un diabolico e vendicativo piano di Amy che, vedendo il marito freddo, distratto e soprattutto infedele, ha messo in scena tutto, dal campione falso di urine per simulare una gravidanza fino ad arrivare a un diario segreto, lasciato in bella vista, dove esterna malessere e paura di una relazione ormai vicina alla tragica e inevitabile fine.

Dopo aver camuffato il suo aspetto, Amy fugge e si rifugia dapprima in un residence poi da Desi Collings, un suo amante del passato, facendogli credere di esser pedinata. Durante un’ennesima intervista tv a Nick, richiesta da quest’ultimo per cercare di convincere disperatamente l’opinione pubblica della sua innocenza, Amy ne rimane colpita e si riscopre attratta dal marito e pronta a tornare da lui. Così, per giustificare il suo rapimento, simula una sorta di prigionia da parte di Desi, uccidendolo senza scrupoli con un taglio alla gola e numerose coltellate in camera da letto, non prima di aver creato ad arte i segni delle sofferenze di altri presunti atti violenti. Amy torna a casa a un mese dalla sua scomparsa e racconta agli agenti dell’FBI la sua falsa storia, ma la sua bugia non regge con Nick, il quale, recita davanti a tutti la parte del marito che ritrova la sua amata, ma, in separata sede, smaschera Amy, che, spalle al muro, non mancherà di farlo sentire sotto ricatto e obbligarlo dunque a nascondere il tutto. Nick non trovando il coraggio di abbandonarla finge che la situazione sia tornata alla normalità, e davanti a tutti dichiarano amore reciproco annunciando che aspettano un figlio, stavolta per davvero, concepito da Amy con lo sperma di Nick conservato in una clinica.

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