Centri Clinici

Arancia Meccanica (1971) – Cinema & Psicoterapia nr.23

Arancia Meccanica (1971): un esempio di Disturbo di Personalità Antisociale rappresentativo di una società violenta. Rubrica di Cinema & Psicoterapia

ID Articolo: 42158 - Pubblicato il: 18 aprile 2014
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Antonio Scarinci.
Psicologo Psicoterapeuta. Socio Didatta SITCC

 

 

RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #23

Arancia Meccanica (1971)

Proposte di visione e lettura (Coratti, Lorenzini, Scarinci, Segre, 2012)

Recensione Arancia Meccanica (1971) - Cinema & Psicoterapia Il film può essere molto utile a fini didattici, in quanto vengono rap­presentati tutti i criteri del DSMIV per la diagnosi di disturbo di perso­nalità antisociale. Può fornire, inoltre, una base di discussione anche con il paziente, in relazione alla consapevolezza delle conseguenze dei comportamenti e delle azioni che si compiono, spesso svantaggiose per il benessere psicosociale e sugli effetti di eventi di vita violenti vissuti.

Info:

Un film di Stanley Kubrick. Interpretato da Malcolm McDowell, Warren Clarke, James Marcus, Michael Tarn. Usa 1971. Satirico. Vincitore di quattro premi Oscar.

Trama:

Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Anthony Burgess nel 1962, è considerato un film di culto. Presenta una società violenta in cui il pensiero è condizionato. Alex (Alexander DeLarge) è un eccentrico, antisociale e intelligente capo banda. Insieme a Georgie, Dim e Pete si dedicano al sesso, ai furti e a compiere violenze gratuite di ogni tipo. La banda dei drughi fa uso di droghe, indispensabili per compiere gli atti violenti a cui sono dediti.

Ascoltando la Nona di Beethoven Alex immagina esecuzioni, esplo­sioni, test nucleari ed eruzioni vulcaniche.

I genitori di Alex si dimostrano completamente impotenti e anche quando Georgie e Dim cercano di mettere in discussione la sua lea­dership, lui li picchia selvaggiamente e ristabilisce le posizioni di rango.

Durante una delle tante scorribande viene arrestato e condannato a 14 anni per omicidio. In carcere, si sente una preda tra predatori. La pre­senza di uomini più violenti e perversi di lui lo spinge a rigare dritto.

Viene a conoscenza di un programma di rieducazione del Governo che promette la libertà a chi vi si sottopone. Accetta il Programma Ludovico e viene costretto da uno stuolo di medici a vedere scene di violenza su uno schermo sotto l’effetto di una sostanza che gli procura dolore e nausea. Il condizionamento apparentemente funziona e Alex viene liberato. Quando torna libero trova molti cambiamenti: i suoi ex amici sono diventati poliziotti, le sue vittime si vendicano, i suoi geni­tori hanno affittato la sua stanza. Privo di libero arbitrio Alex vaga, fin­ché alcuni cospiratori che vogliono far cadere il Governo non gli chie­dono informazioni sul Programma Ludovico. Dopo aver avuto le rispo­ste desiderate lo inducono al suicidio costringendolo a gettarsi da una finestra.

Alex non muore, si risveglia da un sonno profondo, in un ospedale dove una psicanalista gli somministra un test di personalità. Alex è tor­nato alla fase pre-cura. Riferisce alla psicanalista un suo sogno ricor­rente: vede medici lavorare con la sua scatola cranica. La dottoressa gli dice che si tratta di un sogno normalissimo per chi è in via di guari­gione.

Messaggio pubblicitario Il film si chiude con la visita ad Alex del Ministro dell’Interno, preoc­cupato per le ripercussioni politiche della vicenda. DeLarge inizia a ricat­tarlo e ha una improvvisa visione: la musica della Nona Sinfonia sale in un’orgia di sesso e violenza con una società plaudente che approva.

Motivi di interesse:

Se si prendono in considerazione i fatti di cronaca attuali il film assu­me toni profetici. La violenza gratuita sembra dilagare nella nostra socie­tà. Nella narrazione tra l’altro si embrica una violenza individuale e una violenza delle organizzazioni istituzionali, in un sottile e perverso gioco che richiama in continuazione un agonismo esasperato. È proprio il siste­ma di rango, sistema motivazionale a base innata, che è più frequente­mente attivo negli antisociali. Nella popolazione carceraria i disturbi di personalità di cluster B, arrivano a percentuali pari al 70%. L’incapacità di conformarsi alle norme sociali, la disonestà, l’impulsività, l’irritabilità e l’aggressività, la mancanza di rimorso sono elementi che definiscono gli antisociali e che vengono rappresentati nel film in modo magistrale. Ma oltre alla violenza dei “drughi” viene rappresentata la violenza della cura, la violenza del potere, la violenza delle istituzioni in un confronto che ci porta a riflettere su come certe patologie vengono influenzate e condi­zionate dal “pensiero unico” e dai modelli culturali dominanti.

Non possiamo sottrarci a questa riflessione nel vedere Alex sotto­posto al Trattamento del Programma Ludovico e non possiamo evitare di considerare l’intervento del Ministro dell’Interno e dell’organizzazio­ne che si contrappone al Governo un’utilizzazione strumentale degli elementi che caratterizzano la personalità del protagonista. Appunto l’utilizzazione strumentale come principio dominante e come scopo dell’agire delle istituzioni e degli individui: i corpi delle donne trattati come oggetti, gli stupefacenti per compiere gli atti violenti, l’aggressivi­tà per ottenere il denaro, e il dominio sugli altri, il ricatto per ottenere ciò che si desidera tutto recitato davanti ad un pubblico composto da spettatori plaudenti, come nella visione finale di Alex. Anche il sistema curante, medici e psicanalisti, utilizzano strumenti di cura violenti: Alex costretto a vedere sequenze filmate sotto l’effetto di sostanze che gli procurano dolore e nausea, legato ad una poltrona con due divaricato­ri tra le palpebre degli occhi. Violenza che genera violenza, antisociali che si contrappongono e che si offrono come modelli da imitare, quasi come in un’epidemia.

Indicazioni per l’utilizzo:

Il film può essere molto utile a fini didattici, in quanto vengono rap­presentati tutti i criteri del DSMIV per la diagnosi di disturbo di perso­nalità antisociale. Può fornire, inoltre, una base di discussione anche con il paziente, in relazione alla consapevolezza delle conseguenze dei comportamenti e delle azioni che si compiono, spesso svantaggiose per il benessere psicosociale e sugli effetti di eventi di vita violenti vissuti.

Trailer:

 

 

ARGOMENTI CORRELATI:

CINEMADISTURBO DI PERSONALITA’ ANTISOCIALE 

RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 4, media: 5,00 su 5)
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Sono citati nel testo

Messaggio pubblicitario