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Il diario di Bridget Jones – Cinema & Psicoterapia #5

Il diario di Bridget Jones: Il rapporto compulsivo con cibo e alcool nasce dall’insoddisfazione per una vita in cui le relazioni affettive sono assenti.

ID Articolo: 31586 - Pubblicato il: 07 giugno 2013
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RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #05

Il diario di Bridget Jones (2001)

Proposte di visione e lettura (CorattiLorenziniScarinciSegre, 2012)

IL DIARIO DI BRIDGET JONES. LOCANDINA

IL DIARIO DI BRIDGET JONES.(2001) LOCANDINA

Il diario di Bridget Jones: Il rapporto compulsivo della protagonista con il cibo e l’alcool nasce dall’insoddisfazione per una vita in cui le relazioni affettive sono assenti.

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Info:

Il diario di Bridget Jones (Bridget Jones’s Diary). Diretto dalla regista Sharon Maguire, con Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Gemma Jones, Jim Broadbent. Basato sul romanzo omonimo di Helen Fielding. Commedia. USA 2001.

Trama 

Il film narra le vicende di Bridget Jones, trentenne single che vive e lavora a Londra. Ossessionata dal proprio peso, dal proprio corpo e dalle abitudini malsane in relazione all’alimentazione ha il timore di rimanere zitella. La madre le propone possibili fidanzati, ma lei si muove goffamente nella propria vita sentimentale.

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Motivi di interesse 

Il rapporto compulsivo della protagonista con il cibo e l’alcool nasce dall’insoddisfazione per una vita in cui le relazioni affettive sono assenti.

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L’insicurezza fa crescere il timore che la solitudine sarà l’eterna compagna dei giorni di Bridget, alimentando il senso di vuoto e le abbuffate. L’intrusività della madre alimenta un senso di inadeguatezza e inefficacia sollecitando la protagonista ad immaginare per sè un futuro negativo.

Il favoloso Mondo di Ameliè. Jean-Pierre Jeunett (2002). Locandina

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Insoddisfatta e instabile incrementa nel tempo una autovalutazione negativa, finché “All’improvviso ho realizzato che se non cambiava qualcosa in fretta avrei vissuto una vita in cui il rapporto più importante sarebbe stato quello con una bottiglia di vino, e alla fine sarei morta grassa e sola, e mi avrebbero ritrovata dopo tre settimane divorata dai cani alsaziani. O sarei diventata come Glenn Close in Attrazione fatale…”.

Così Bridget, supportata da un’amica e confidente femminista, inizia un percorso di cambiamento che la porterà a prendere consapevolezza delle sue qualità e risorse e a distanziarsi criticamente da schemi relazionali e credenze che avevano segnato le sue disavventure da single coatta e frustrata. 

Il film tratta i temi che caratterizzano i disturbi dell’alimentazione per certi versi in modo superficiale ed in maniera eccessivamente incline alla banalizzazione.

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La narrazione semplice e chiara, offre d’altra parte un ottimo canovaccio per confrontarsi con i pazienti sul bisogno di controllo, sul perfezionismo, sull’autostima, sull’importanza dell’immagine corporea e dell’apparire, costrutti implicati nei disturbi alimentari.

Indicazioni per l’utilizzo 

Messaggio pubblicitario Oltre a fornire spunti interessanti per acquisire maggiore consapevolezza dei temi problematici, consente al paziente di confrontarsi con modalità di cambiamento efficaci che offrono speranza per il superamento del disagio avvertito.

Non va trascurato inoltre l’effetto normalizzante che può suscitare la rappresentazione di contenuti propri del paziente che vengono elaborati peraltro positivamente dalla protagonista del film. 

Il film stimola l’autoriflessività e la motivazione al cambiamento.

Trailer

LEGGI:

 AMORE & RELAZIONI SENTIMENTALI –  DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE –  ALCOOL – ALIMENTAZIONE – RECENSIONI – CINEMA 

 

Bibliografia:

 

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