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Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa – Introduzione alla psicologia

La ricerca qualitativa e quantitativa hanno caratteristiche e finalità differenti: la prima risulta esplorativa e la seconda maggiormente strutturata. 

ID Articolo: 139846 - Pubblicato il: 22 settembre 2016
Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa – Introduzione alla psicologia
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Ricerca qualitativa e quantitativa: Per eseguire una ricerca solitamente si possono utilizzare due diversi metodi: quantitativi e qualitativi. Da sempre esiste un ampio dibattito riguardo ai metodi di ricerca qualitativa e quantitativa usati per realizzare sperimentazioni di diverso tipo e in diversi ambiti.

Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa: Introduzione

La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta, sviluppato da un ricercatore, volto a produrre nuova conoscenza partendo dalla conoscenza esistente. Per questo, costituisce il processo migliore per produrre nuove informazioni e approfondimenti in maniera ciclica e costante.

Per eseguire una ricerca solitamente si possono utilizzare due diversi metodi: quantitativi e qualitativi. Da sempre esiste un ampio dibattito riguardo ai metodi di ricerca qualitativa e quantitativa usati per realizzare sperimentazioni di diverso tipo e in diversi ambiti. Chiaramente, esistono posizioni diverse: c’è chi sostiene si possa trattare di due strategie del tutto indipendenti e basate su visioni alternative del mondo in cui effettuare una ricerca, e chi, invece, mescola questi approcci per ottenere una maggiore variabilità di dati. Ad ogni modo si tratta di due diversi modi di svolgere una ricerca che portano a generalizzare i risultati in maniera dissimile. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa: la Storia

Dare scientificità alla psicologia è stato un processo molto lungo nato dalla insoddisfazione di alcuni psicologi comportamentisti che hanno cercato di studiare i comportamenti mettendo a punto dei veri esperimenti. Di conseguenza, era necessario utilizzare il rigore derivante dalle scienze matematiche per ottenere risultati assolutamente inconfutabili su comportamenti osservati. Da qui nasceva l’esigenza di usufruire di strumenti che andassero aldilà della soggettività e soprattutto che fossero riproducibili e riutilizzabili in futuro.
Naturalmente, è possibile studiare un fenomeno attraverso approcci diversi che richiedono l’applicazione di strumenti diversi: numerici o non numerici.

Metodi di ricerca qualitativa

La ricerca qualitativa porta alla raccolta delle informazioni osservabili non in forma numerica, ma attraverso una serie di etichette o di classificazioni. I dati solitamente sono acquisiti tramite l’utilizzo di un diario, di un questionario aperto, di interviste o di osservazioni non strutturate. Si tratta solo di alcuni degli strumenti più utilizzati in ambito qualitativo, naturalmente quelli elencati sono i più noti e usati. I dati qualitativi sono principalmente dei dati descrittivi il che rende più difficile il loro utilizzo e, di conseguenza, la loro elaborazione sarà più complessa. La ricerca qualitativa è utile negli studi su casi singoli e per descrivere un determinato evento o comportamento. In sostanza si tratta di esprimere delle qualità di un determinato oggetto d’indagine sotto forma di informazioni testuali attraverso, per lo più, strumenti di indagine non strutturati.

La ricerca qualitativa, insomma, si concentra sulla raccolta di dati soprattutto verbali, piuttosto che su misurazioni numeriche. Quindi, le informazioni raccolte sono poi analizzate in maniera interpretativa, soggettiva, anche se esistono strumenti statistici che permettono di giungere a risultati accurati e attendibili il più possibile.

Metodi di ricerca qualitativa: i vantaggi

In generale la ricerca qualitativa è meno strutturata di quella quantitativa, per questo permette di individuare una serie di sfumature di un determinato comportamento o evento che non potrebbero essere colte diversamente. In ambito psicologico osservare la variabilità individuale porta ad arricchire notevolmente il dato osservato, costruendo post hoc teorie molto ricche e dettagliate.

Metodi di ricerca qualitativa: gli svantaggi

I limiti di questa metodologia possono essere l’estrema individualità e soggettività con cui si raccoglie un dato. Per questo motivo, spesso, risulta difficile replicare il processo inferenziale che induce alla generalizzazione del dato alla popolazione generale. Malgrado ciò, la ricerca qualitativa è stata molto rivalutata recentemente grazie all’utilizzo di un maggiore rigore nell’applicazione delle procedure e dell’elaborazione dei dati.

Metodi di ricerca quantitativa

Messaggio pubblicitario La ricerca quantitativa, come lascia intendere la parola usata, aiuta alla raccolta di informazioni che si presentano sotto forma numerica. I dati ottenuti, grazie all’utilizzo di strumenti strutturati e standardizzati (uguali per tutti, come test e questionari a risposta chiusa) possono essere categorizzati, ordinati e classificati, oltre a essere misurati su scale numeriche. Dai dati si possono costruire grafici e tabelle, per poi procedere con l’elaborazione statistica degli stessi grazie a una serie di procedure parametriche, inferenziali, estremamente accurate.

La ricerca quantitativa, dunque, si occupa di quantificare, misurare, calcolare, le informazioni ricavate attraverso l’applicazione di un approccio empirico, che consiste nel misurare con sufficiente precisione l’oggetto di studio per giungere a conclusioni molto precise e dettagliate. A causa della severità con cui si svolge una ricerca di questo tipo spesso è condotta in ambienti controllati, come i laboratori. Lo scopo è assicurarsi l’obiettività del dato ottenuto minimizzando al massimo le possibili influenze derivanti dalle situazioni esterne. Chiaramente una procedura così rigida aiuta e facilita la replicabilità dello studio, e assicura la generalizzazione del risultato ottenuto.

La ricerca quantitativa, grazie al suo estremo rigore, risulta essere predittiva di una serie di eventi, derivanti dalla verifica di ipotesi di ricerca, volte a conoscere esattamente come si sviluppa e si genera un determinato fenomeno. La ricerca quantitativa, inoltre, tende a utilizzare un gran numero di partecipanti, avvalendosi di veri esperimenti attuati attraverso l’utilizzo di questionari psicometrici molto strutturati e corredati da norme standardizzate, da cui si inferiscono dati inequivocabili.

Metodi di ricerca quantitativa: i vantaggi

I vantaggi derivanti dalla ricerca quantitativa riguardano la riproducibilità del dato e della procedura utilizzata nell’elaborazione dello studio. Ovviamente, il dato rappresenta un riscontro oggettivo del comportamento osservato, che dopo essere stato misurato diventa riproducibile e replicabile anche da chi non ha partecipato direttamente alla sperimentazione.

Metodi di ricerca quantitativa: gli svantaggi

In alcuni casi, però, i dati ottenuti attraverso il metodo quantitativo potrebbero essere sostanzialmente delle conferme di quanto il ricercatore vorrebbe ottenere attraverso la ricerca effettuata. Questo, è un bias molto evidente che in determinati ambiti rappresenta un rischio. Per questo, non bisogna mai procedere per confermare, ma sempre disconfermando le ipotesi sperimentali, procedendo per tentativi di errore.
I dati quantitativi non contengono le sfumature della variabilità umana, di conseguenza accomunano i soggetti in macro categorie. Tutto questo facilita e semplifica il processo di conoscenza, ma depaupera di molto la natura umana riducendola ai minimi termini.

Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa: confronto

Entriamo nel dettaglio e confrontiamo le due metodologie secondo i diversi processi utilizzati nello svolgimento di una ricerca.

1. Obiettivo e scopo della ricerca
Lo scopo principale di una ricerca qualitativa è di fornire una descrizione completa e dettagliata dell’ipotesi della ricerca, che solitamente è più di natura esplorativa.
La ricerca quantitativa, d’altra parte, si concentra più nel conteggio e sulla classificazione e costruzione di modelli statistici utili a spiegare ciò che si osserva.

2. A cosa serve
La ricerca qualitativa è tipica per le fasi precedenti di progetti di ricerca, mentre per l’ultima parte del progetto di ricerca, la ricerca quantitativa è altamente raccomandata.
La ricerca quantitativa fornisce al ricercatore un quadro più chiaro di cosa aspettarsi nella sua ricerca rispetto al dato qualitativo.

3. Strumenti di raccolta dati
per la raccolta di dati qualitativi è possibile usufruire di strumenti differenti, specifici rispetto all’oggetto della misurazione, ma che in ogni caso sono tutti a basso controllo, ad esempio le singole interviste, i focus group, le narrative, etc.
Al contrario, la ricerca quantitativa si avvale di strumenti altamente controllati, univoci e quantitativamente riproducibili.

4. Tipo di dati
I dati in una ricerca qualitativa si esprimono attraverso le parole, etichette, o le immagini, video o foto. Quindi, molto probabilmente nella discussione dei dati si è soliti imbattersi in figure, in racconti, in grafici rappresentativi di quanto ottenuto. Invece, in una ricerca quantitativa, quello che molto probabilmente sarà visualizzato nella discussione saranno spesso tabelle, numeri anche molto complessi perché derivano da elaborazioni molto sofisticate atte a garantire l’indiscutibilità del dato ottenuto.

Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa: conclusioni

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Giunti a questo punto sarebbe lecito domandarsi che tipo di metodo di ricerca utilizzare e quando. Conforta sapere che in molti hanno cercato una risposta plausibile alla quale, chiaramente, non segue un esito univoco. In ogni caso, è possibile dire che se si volesse realizzare un esperimento in cui si volessero ottenere evidenze numeriche, allora si dovrebbe fare uso della ricerca quantitativa. In caso contrario, se si volesse spiegare ulteriormente il motivo per cui un particolare evento è accaduto, o quali sono le caratteristiche dell’oggetto di studio, allora si dovrebbe fare riferimento alla ricerca qualitativa.
Indubbiamente, non può mancare un ulteriore punto di vista, che consiste nell’unire le due metodologie, l’una a completamento dell’altra.
La tendenza a combinare i metodi qualitativi e quantitativi in maniera complementare è emerso negli ultimi anni, poiché applicando entrambi i metodi di ricerca, è possibile usufruire di un bagaglio di tecniche più ampio e complesso che portano ad arricchire di molto il dato ottenuto.

In ogni caso, i metodi qualitativi forniscono una comprensione maggiore e un ragionamento più approfondito dell’evento oggetto di studio e per questo sono considerati di particolare importanza in psicologia clinica. Mentre, in psicologia generale o sperimentale trovano maggiore applicabilità i metodi quantitativi.

 

RUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

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