I sentimenti verso il terapeuta nel percorso terapeutico
Vi è mai capitato di provare sentimenti per il vostro terapeuta? Allora non siete soli, non siete “strani” e non avete fatto nulla di male.
Sviluppare sentimenti affettuosi o addirittura romantici per il proprio terapeuta è più comune di quanto si possa credere. Si tratta, infatti, di sentimenti che possono far parte del processo terapeutico e offrire preziose occasioni per esplorare bisogni relazionali, i propri schemi di pensiero e di attaccamento (Rabasco et al., 2023, 2025).
Comprendere il significato di questi sentimenti e come gestirli può aiutarci a utilizzare tali esperienze in modo terapeutico, anziché lasciare che si trasformino in ostacoli per la psicoterapia.
Perché i sentimenti verso il terapeuta sono “normali”?
La psicoterapia crea un’esperienza di intimità del tutto nuova per alcune persone. In ciascuna seduta, si condividono esperienze intime e profonde, come paure, emozioni, fragilità, pensieri e traumi. La relazione con il terapeuta può offrire completa attenzione, comprensione, accettazione priva di giudizio, sicurezza e un’intensa sensazione di connessione che ci fa “risuonare” emotivamente con il terapeuta. Elementi che possono suscitare reazioni emotive intense, non solo in chi non ha mai sperimentato circostanze simili nel proprio passato, ma anche in chi vive condizioni di isolamento sociale, situazioni relazionali conflittuali o disfunzionali in genere.
Relazione col terapeuta e legame di attaccamento
La relazione terapeutica è in grado di riattivare i nostri modelli di attaccamento interiorizzati sin dall’infanzia, ovvero quegli schemi di relazione sviluppata con gli adulti significativi della nostra vita (tipicamente le figure genitoriali) e volta a garantirci cure, vicinanza fisica ed emotiva.
Il tipo di attaccamento sviluppato dapprima nelle relazioni con i genitori, in seguito con familiari, partner e amici intimi, può orientare le nostre convinzioni e aspettative riguardanti i futuri partner, le successive relazioni, ma anche il nostro valore in quanto partner di una relazione e la nostra capacità di ottenere affetto e vicinanza (Simpson & Rholes, 2017). Tali aspettative, atteggiamenti e convinzioni guidano il modo in cui pensiamo, sentiamo e ci comportiamo rispetto alle relazioni in generale, in particolare, nei momenti di stress e turbamento (ad esempio, “Se sono in difficoltà, posso contare sull’aiuto della mia fidanzata”, o al contrario, “Devo sbrigarmela da solo perché nessuno mi darà una mano”).
Alcuni di noi possono sentirsi a proprio agio nel cercare e costruire vicinanza e intimità emotiva nelle relazioni, potendo contare su rappresentazioni mentali e aspettative di un partner accogliente, accessibile ed emotivamente disponibile. Altri possono sviluppare maggiori difficoltà nel fidarsi delle persone, tendendo a essere emotivamente distanzianti e sforzandosi di mantenere indipendenza e controllo nelle loro relazioni. Altri ancora possono nutrire una visione di se stessi come fragili e incapaci di affrontare le sfide da soli, mettendo in discussione il proprio valore nelle relazioni significative e sviluppando la preoccupazione di essere abbandonati dal partner (Sagone et al., 2023).
La relazione terapeutica non fa eccezione e può riattivare modelli di sé e di relazione consolidati nelle nostre esperienze pregresse. I sentimenti per il terapeuta rappresentano generalmente la nostra risposta emotiva ai modelli di attaccamento con cui giungiamo in terapia.
Le attenzioni del terapeuta possono risultare – in taluni casi – così nuove e inebrianti da suscitare sentimenti apparentemente romantici, che in realtà riflettono le nostre aspettative e convinzioni profonde sulle relazioni (Ruiz-Aranda et al., 2021). Per altri individui, la relazione terapeutica può costituire la prima esperienza di attaccamento sicuro, stabile ed emotivamente disponibile.
Più in generale, un buon terapeuta può fungere da “base sicura” per consentire al paziente di esplorare i propri pensieri e vissuti più profondi o dolorosi.
Cosa fare se provo sentimenti verso il terapeuta?
Nutrire sentimenti di affetto o romantici verso il terapeuta non significa necessariamente dover interrompere la psicoterapia. Piuttosto, è importante condividere tali reazioni emotive con il terapeuta, in modo da acquisire maggiore consapevolezza dei propri desideri, bisogni o paure. Ad esempio, un terapeuta potrebbe notare che innamorarsi di persone non disponibili è uno schema ricorrente e doloroso nella nostra vita e quindi potrà aiutarci a lavorare per cambiarlo.
Un buon terapeuta sarà inoltre disponibile a discutere dei nostri sentimenti, anche se questi lo riguardano direttamente. La psicoterapia offre uno spazio sicuro in cui parlare anche di simili reazioni affettive e l’opportunità per trasformarle in un’occasione di crescita personale.
Tuttavia, qualora i nostri sentimenti ostacolino la psicoterapia, essere indirizzati a un altro terapeuta potrebbe costituire la scelta più opportuna per tutelare la nostra salute mentale.