L’inizio e la fine di una psicoterapia
Se l’inizio della psicoterapia è gravido di timori, preoccupazioni, emozioni e vissuti ambivalenti, anche la fine della psicoterapia può portare con sé un carico emotivo da non sottovalutare. L’esperienza del percorso terapeutico tra paziente e terapeuta spesso significa condividere momenti in cui si acquisiscono consapevolezze, si approfondiscono vissuti dolorosi, ci si appropria in misura diversa di strategie e risorse, si affrontano momenti di cambiamento e di accettazione radicale. La conclusione ideale di una psicoterapia deve essere pensata e condivisa: rappresenta la transizione del paziente verso la fine dei colloqui ed è la conseguenza di un percorso che ha seguito la bussola di obiettivi terapeutici condivisi; può essere un’opportunità di crescita e di autonomizzazione del paziente contribuendo a tutelare il benessere della persona anche dopo la fine del percorso terapeutico. E rappresenta una fase altrettanto importante cui dedicare attenzione tanto quanto la fase iniziale di aggancio e di creazione dell’alleanza terapeutica.
Gli step verso la fine della terapia
Alcuni aspetti risultano particolarmente indicati, ove possibile, come best practices nella gestione della fine di una psicoterapia. In primis, garantire una transizione graduale può aiutare il paziente a mantenere un buon livello di monitoraggio e in vista di una chiusura definitiva. Questo si traduce nella progressiva dilazione della frequenza degli appuntamenti evitando interruzioni brusche. La sospensione improvvisa delle sedute fa perdere un’opportunità cruciale per consolidare i progressi terapeutici.
In secondo luogo, per arrivare il più possibile pronti alla fine dei colloqui è importante iniziare a parlarne per tempo, in anticipo, anche se si sa che non accadrà a breve, interrogarsi e condividere con il proprio terapeuta di quando la psicoterapia volgerà verso una fine consente di mentalizzare questa possibilità che quindi non assume i contorni di una sorpresa. E ragionevolmente, il monitoraggio periodico dei progressi terapeutici in relazione agli obiettivi condivisi va nella medesima direzione.
Nella fase finale della terapia quali aspetti si affrontano?
In uno studio del 2017 gli autori (Norcross et al., 2017) hanno esaminato le modalità con cui un campione di psicologi (appartenenti a diversi orientamenti teorici) conclude il percorso terapeutico. La maggioranza degli psicologi ha riferito di focalizzarsi nella fase finale nel sostenere i progressi prospettici riflettendo sul funzionamento futuro del paziente e sulle strategie di coping, e aiutandolo a consolidare le nuove competenze e risorse. Si lavora sui segnali di rischio e sulla prevenzione delle ricadute, sulle possibili sfide e difficoltà future, risorse e linee guida da tenere, con la consapevolezza che è possibile nuovamente chiedere aiuto e riprendere i colloqui in caso vi fosse una significativa necessità. Inoltre, una buona pratica è dedicare spazio a riflettere su ciò che ha funzionato nel corso della psicoterapia e si sottolineano gli sforzi, le evoluzioni e i progressi compiuti dal paziente per promuovere un senso di fiducia in sé stessi; si lavora sulla consapevolezza che momenti di crescita, adattamento e cambiamento personale implicano processi continui inevitabilmente e mai completamente conclusi.
La fine della terapia: potrei sentirmi triste e preoccupato
Ovviamente i vissuti emotivi non sono di importanza secondaria in questa fase. In corrispondenza di questa transizione finale, il terapeuta favorisce il riconoscimento, l’elaborazione e la condivisione delle emozioni e dei vissuti in merito alla fine dei colloqui; anche se il paziente è concorde in merito all’interruzione, accanto a sensazioni positive, possono insorgere emozioni negative, quali tristezza, nostalgia e mancanza, persino senso di abbandono, oltre che preoccupazione per il futuro. La validazione e la regolazione di questi vissuti è fondamentale verso la fine della psicoterapia. Si dedica tempo e attenzione ai significati legati all’ avere condiviso un percorso terapeutico coinvolgente per ambo le parti (paziente e terapeuta). Un simbolo, un oggetto, un biglietto, una lettera, un gesto: non è detto che accada, ma anche questo può far parte di un’ultima seduta di psicoterapia in cui si conclude un percorso emotivamente intenso, umanamente e professionalmente significativo.