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14 fattori che possono ridurre il rischio di demenza 

Le più recenti evidenze scientifiche mostrano come intervenire su 14 fattori di rischio modificabili possa prevenire o ritardare fino al 45% dei casi di demenza

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 13 Lug. 2026

La prevenzione della demenza: una priorità globale

Gli esperti in tema di demenza stimano che si potrebbe prevenire o ritardare l’insorgenza di quasi la metà dei casi di demenza nel mondo, identificando 14 specifici fattori di rischio su cui intervenire precocemente (Livingston, Gill et al., 2024). 

Entro il 2050 si prevede che i casi di demenza a livello globale possano arrivare a triplicarsi, sino a raggiungere i 153 milioni di persone affette da tale condizione invalidante, con inevitabili difficoltà per le risposte che i sistemi sociosanitari dovranno garantire. 

Nel 2024 l’autorevole rivista Lancet ha pubblicato un report (Livingston, Gill et al., 2024) stilato da un pool di 27  tra i massimi esperti mondiali di demenza, da cui si evince l’importanza di implementare globalmente una prospettiva di prevenzione e intervento precoce lavorando tempestivamente su specifici fattori di rischio legati a condizioni di demenza

I 14 fattori che influenzano il rischio di demenza

Considerando review sistematiche e meta-analisi più recenti, gli esperti mettono in luce come l’evoluzione della riserva cognitiva e fisica e alcuni fattori protettivi per ridurre il rischio di danni vascolari (ad esempio, trattare adeguatamente la pressione sanguigna ed evitare il fumo) possano ridurre l’incidenza di demenza legata all’età. 

Le evidenze scientifiche sono sempre più forti e convincenti: lavorando su molteplici fattori  è possibile ridurre il rischio di sviluppare condizioni di demenza. Tra questi fattori di rischio ritroviamo alcuni fattori già noti: deficit uditivi, minori livelli di istruzione, ipertensione, fumo, obesità, depressione, inattività fisica, diabete, eccessivo uso di alcool, lesioni cerebrali traumatiche, esposizione a livelli elevati di inquinamento dell’aria e isolamento sociale. Gli esperti hanno aggiunto altri fattori di rischio da considerare a seguito di recenti studi, ovvero deficit visivi non trattati e alti livelli di colesterolo LDL. 

Intervenendo su questi 14 fattori di rischio modificabili, iniziando sin dall’infanzia e nel corso dell’età adulta, si potrebbe prevenire il 45% dei casi demenza a fronte di un aumento delle aspettative di vita nei paesi ad alto reddito. 

La prevenzione è possibile: un impegno individuale e collettivo

La professoressa Gill Livingston, principale autrice del report e intervistata dal The Guardian, afferma che molte persone ritengono che la demenza sia un male inevitabile, ma in realtà non lo è. Non è troppo tardi per agire su alcuni fattori che possono significativamente ridurre la probabilità di sviluppare demenza

Un appello alle persone di ogni fascia di età, dai bambini agli anziani, per agire attivamente e proteggere preventivamente la propria condizione psico-fisica. Uno stile di vita sano dunque prevede esercizio fisico regolare, attività cognitive anche in età avanzata, evitare il fumo e l’eccesso di alcol. Tra le raccomandazioni espresse dal pool di esperti vi sono anche la disponibilità di check audiometrici e visivi e relativi dispositivi di aiuto e il monitoraggio dei livelli di colesterolo nel sangue a partire dai 40 anni. Fondamentale inoltre agire a livello di policy-making per garantire equamente buoni livelli di istruzione sin dall’infanzia e il mantenimento di una vita cognitiva attiva in età adulta e avanzata, così come azioni che vadano a ridurre i livelli di inquinamento dell’aria. 

Opportunità importanti per implementare misure preventive finalizzate a mitigare l’impatto, ancora più alto di quello odierno, che la demenza potrebbe avere nelle nostre comunità in futuro.

Riferimenti Bibliografici
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