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La psicoterapia è infinita?

Quanto dura la psicoterapia? A seconda del tipo di psicoterapia e degli obiettivi stabiliti, il percorso può avere una durata diversa

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 11 Lug. 2024

Fine della psicoterapia: tutto dipende dagli obiettivi

La psicoterapia, nelle sue diverse forme, dura per sempre o ha una fine? 

Generalmente nella stragrande maggioranza dei casi le psicoterapie, anche a seconda degli approcci differenti che le caratterizzano, dovrebbero avere un inizio e una fine, ma tutto dipende dagli obiettivi che vengono definiti e ridefiniti in diverse fasi. 

Anzitutto, perché psicoterapie al plurale? Perché esistono diversi tipi di psicoterapia, che utilizzano metodologie, strategie e protocolli differenti e che implicano dunque anche diverse previsioni di durata a seconda degli obiettivi che vengono definiti in fase iniziale.

Fermiamoci un attimo su questo punto. La fase di inizio di una psicoterapia è fondamentale: è in questa fase che il paziente dovrebbe avere già ricevuto una restituzione diagnostica (cioè, un’idea della diagnosi e del problema che lo ha portato in terapia); da qui, in moltissimi approcci terapeutici si arrivano a definire gli obiettivi condivisi del lavoro psicoterapico che si gioca nella relazione tra terapeuta e paziente. Parlare di obiettivi della terapia diviene dunque la premessa fondamentale per considerare anche il tema della fine della psicoterapia, che dunque può avere anche lunghe durate ma tendere comunque verso un suo termine.

Durata della psicoterapia

Moltissimi studi di efficacia che vanno a supportare le terapie evidence-based misurano l’efficacia di alcuni trattamenti psicoterapici nell’arco di mesi più che di anni, soprattutto se pensiamo a terapie il cui obiettivo è la riduzione sintomatica, ad esempio dei sintomi ansiosi e/o depressivi

D’altro canto, invece, alcune persone si aspettano e desiderano che la psicoterapia sia infinita, e sia una presenza continua e costante nelle loro vite, anche quando stanno meglio. 

In altri casi, si possono verificare dei periodi di interruzione in cui la persona sperimenta se stessa nel mondo, con il bagaglio di consapevolezze, strategie e cambiamenti che sono esito del percorso di psicoterapia. Non è poi detto che questa interruzione sia permanente e definitiva, ma può essere una fase, di nuovo e comunque sempre esplicitamente condivisa con il proprio terapeuta.

E da non prendere alla leggera: nel caso in cui vi siano disturbi psichici medio-gravi, come ad esempio disturbi depressivi ricorrenti e cronici, disturbi bipolari e disturbi della personalità (ma anche altri disturbi), eventuali interruzioni della psicoterapia vanno valutate con cautela considerando il caso specifico, negoziate e condivise in una logica di cura con il proprio terapeuta, che preveda comunque la possibilità di riprendere i colloqui qualora vi fosse necessità o la ri-esacerbazione dei sintomi. 

Vi sono poi alcune forme di psicoterapie che rimandano a una logica temporale più a breve termine, terapie che si focalizzano su un problema specifico o su aspetti sintomatici ben definiti, ad esempio nella psicoterapia cognitivo-comportamentale per l’ansia e la depressione vengono utilizzati protocolli specifici per il trattamento con fasi e procedure esplicite e ben definite. Altri tipi di psicoterapia, come le psicoterapie psicodinamiche psicoanalitiche, si caratterizzano per durate decisamente più lunghe e modalità di lavoro terapeutico differenti. 

Interruzione della psicoterapia

La letteratura dà indicazioni chiare a trasversali ai diversi approcci terapeutici rispetto alle interruzioni e al termine della psicoterapia: in primo luogo, è consigliabile evitare le interruzioni brusche delle sedute e programmare appuntamenti più dilatati nel tempo in ottica di monitoraggio e follow-up; in secondo luogo, è necessario approfondire con il paziente tematiche, vissuti e preoccupazioni riguardo il periodo post-terapia e le strategie chiave per la prevenzione delle ricadute. 

In conclusione, in ogni relazione significativa, così come in quella terapeutica, è racchiusa la possibilità stessa di un suo termine, il distacco e la capacità di salutarsi. La fine della terapia implica una transizione importante e rappresenta un fattore cruciale che può giocare un ruolo significativo per il mantenimento e la continuazione della crescita personale in autonomia. 

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Linda Confalonieri
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Redattrice di State of Mind

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