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Tratti di personalità nella popolazione carceraria

Uno studio evidenzia la prevalenza dei disturbi di personalità tra i detenuti e l'importanza di interventi mirati per favorire la reintegrazione sociale

Di Taslima Grossi

Pubblicato il 05 Apr. 2023

Aggiornato il 07 Apr. 2023 12:57

Lo studio di Yousefi e Talib (2022) si è posto l’obiettivo di indagare i fattori legati ai disturbi di personalità nei detenuti della prigione centrale di Sanandaj, in Iran.

La classificazione dei disturbi di personalità

 I disturbi di personalità vengono definiti come un pattern pervasivo e persistente di tratti disadattivi che coinvolgono due o più delle seguenti aree di funzionamento: cognitiva, affettiva, interpersonale e controllo degli impulsi. Causano disagio clinicamente significativo e/o compromissione del funzionamento in una o più aree di vita, come l’idea di sé, le relazioni interpersonali e l’ambito lavorativo (APA, 2013). Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali nella sua quinta edizione (DSM-5; APA, 2013) sottolinea come questi disturbi siano legati principalmente a due sfere di problematicità: auto-identità e funzionamento interpersonale. Le problematiche relative all’auto-identità riguardano un’immagine di sé instabile, autostima, incoerenza nei valori/ obiettivi e aspetto/modi di vestire peculiari. Per quanto riguarda il funzionamento interpersonale invece, ci si riferisce alla difficoltà nello sviluppare e/o mantenere relazioni interpersonali stabili e intime. Generalmente è possibile effettuare una diagnosi dopo i 18 anni di età. La prevalenza di questi disturbi nella popolazione mondiale è di circa il 6% (Hart et al., 2018).

Nel DSM-5 i dieci disturbi di personalità elencati al suo interno vengono suddivisi in tre gruppi, detti cluster (A, B e C), in base alle somiglianze e differenze con cui questi disturbi si manifestano. Di seguito è riportato un breve elenco con le caratteristiche principali di ogni condizione.

Cluster A (eccentrico):

Cluster B (drammatico):

Cluster C (timoroso/pauroso):

I disturbi di personalità –se in forma severa– possono avere un ruolo importante nello sviluppo e messa in atto di comportamenti violenti (Esbec & Echeburùa, 2010). Fin dall’inizio del XIX secolo, gli individui affetti da disturbi mentali sono stati identificati come più frequentemente coinvolti in crimini violenti rispetto a individui che non presentano questi disturbi (Nederlof et al., 2013). La letteratura ha identificato il legame tra crimini violenti e diversi tratti di personalità, come quelli propri dell’antisociale, del borderline, del narcisistico e del paranoide (Esbec & Echeburúa, 2010; Alevizopoulos & Igoumenou, 2016).

 Per esempio, il disturbo antisociale, che nelle sue forme più severe può evolvere nella psicopatia, è frequentemente associato a crimini violenti proprio per le caratteristiche che conferisce agli individui con questa diagnosi: i soggetti con questo disturbo sono caratterizzati da egocentrismo patologico, mancanza di empatia e di rimorso, aggressività (de Pádua Serafim et al., 2014).

Sebbene i disturbi di personalità differiscano notevolmente nelle loro manifestazioni, si ritiene che siano esito di una combinazione e interazione tra fattori genetici e ambientali (Eysenck & Rachman, 2013; APA, 2013). Dunque, la personalità sembra giocare un ruolo importante nello sviluppo di comportamenti criminali, rafforzando l’ipotesi che alcuni individui avrebbero una maggior propensione a commettere atti criminali (Eysenck & Rachman, 2013; Boduszek et al., 2013).

I disturbi di personalità tra i detenuti

Lo studio di Yousefi e Talib (2022) si è posto l’obiettivo di indagare i fattori legati ai disturbi di personalità nei detenuti della prigione centrale di Sanandaj, in Iran.

I partecipanti selezionati per questo studio erano 343 detenuti, di cui 329 uomini e 14 donne. I partecipanti hanno compilato il Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI), un test che valuta i disturbi di personalità e le patologie psichiatriche.

I risultati maggiormente rilevanti hanno messo in luce la presenza di disturbi di personalità del cluster B (narcisistico, istrionico, borderline, antisociale) in 99 partecipanti (ovvero 29% del campione totale). Il cluster B è risultato avere una relazione significativa con il livello di istruzione elementare. È interessante notare come l’impulsività sia una caratteristica che generalmente inficia sul successo scolastico; inoltre, impulsività, instabilità emotiva e uno stile di vita irresponsabile sono tipici dei disturbi del Cluster B (Mateus et al., 2021).

Il genere maschile e il livello di istruzione elementare sono risultati significativamente correlati ai disturbi di personalità del Cluster A (paranoide, schizoide, schizotipico).

Il Cluster C (evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo) è risultato avere una relazione significativa con il genere maschile, il livello di istruzione elementare, la disoccupazione, il reato di furto e aggressione.

Sulla base di questi risultati, potrebbero essere molto utili interventi psicologici e psichiatrici mirati alla gestione di questi aspetti di personalità disadattivi, per favorire una più efficace re-integrazione dei detenuti nella società.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Alevizopoulos, G., & Igoumenou, A. (2016). Psychiatric disorders and criminal history in male prisoners in Greece. Int J Law Psychiatry, 47, 171-175. doi: 10.1016/j.ijlp.2016.04.003.
  • American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi Mentali, Quinta edizione (DSM-5), trad. it. Raffaello Cortina, Milano 2014.
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  • Mateus, C., Campis, R., Aguaded, I., Parody, A., & Ruiz, F. (2021). Analysis of personality traits and academic performance in higher education at a Colombian university. Heliyon., 7(5), e06998. doi: 10.1016/j.heliyon.2021.e06998.
  • Nederlof, A., Muris, P., & Hovens, J. (2013). The epidemiology of violent behavior in patients with a psychotic disorder: A systematic review of studies since 1980. Aggression and Violent Behavior., 18, 183-189. doi:10.1016/ j.avb.2012.11.018.
  • Yousefi, F., & Talib, M. A. (2022). Predictors of personality disorders in prisoners. J Med Life, 15(4), 454-461. doi: 10.25122/jml-2021-0317.
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