La Sindrome Premestruale nei paesi in via di sviluppo e la sua relazione con lo stile di vita e le variabili psicosociali

La Sindrome Premestruale è spesso trascurata in alcuni Paesi in via di sviluppo anche per l'impatto delle circostanze economiche, politiche e sociali

ID Articolo: 193452 - Pubblicato il: 13 giugno 2022
La Sindrome Premestruale nei paesi in via di sviluppo e la sua relazione con lo stile di vita e le variabili psicosociali
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La donna, prima delle mestruazioni, necessarie per il rinnovamento del rivestimento uterino ai fini di una gravidanza, può sperimentare la Sindrome Premestruale (Premenstrual syndrome; PMS).

 

La Sindrome Premestruale

Messaggio pubblicitario  La Sindrome Premestruale è un disturbo che include sintomi comportamentali, fisiologici ed emotivi che si manifestano durante l’ultima settimana della fase luteale, di solito dopo il tredicesimo giorno del ciclo mestruale. I sintomi possono insorgere in qualsiasi periodo dell’età riproduttiva e possono influenzare negativamente la vita delle donne per diversi giorni (Begum et al., 2016). La Sindrome Premestruale è stata descritta per la prima volta come una “tensione premestruale” (Frank, 1931), termine che poi è stato modificato in “sindrome” in quanto alcuni studiosi hanno notato come comportasse molti più sintomi di una tensione emotiva (Richardson, 1995). I sintomi infatti possono essere più di 100 e i più comuni sono sbalzi d’umore, irritabilità, cefalea, crampi addominali, gonfiore addominale, gonfiore e tensione mammaria, e variazioni dell’appetito. A seconda dell’intensità, delle caratteristiche e della gravità dei disagi che una donna esperisce nella fase premestruale si distinguono: la Sindrome Premestruale di grado lieve, la Sindrome Premestruale di grado moderato, la Sindrome Premestruale grave e infine il Disturbo Disforico Premestruale (DDPM). Quest’ultimo è caratterizzato da irritabilità, disforia e ansia, accompagnate da sintomi comportamentali e fisici che hanno un effetto negativo sul lavoro o sul funzionamento sociale; la qualità della vita di una donna può quindi peggiorare drasticamente, compromettendo le sue capacità relazionali e sociali (APA, 2013). Poiché non esiste un biomarcatore chimico oggettivo della PMS, la diagnosi della Sindrome Premestruale dipende dai sintomi e dalla relazione con la fase luteale.

Sebbene ci siano diverse teorie inerenti l’eziologia della Sindrome Premestruale, nessuna tra queste è scientificamente provata (Thys-Jacobs, 2006); si è riscontrato, però, che fattori sociodemografici e psicosociali possono influenzarla, così come l’indice di massa corporea (BMI) che spesso può influire sulla presenza della PMS

Diversi studi mostrano che la Sindrome Premestruale colpisce un numero molto elevato di giovani donne: una ricerca sulla prevalenza della PMS nei vari Paesi ha riportato che il 47,8% delle donne in tutto il mondo ne soffre; tra queste, le stime epidemiologiche indicano che il 75% in età riproduttiva manifesta alcuni dei sintomi, mentre dal 3% all’8% riportano sintomi estremamente gravi (Steiner, 2000). Non tutte le donne quindi soffrono di Sindrome Premestruale con la stessa intensità: coloro che soffrono di PMS lieve o moderata presentano sintomi soprattutto fisici e poco invalidanti; mentre nella Sindrome Premestruale grave si riscontra una ciclica comparsa di tristezza e irritabilità associate asintomi somatici durante la tarda fase luteale e premestruale. Inoltre, le donne tra i 30 e i 40 anni sono colpite più intensamente in quanto spesso hanno impegni che comportano maggiori carichi di stress, tra i quali famiglia e lavoro. 

Alcuni sintomi della PMS possono essere gestiti tramite diversi cambiamenti nello stile di vita, tra cui le abitudini alimentari, imparare a gestire lo stress, registrare quotidianamente i sintomi, fare esercizio fisico, pratiche di rilassamento e igiene del sonno (Malik e Bhat, 2018). Oltre a ciò, ci sono alcune sostanze come sale, caffeina, cioccolato, tabacco e alcol che, se ridotti o eliminati, portano a un miglioramento della sintomatologia. 

La Sindrome Premestruale nei Paesi in via di sviluppo

Messaggio pubblicitario La letteratura sulla PMS dimostra che spesso tale problema è molto trascurato, soprattutto in alcuni Paesi in via di sviluppo dove le circostanze economiche, politiche e sociali hanno un forte impatto sullo stato psicosociale delle donne che può influire sulla loro salute. Uno studio trasversale del 2021, di Abu Alwafa e colleghi, ha tentato quindi di colmare questa lacuna indagando la prevalenza della Sindrome Premestruale tra le studentesse universitarie palestinesi e la sua relazione con la depressione, l’ansia, lo stress e lo stile alimentare. L’obiettivo dei ricercatori era quello di sottolineare l’esigenza di preparare e implementare programmi di supporto ed educativi per le donne con Sindrome Premestruale da parte di università, centri comunitari e altri enti. 398 studentesse sono state quindi incluse per partecipare allo studio e sono state loro sottoposte l’Arabic Premenstrual Scale (A-PMS; Algahtani e Jahrami, 2014) per valutare la Sindrome Premestruale; il Depression Anxiety and Stress Scale (DASS-21; Moussa et al., 2017) per valutare alcune variabili psicosociali e un questionario che comprendeva domande sulle informazioni personali e sulle abitudini alimentari. I risultati mostrano che tutte le partecipanti (100%) soffrivano di qualche sintomo della Sindrome Premestruale: ciascuna di loro (100%) aveva sintomi fisici, di cui più della metà moderati (53%), mentre il 18% aveva sintomi fisici gravi. In aggiunta, l’85% aveva sintomi psicologici e comportamentali. I sintomi più frequenti sono stati quindi: letargia o affaticamento o calo di energia; dolori muscolari, articolari, addominali e alla schiena; mancanza di interesse, sensazione di rabbia e senso di colpa.

Tutti i sintomi della Sindrome Premestruale sono risultati significativamente associati allo stato psicosociale delle studentesse, mentre il seguire una dieta è risultato significativamente correlato ai sintomi fisiologici e comportamentali. Il consumo di tisane è risultato essere utilizzato per alleviare i sintomi più intensi, sembra infatti che anch’esso sia significativamente correlato ai sintomi fisici e comportamentali del campione. Infine, non è stata riscontrata nessuna associazione tra le categorie di BMI delle partecipanti e i sintomi della PMS. Allo stesso modo, non è stata trovata alcuna relazione significativa tra le ore di attività fisica e i sintomi della sindrome premestruale; eccezion fatta per le ore di cammino, queste erano significativamente correlate ai sintomi comportamentali. 

In conclusione, sembra quindi che la prevalenza della PMS tra le ragazze nei paesi in via di sviluppo come la Palestina sia elevata e richieda aiuto e sostegno per coloro che ne soffrono. Si ritengono necessari interventi educativi tradizionali o innovativi per una sensibilizzazione nei confronti di tale sindrome (Abu Alwafa et al., 2021).

 

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Bibliografia

  • Abu Alwafa, R., Badrasawi, M., & Haj Hamad, R. (2021). Prevalence of premenstrual syndrome and its association with psychosocial and lifestyle variables: a cross-sectional study from Palestine. BMC Women’s Health21(1), 1-12.
  • Algahtani, H. M., & Jahrami, H. A. (2014). The experience and severity of premenstrual syndrome among a Saudi sample using a newly developed Arabic language scale. Arab J Psychiatry5, 33-9.
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: Author.
  • Begum, M., Das, S., & Sharma, H. K. (2016). Menstrual disorders: causes and natural remedies. J Pharm Chem Biol Sci4(2), 307-20.
  • Malik, R., & Bhat, M. D. A. (2018). The management of Premenstrual syndrome: A review. Bangladesh Journal of Medical Science17(1), 16-20.
  • Moussa, M. T., Lovibond, P., Laube, R., & Megahead, H. A. (2017). Psychometric properties of an Arabic version of the depression anxiety stress scales (DASS). Research on social work practice27(3), 375-386.
  • Richardson, J. T. (1995). The premenstrual syndrome: a brief history. Social Science & Medicine41(6), 761-767.
  • Steiner, M. (2000). Premenstrual syndrome and premenstrual dysphoric disorder: guidelines for management. Journal of Psychiatry and Neuroscience25(5), 459.
  • Thys-Jacobs, S. (2006). Premenstrual syndrome. In Calcium in human health (pp. 357-369). Humana Press.
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