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Le implicazioni psicologiche del ramadan sulla prestazione sportiva – Osservanze religiose e attività sportiva: un’integrazione possibile

Quanto influiscono le prescrizioni del Ramadan sulla vita di uno sportivo? È possibile durante il Ramadan conciliare la vita religiosa con quella atletica?

ID Articolo: 183989 - Pubblicato il: 12 aprile 2021
Le implicazioni psicologiche del ramadan sulla prestazione sportiva – Osservanze religiose e attività sportiva: un’integrazione possibile
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Una comprensione degli effetti del Ramadan sulle prestazioni atletiche è essenziale per preparatori e scienziati sportivi al fine di riuscire meglio a far fronte a questo vincolo annuale, senza aggravare i fattori fisiologici e psicologici implicati.

 

Ramadan è il nome del nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano. La prescrizione coranica stabilisce che in questo mese, nel quale avvenne la prima rivelazione, i musulmani debbano quotidianamente osservare, dall’aurora al tramonto, l’astinenza totale da cibi e bevande, dai rapporti sessuali e dal fumo. (Treccani)

Messaggio pubblicitario Ma quanto influiscono queste alterazioni nella vita di uno sportivo? È possibile conciliare la vita religiosa con quella atletica, anche durante il Ramadan?

Sebbene, la maggior parte degli atleti continui ad allenarsi e gareggiare durante il nono mese lunare, gli studi dimostrano che il Ramadan è associato a cambiamenti comportamentali che influenzano le risposte metaboliche, fisiologiche e psicologiche di una sessione di allenamento o di una competizione (Chtourou et al., 2014). Il digiuno e in particolare l’assenza di assunzione di liquidi durante la giornata ha inevitabilmente, infatti, una forte implicazione per la prestazione (Ani set al., 2009).

Tuttavia, l’impatto dell’osservanza del Ramadan sulle prestazioni fisiche presenta risultati incoerenti (Boukhris et al., 2019): alcuni studi hanno dimostrato che la forza e le prestazioni aerobiche e anaerobiche ad alta intensità sono influenzate negativamente, mentre altri non sono riusciti a osservare sostanziali decrementi delle prestazioni.

Sebbene gli studi rivelino risultati differenti, un allenatore non può trascurare i fisiologici scompensi derivati sul singolo atleta.

È innegabile, infatti, che l’impatto del Ramadan sul sonno e sull’assunzione di cibo e liquidi possono rappresentare potenziali fattori negativi sulle prestazioni (Trabelsi et al.2017).

Di conseguenza, i decrementi della funzione fisica possono portare ad un aumento dello sforzo percepito e dello stress mentale durante l’allenamento e, più gravemente, a una maggiore incidenza di infortuni e malattie (Chtourou et al., 2011). Inoltre, durante il Ramadan gli atleti musulmani segnalano un aumento di percezione della stanchezza, della malattia ed evidenti sbalzi d’umore che potrebbero portare alla loro incapacità di sostenere lo sforzo fisico, soprattutto se è richiesto un impegno prolungato ed intenso (Boukhris et al., 2019).

Nonostante, infatti, ci siano poche ricerche volte ad indagare gli effetti psicologici del Ramadan sulle prestazioni sportive è ipotizzabile un calo motivazionale, un cambio del tono dell’umore contraddistinto da emozioni di rabbia, irritazione, scoraggiamento, apatia, etc, legati ai cambiamenti alimentari, all’ipoidratazione e alle alterazioni del ciclo sonno-veglia.

L’ipotesi è sostenuta anche da alcune ricerche sulla comunità musulmana (non sportivi) che mostrano un aumento significativo dell’irritabilità durante il mese, a seguito dei grandi cambiamenti delle abitudini quotidiane (Kandri et al., 2000).

Non si può, però, non sottolineare che il mese lunare non coincide sempre con lo stesso mese; per questo capita di dover adempiere a tale pilastro in qualsiasi stagione dell’anno.

Questa apparente irrilevanza contribuisce ad una significativa flessibilità di adattamento.

Un fedele, ed in questo caso un atleta, potrebbe incontrare maggiori difficoltà nei mesi estivi rispetto a quelli invernali sia per motivi climatici, di temperatura, sia per la durata delle ore del giorno.

Ma per un credente (di qualsiasi religione) è davvero così impegnativo integrare la dimensione spirituale con gli impegni della vita che conduce?

A questa domanda non esiste, ovviamente, una risposta generalizzabile a tutti gli individui ma è importante indagare cosa rappresenta la componente religiosa nella vita del soggetto per trovare un responso.

Assecondare un proprio bisogno di spiritualità rappresenta per molti una dimensione imprescindibile della propria identità, pertanto l’osservanza a certi precetti non va intesa come un sacrificio a cui si chiede di dover sottostare passivamente. Per i musulmani, anzi, il Ramadan è un’occasione virtuosa che insegna a controllare i propri impulsi e che invita a riflettere sul proprio corpo e sulla propria mente.

Messaggio pubblicitario A tal proposito, è importante ribadire che, tra i fattori che influenzano le strategie di coping, il background religioso e spirituale gioca un ruolo importante. Dunque, poiché i musulmani prestano maggiore attenzione ai loro compiti religiosi nel mese sacro del Ramadan, si ritiene che il loro stato fisico e psicologico possa, invece, comunque essere influenzato positivamente in questo mese (Pargament et al., 1990).

Addirittura per un atleta queste settimane di astinenza potrebbero rappresentare un allenamento mentale di notevole efficacia per affrontare positivamente anche la stagione agonistica.

Ma come gestire competizioni imminenti durante il mese sacro?

In passato il Ramadan ha coinciso più volte con importanti appuntamenti sportivi, come ad esempio Olimpiadi, Campionati di Calcio Europei, etc, rendendo per uno sportivo di fede musulmana molto difficoltosa la possibilità di rispettare le norme religiose.

A tal proposito, in occasioni eccezionali esistono delle deroghe da parte delle autorità spirituali musulmane, che consentono di interrompere o posticipare il digiuno e l’astinenza; tra questi rientrano i casi in cui i fedeli si trovano, per motivi di viaggio, ad una distanza superiore agli 84 km dal loro luogo abituale di preghiera.

Ciò significa che, seppure il rapporto possa sembrare difficile, è comunque possibile!

A prescindere dal mese in cui coinciderà il Ramadan e dalle competizioni previste in quei giorni, un allenatore è dunque chiamato a sostenere i bisogni individuali dei suoi atleti proponendo allenamenti con un’intensità diversificata, in orari più agevoli.

Una comprensione degli effetti del Ramadan sulle prestazioni atletiche è, infatti, essenziale per preparatori e scienziati sportivi al fine di riuscire meglio a far fronte a questo vincolo annuale, senza aggravare i fattori fisiologici e psicologici implicati.

 

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Bibliografia

  • Anis, C., Leiper, J. B., Nizar, S., Coutts, A. J., & Karim, C. (2009). Effects of Ramadan intermittent fasting on sports performance and training: a review. International Journal of Sports Physiology and Performance, 4(4), 419-434.
  • Boukhris, O., Hsouna, H., Chtourou, L., Abdesalem, R., BenSalem, S., Tahri, N., … & Chtourou, H. (2019). Effect of Ramadan fasting on feelings, dietary intake, rating of perceived exertion and repeated high intensity short-term maximal performance. Chronobiology international, 36(1), 1-10.
  • Chtourou, H., Hammouda, O., Souissi, H., Chamari, K., Chaouachi, A., & Souissi, N. (2011). The effect of Ramadan fasting on physical performances, mood state and perceived exertion in young footballers. Asian Journal of Sports Medicine, 2(3), 177.
  • Chtourou, H., Aloui, A., Hammouda, O., Haddad, M., Souissi, N., & Chamari, K. (2014). Ramadan fasting and diurnal variation in sport performance. Effects of Ramadan fasting on health and athletic performance. OMICS Group eBooks.
  • Kadri, N., Tilane, A., El Batal, M., Taltit, Y., Tahiri, S. M., & Moussaoui, D. (2000). Irritability during the month of Ramadan. Psychosomatic Medicine, 62(2), 280-285.
  • Pargament, K. I., Ensing, D. S., Falgout, K., Olsen, H., Reilly, B., Van Haitsma, K., & Warren, R. (1990). God help me:(I): Religious coping efforts as predictors of the outcomes to significant negative life events. American journal of community psychology, 18(6), 793-824.
  • Trabelsi, K., Stannard, S. R., Chtourou, H., Moalla, W., Ghozzi, H., Jamoussi, K., & Hakim, A. (2018). Monitoring athletes’ hydration status and sleep patterns during Ramadan observance: methodological and practical considerations. Biological Rhythm Research, 49(3), 337-365.
  • Treccani Enciclopedia online. Ramadan
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