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La Realtà Virtuale (VR): un valido aiuto per i malati oncologici – Lo psicologo del futuro

Molti studi hanno valutato l'efficacia della Realtà Virtuale su variabili psicologiche in malati oncologici riscontrando in loro un disagio inferiore

ID Articolo: 182033 - Pubblicato il: 10 febbraio 2021
La Realtà Virtuale (VR): un valido aiuto per i malati oncologici – Lo psicologo del futuro
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C’è un crescente interesse nell’uso di terapie basate sulla Realtà Virtuale nella gestione multidisciplinare dei sintomi per affrontare la riduzione del dolore, l’affaticamento correlato al cancro, l’ansia, la depressione e la disfunzione cognitiva.

LO PSICOLOGO DEL FUTURO – (Nr. 10) La Realtà Virtuale (VR): un valido aiuto per i malati oncologici

 

Messaggio pubblicitario L’incidenza del cancro è in aumento a livello globale e, purtroppo, i malati di cancro soffrono di un gran numero di sintomi fisici e psicologici intensi, inclusi dolore e ansia, che sono accompagnati da un calo della salute fisica e psicologica indipendentemente dallo stadio della malattia. In circa il 50% dei pazienti oncologici che soffrono di dolore, pochi degli antidolorifici disponibili offrono un adeguato sollievo (Wiederhold et al., 2014).

Ovayolu et al. (2013) hanno mostrato che il dolore dovuto al cancro è complesso e ha componenti multidimensionali comportamentali, emotive, cognitive e sensoriali. Un trattamento inadeguato per il dolore tra i pazienti adulti con cancro porta al deterioramento della salute e al trattamento difficile della malattia. La gestione di questo include metodi farmacologici, che prevedono l’utilizzo di farmaci tra cui analgesici non oppioidi, adiuvanti e oppioidi, da soli o in combinazione con altri tipi di terapia.

Sono molti però gli effetti collaterali di tali farmaci includendo costipazione, che è la più comune, nausea e vomito, secchezza delle fauci, depressione respiratoria, sedazione, allucinazioni, sonnolenza, orticaria, prurito e spasmi mioclonici.

Recentemente, la ricerca sulla gestione del dolore ha iniziato a prestare maggiore attenzione agli interventi non farmacologici (Shahrbanian et al., 2009).

Questi hanno due classificazioni: la prima riguarda le terapie periferiche che hanno agenti fisici come il trattamento caldo-freddo, la stimolazione elettrica transcutanea del nervo, l’agopuntura, la digitopressione, il massaggio, l’idroterapia e l’esercizio. La seconda classificazione si interessa delle terapie cognitivo-comportamentali come rilassamento, meditazione, yoga, ipnosi, biofeedback e distrazione (Demir, 2012).

La distrazione è qualcosa che intrattiene una persona e rende difficile prestare attenzione o pensare a problemi o dolori. La distrazione è una semplice tecnica non farmacologica che non necessita di alcuna formazione specifica e può essere implementata dagli infermieri. Inoltre riduce la percezione del dolore alterando le risposte nocicettive.

A causa dei recenti progressi tecnologici, lo sviluppo e l’applicazione della tecnologia moderna nel campo dell’assistenza sanitaria offre approcci nuovi e non invasivi per la gestione dei sintomi correlati al cancro (Chirico et al., 2016).

C’è un crescente interesse nell’uso di terapie basate sulla Realtà Virtuale nella gestione multidisciplinare dei sintomi per affrontare la riduzione del dolore, l’affaticamento correlato al cancro, l’ansia, la depressione e la disfunzione cognitiva.

La realtà virtuale (VR) include un computer in grado di eseguire animazioni in tempo reale, controllato da una serie di dispositivi di input sensoriali, un tracker di posizione e un dispositivo montato sulla testa per l’output visivo.

I sistemi di realtà virtuale sono classificati in due tipi, immersivi e non immersivi (Chirico et al., 2016). La VR immersiva è caratterizzata da una full immersion, raggiunta tramite un display montato sulla testa e permette di distrarre il paziente grazie ad un coinvolgimento totale in un mondo generato dal computer (Chirico et al., 2016).

Differentemente nella VR non-immersiva la persona può comunicare con il mondo esterno nello stesso momento in cui è connesso al mondo virtuale (Chirico et al., 2016).

Il primo studio sull’uso della VR nei malati di cancro è stato pubblicato nel febbraio 1999 sulla rivista Cyberpsychology & behavior di Oyama et al. Lo studio ha mostrato una significativa diminuzione delle emozioni negative, del dolore e dell’ansia a seguito del trattamento VR in un paziente durante l’infusione di chemioterapia. Dopo questo studio, molti altri hanno analizzato l’efficacia dell’intervento VR durante il trattamento del cancro (cioè, al fine di ridurre i sintomi correlati al trattamento, o il dolore). In particolare, la VR è stata utilizzata principalmente durante le seguenti procedure o condizioni:

  • Chemioterapia. I sintomi frequentemente riportati associati alla chemioterapia antitumorale sono nausea e vomito. Altri sintomi fisici e psicologici comuni associati alla chemioterapia includono anoressia, affaticamento ed ansia (Chirico et al., 2016). La VR è stata introdotta durante l’infusione della chemioterapia al fine di ridurre l’esperienza dei sintomi acuti e cronici causati sia dai trattamenti spesso tossici impiegati nell’assistenza oncologica sia dalla loro malattia sottostante. Diverse ricerche hanno riscontrato una riduzione del disagio dei pazienti in termini di sintomi correlati al cancro, inoltre, con l’utilizzo della VR, è stata rilevata una significativa diminuzione dell’ansia, dell’angoscia e dell’affaticamento subito dopo le sessioni di chemioterapia (Schneider et al., 2011; Chirico et al., 2016). In particolare, Schneider (2011), nei suoi studi, ha anche focalizzato la sua attenzione sulla percezione del tempo mostrando che la VR agisce su questa riducendo l’impressione che il paziente ha sulla durata delle sessioni di chemioterapia.
  • Procedure dolorose. Durante lo svolgimento del trattamento per problemi oncologici, i pazienti devono spesso sperimentare procedure dolorose. Diversi metodi psicologici sono stati utilizzati con successo per ridurre il dolore, comprese le procedure cognitivo-comportamentali e l’ipnosi. Anche la distrazione è un intervento psicologico ben consolidato volto a ridurre il dolore. Pertanto, è stata studiata una varietà di diversi interventi di distrazione, tra cui esercizi di respirazione profonda, ascolto di musica rilassante e visione di video (Malloy e Milling, 2010). Poiché gli esseri umani hanno risorse attenzionali limitate, si ritiene che un compito di distrazione che consuma una parte di quelle risorse lasci meno capacità cognitive disponibili per elaborare il dolore. La VR è stata introdotta durante procedure dolorose al fine di avere un metodo più efficace per diminuirlo, riscontrando una significativa riduzione di questo durante la procedura assistita da VR. In altri studi, oltre alla percezione minore del dolore anche gli stati di angoscia, dovuti al doversi sottoporre a procedure dolorose, tendevano ad essere inferiori per i pazienti grazie trattamento con l’utilizzo della VR (Gershon et al., 2003; Chirico et al., 2016).
  • Ricovero. Un’altra condizione che può causare diversi livelli di disagio è il ricovero in ospedale. Questa condizione può essere considerata come estremamente stressante perché è dovuta ad un cambiamento negativo dello stato di salute e anche perché spesso implica condizioni di mancanza di autonomia e di intimità. Molti studi hanno dimostrato che l’utilizzo della VR agisce positivamente su aspetti dello stato emotivo dei pazienti in termini di riduzione dei sintomi correlati al cancro (ansia, depressione e affaticamento), migliorando le emozioni positive oltre a ridurre le emozioni negative (Espinoza et al., 2012; Baños et al., 2013).

Ponendo l’attenzione sulle diverse variabili legate al disagio durante le procedure di cura del cancro nonché del vissuto della persona durante il periodo della malattia, gli aspetti maggiormente valutati dell’intervento VR sono principalmente quello psicologico e quello fisiologico.

Messaggio pubblicitario L’instabilità fisica e quella psicologica, infatti, possono aumentare la durata della procedura e la quantità di farmaci richiesta, in caso di terapie dolorose. Inoltre, un paziente teso può trovare problematico affrontare il trattamento e/o collaborare con il team sanitario, aggiungendo così difficoltà alle procedure (Chirico et al., 2016).

Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, il disagio dovuto alle condizioni del cancro è stato spesso correlato ad ansia e depressione o altri sintomi connessi al suo trattamento come affaticamento, dolore, disturbi del sonno e umore basso.

Molti studi hanno valutato l’efficacia della VR su diverse di queste variabili psicologiche e hanno riscontrato una differenza significativa o, più in generale, un disagio inferiore quando si utilizza un intervento VR su questi pazienti.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fisiologico si è notato che i pazienti sottoposti a trattamenti contro il cancro sono spesso spaventati e ansiosi, il che può influenzare le risposte fisiologiche, come la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la percezione del dolore e la concentrazione degli ormoni dello stress (Tan et al., 2010).

Molti studi hanno preso in considerazione la frequenza cardiaca come misura dell’eccitazione, valutando anche varie misure come la pressione sanguigna, l’ECG, il pattern respiratorio e il volume del flusso sanguigno. Questi studi hanno rilevato nel gruppo sottoposto al trattamento di procedure dolorose con l’utilizzo della VR una frequenza cardiaca inferiore e quindi uno stato di ansia e paura minore rispetto al gruppo di controllo (Gershon et al., 2004; Wolitzky et al., 2005).

Nonostante siano necessari ulteriori studi per analizzare a fondo il ruolo che la realtà virtuale può avere nella cura e gestione del cancro, sembra essere realmente un valido aiuto per i malati oncologici nell’affrontare buona parte di quei disturbi sia fisici, sia psicologici, che accompagno la persona affetta da cancro nel percorso della cura della malattia indipendentemente da risvolti positivi o negativi che questa può portare.

 


 

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