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Motor imagery nel calcio a 11

Uno studio di Seif-Barghi et al. (2012) ha indagato il miglioramento nei passaggi da parte di giocatori di calcio con un training di immaginazione motoria

Di Giovanni Caproni

Pubblicato il 17 Set. 2020

Aggiornato il 30 Giu. 2021 11:50

Lo studio di Seif-Barghi et al. (2012) ha dato il via ad una serie di ricerche, che prevedono l’inserimento all’interno del normale allenamento di calcio, di un training specifico di immaginazione motoria.

Introduzione

Il concetto di immaginazione è applicato in diversi settori (es. educativi, scolastici). Nell’ambito sportivo l’immaginazione è descritta come il ‘pilastro centrale della psicologia dello sport‘ applicata e definita come l’utilizzo di tutti i sensi per creare o ricreare un’esperienza sportiva nella mente con l’obiettivo di migliorare le prestazioni sportive durante l’allenamento e la competizione. Questo è un metodo utilizzato frequentemente per facilitare l’apprendimento in uno sport, durante lo svolgimento di un esercizio fisico, per supportare gli atleti quando richiamano e recuperano le informazioni memorizzate per costruire immagini significative tramite l’esercitazione. Gli studi hanno dimostrato che molti degli atleti di livello più alto utilizzano regolarmente le immagini per migliorare le prestazioni con vari gradi di successo. Sebbene alcuni studi abbiano indicato che gli atleti possono trarre beneficio dall’uso di immagini nello sport per migliorare le prestazioni, nel campo molto esigente degli sport ‘aperti’, ovvero quegli sport in cui sono presenti diversi stimoli (palla, avversario e compagni), con circostanze imprevedibili come nel calcio, le sfide che i giocatori affrontano possono essere diverse.

Recentemente alcuni studi trasversali hanno rivelato che i giocatori di calcio utilizzano diversi tipi di immagini cognitive e motivazionali a causa delle specifiche esigenze situazionali da cui scaturiscono stimolazioni differenti. Per saperne di più su come i giocatori di élite si esibiscono in situazioni di gioco reale, Jordet (2005) ha adattato ed esaminato un approccio ecologico attraverso l’addestramento dell’immaginazione motoria nei giocatori di calcio. L’autore ha cercato di descrivere le informazioni ambientali e specifici processi cognitivo-comportamentali che sono necessari per utilizzare le informazioni al fine di selezionare il target e completare l’azione. Le immagini costituite potrebbero facilitare il controllo e l’esecuzione potenziali dei partecipanti in tutti i tipi di azioni con la palla, specialmente nelle situazioni in cui vi è l’intenzione di effettuare un passaggio ad un compagno. Con riferimento ai modelli di immaginazione motoria, varie velocità di immaginazione potrebbero rispettivamente determinare esiti di movimento diversi. Pertanto si raccomanda di integrare le tecniche di immaginazione nei programmi di allenamento mentale in base al contesto e all’obiettivo specifico.

Per ovviare a tale problematica uno studio di Seif-Barghi et al. (2012) ha utilizzato le immagini in tempo reale per simulare azioni motorie mentali (il passaggio) nella stessa velocità e tempistica delle situazioni reali. Sebbene il passaggio sia una tecnica che richiede un’azione precisa sulla palla, in molte situazioni, è fondamentale che il giocatore possa orientarsi verso altri segnali ambientali e selezionare il compagno smarcato, nel modo giusto. Inoltre, è importante eseguire la tecnica perfettamente sotto la pressione della partita che richiede un’immagine più chiara dell’azione. Detto ciò, è consigliabile concentrarsi su un approccio ecologico, il che significa ‘il come’ le prestazioni delle varie abilità sono modulate in situazioni del mondo reale. Lo studio di Seif-Barghi et al. (2012) ha dato il via ad una serie di ricerche, che prevedono l’inserimento all’interno del normale allenamento di calcio, di un training specifico di immaginazione motoria. A tal fine lo scopo di questo articolo è di esplicitare le peculiarità dello studio di Seif-Barghi et al. (2012) per rendere fruibili le conclusioni nel campo operativo della psicologia dello sport.

Descrizione dello studio The Effect of an Ecological Imagery Program on Soccer Performance of Elite Players di Seif-Barghi et al. (2012)

Sessantanove calciatori che hanno preso parte ai campionati nazionali di calcio in quattro categorie di età tra cui U16, U19, U21 e over 21 sono stati assegnati in modo casuale ai gruppi di immaginazione e di controllo. In primo luogo è stato effettuato un colloquio per esaminare il personale uso di immagini in corso e precedente da parte dell’atleta. Le interviste sono state programmate sulla base del ‘questionario di valutazione delle immagini’ che viene spesso utilizzato in ambito di psicologia dello sport. Il copione dell’intervista includeva semplici domande suggerite da Chandler (2005) come ‘Quante volte hai praticato l’immaginazione nell’ultima settimana?’ e ‘Hai cambiato lo script di immagini o creato un nuovo copione per soddisfare le tue esigenze individuali? E, in caso affermativo, spiega cosa hai immaginato’.

I partecipanti al gruppo di immaginazione hanno completato un programma di immaginazione cognitiva affiancato ad un training di 8 settimane di visualizzazione di alcuni video su come realizzare un passaggio efficace includendo sia l’apprendimento cognitivo specifico (diverse tipologie di passaggio) che l’apprendimento delle immagini generali cognitive sulla performance di passaggio. Il training relativo alle immagini mentali si è protratto per un periodo di 8 settimane durante il quale i partecipanti sono stati coinvolti in una sessione di immaginazione settimanale guidata dall’istruttore. Il programma di training consisteva in una sessione introduttiva per la definizione e la spiegazione delle immagini sportive e della sua applicazione nel calcio. I giocatori hanno completato gli esercizi per sviluppare inizialmente immagini esterne e interne. Le immagini interne riguardano una prospettiva in prima persona in cui il focus dell’immaginazione è spostato sul proprio corpo. Le immagini esterne invece riguardando una prospettiva in terza persona in cui il focus dell’immaginazione è spostato sull’ambiente esterno (prospettiva ecologica). Il training ha anche sviluppato una congruenza temporale tra la velocità del gesto eseguito e la velocità del gesto immaginato.

Si consigliava di praticare l’immaginazione con gli occhi chiusi all’inizio, poi, dopo una fase di familiarizzazione, si poteva continuare – secondo la propria preferenza – con gli occhi aperti o chiusi. Nel dettaglio, gli step del training erano i seguenti:

  • Rilassare la mente e concentrarsi nel qui ed ora.
  • Immaginare una scena di gioco di calcio reale.
  • Mettere sé stessi nella scena immaginata
  • Collocare gli stimoli ambientali, come ad esempio le posizioni degli altri e i movimenti.
  • Iniziare la pratica mentale per eseguire in modalità immaginativa il meglio delle prestazioni possibili.

Ai giocatori è stato insegnato a posizionarsi e a orientarsi a livello immaginativo in situazioni di gioco reali in cui erano inclusi avversari, compagni di squadra, suoni e voci e a cercare il miglior compagno per eseguire il passaggio (prospettiva ecologica).

Un ulteriore training ha previsto l’utilizzo di immagini per sviluppare una tecnica perfetta di passaggio. In questa fase occorreva concentrarsi sui movimenti del piede, gli angoli di inclinazione dell’arto, la velocità, il punto in cui colpire la palla, la forza del calcio e infine il direzionare la palla verso il destinatario (immagini cognitive specifiche).

I risultati hanno mostrato che i giocatori nel gruppo di immaginazione potevano constatare un aumento della percentuale di passaggi eseguiti correttamente rispetto al gruppo di controllo. Questo miglioramento può essere stato attribuito a una serie di fattori:

  • In primo luogo, i giocatori sono stati esposti a una tecnica psicologica (cioè l’immaginazione motoria) e hanno appreso come utilizzare i suoi vari aspetti e combinazioni che potrebbero essere facilmente incorporati nei programmi di allenamento quotidiani.
  • In secondo luogo, l’utilizzo di diversi tipi di immagini ha permesso ai partecipanti di fare una scelta specifica in linea con le loro abilità e anche in base agli scenari che avevano sperimentato prima. Quindi hanno imparato a usare le immagini in modo pratico e creativo.

La scoperta più interessante riguarda l’utilizzo delle immagini in un’abilità aperta, in uno sport di squadra e in situazioni del mondo reale. Le strategie e le tecniche applicate in tutti gli scenari reali del calcio sono composte da abilità tecniche specifiche e da abilità motorie generali, pertanto, i giocatori utilizzano immagini cognitive specifiche in combinazione con immagini cognitive generali al fine di svolgere compiti complessi (come il passaggio). Il gruppo ‘misto’ in cui gli atleti hanno effettuato un training di entrambe le abilità di immaginazione ha raccolto risultati nettamente superiori agli altri due gruppi. Il dato più rilevante riguarda la precisione dei passaggi eseguiti nelle successive sedute di allenamento (+33%), e nella velocità di esecuzione del gesto (+25%). Questo risultato sembra essere coerente con i risultati di Jordet (2005) che hanno riportato che i giocatori di calcio possono trarre vantaggio dall’uso di immagini quando cercano di ottimizzare la ricerca di informazioni rilevanti nelle situazioni di gioco reale al fine di avviare i processi di decision making.

Indicazioni applicative utili

Quando si lavora sulle abilità mentali, è importante:

  • Mantenere le sessioni brevi e interessanti per i giocatori di calcio (circa 10-15 minuti in ogni sessione di allenamento).
  • Utilizzare le immagini secondo lo script quotidianamente sia prima sia dopo l’allenamento o le competizioni per affinare la tecnica su come eseguire ancora meglio.
  • Fornire un feedback al termine di ogni sessione di formazione supervisionata al fine di aiutare gli atleti ad aggiornare le loro abilità di immaginazione.

Conclusioni

In conclusione possiamo affermare che può essere naturale per i giocatori utilizzare immagini cognitive specifiche (tecniche di passaggio) in combinazione con immagini cognitive generali (prospettiva ecologica) al fine di svolgere compiti complessi similmente alla situazione reale di gioco. I giocatori di calcio possono trarre vantaggio dall’uso di immagini quando cercano di ottimizzare la ricerca e la percezione di informazioni rilevanti nelle situazioni reali di gioco al fine di avviare i processi di decision making. Infatti, al fine di ottenere soluzioni originali e di successo in situazioni di gioco, i giocatori devono basare le proprie decisioni su tutte le informazioni rilevanti relative al proprio ambiente (posizioni o comportamento previsto di compagni di squadra e avversari, giocatori emergenti inaspettatamente, ecc.) e  selezionare la soluzione più promettente considerando sia le caratteristiche contingenti dello stimolo che le informazioni rilevanti per il compito memorizzate nella memoria (ad es. inibendo approcci risolutivi inadeguati, valutando l’efficacia e l’adeguatezza della mossa immaginata o anticipata, ecc.).

Le soluzioni creative nelle situazioni sportive sembrano quindi essere caratterizzate da processi simili ad altre forme di problem solving creativo (Guilford, 1967), e sembrano affidarsi fortemente a processi attenzionali. Tali processi di problem solving si avvalgono di processi di astrazione di situazioni contingenti reali, tipiche dei meccanismi di immaginazione, in cui l’atleta, seguendo una prospettiva ecologica, immagina se stesso in una situazione di gioco reale mentre porta a termine un’azione tipica di quello sport (calciare la palla, smarcarsi, crossare). La ricerca di soluzioni creative per la risoluzione di situazioni di gioco complesse sottenderebbe quindi un’abilità di immaginazione motoria via via sempre più efficace. Tale risultato potrebbe avere implicazioni importanti nell’impostazione di training specifici in fase di allenamento in cui l’attività immaginativa possa agevolare l’incremento della capacità creativa nella ricerca di soluzioni in situazioni di gioco complesse.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Guilford, J. P. (1967). Creativity: Yesterday, today and tomorrow. The Journal of Creative Behavior, 1(1), 3-14.
  • Jordet, G. (2005). Perceptual training in soccer: An imagery intervention study with elite players. Journal of applied sport psychology, 17(2), 140-156.
  • Seif-Barghi, T., Kordi, R., Memari, A. H., Mansournia, M. A., & Jalali-Ghomi, M. (2012). The effect of an ecological imagery program on soccer performance of elite players. Asian Journal of Sports Medicine, 3(2), 81.
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