La psicoterapia si riappropria del corpo. Dall’ipocondria ai Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati

L'ipocondria è stata ampiamente rivista nell'ultimo DSM e la terapia cognitivo comportamentale tratta gli aspetti cognitivi, comportamentali ed emotivi

ID Articolo: 167314 - Pubblicato il: 26 luglio 2019
La psicoterapia si riappropria del corpo. Dall’ipocondria ai Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati
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L’ ipocondria, corrispondente alla “paura delle malattie”, gradualmente ha mutato la sua connotazione per certi versi stigmatizzante e penalizzante, associata quasi all’idea di malato immaginario

 

Nulla spaventa gli uomini più delle proprie sensazioni
Eraclito

Messaggio pubblicitario La paura delle malattie e della morte, è una condizione di sofferenza che affligge l’uomo da tutta una vita. Ma quando tali paure si manifestavano sul corpo, si tendeva a scindere tra organico e psichico, quasi considerando coloro che manifestavano sintomi fisici in assenza di patologie organiche, dei “malati immaginari”.

Per molto tempo questa è stata la condizione di chi soffriva di ipocondria.

L’ ipocondria, corrispondente alla “paura delle malattie”, gradualmente ha mutato la sua connotazione per certi versi stigmatizzante e penalizzante, associata quasi all’idea di malato immaginario e grazie ai contributi offerti dall’ultima revisione e rivisitazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5) nel 2013, troviamo riorganizzati i problemi ipocondriaci all’interno di un nuovo capitolo in cui è presente direttamente o indirettamente un aspetto somatico ed una compromissione significativa sul piano personale, lavorativa, sociale, ed esistenziale, approfondendo ed analizzando gli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali caratteristici dei disturbi.

L’ipocondria sparisce dal DSM-5

Se ti opponi a tutte le sensazioni non avrai alcun metro di giudizio per distinguere quelle vere da quelle false.
Epicuro

All’interno del DSM 5 troviamo una nuova sezione denominata Disturbi da sintomi somatici e Disturbi correlati, in cui vengono inclusi:

  • Disturbo da sintomi somatici
  • Disturbo da ansia di malattia
  • Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)
  • Fattori psicologici che influenzano altri condizioni mediche
  • Disturbo fittizio
  • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati con altra specificazione
  • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione

L’ansia diventa il denominatore comune di gran parte dei disturbi sopracitati ed in linea generale troviamo due tendenze, ossia gli “abusatori” di visite mediche e specialistiche e ricerche online, che nel tentativo di rassicurare le proprie paure le aumentano ed esasperano, ed i “patofobici” che evitano tutto ciò e tutti coloro che possono avere a che fare con malattie.

Non si evidenzia una significativa differenza di incidenza tra maschi e femmine.

Tra i fattori di rischio si evidenziano:

  • Stile familiare iperprotettivo e iperansioso, con attenzione eccessiva allo stato di salute;
  • Esperienze di malattie in famiglia;
  • Essere esposti a fattori di stress come ad esempio lutti, separazioni e divorzi, perdita di lavoro, conflitti in famiglia, problemi economici, problemi di salute.

Le nuove classificazioni proposte dal DSM 5

Ma vediamone più nel dettaglio alcuni di questi, secondo la classificazione proposta DSM 5:

Disturbo da sintomi somatici

Tipicamente gli individui con disturbo da sintomi somatici possono presentare contemporaneamente molteplici sintomi somatici, che procurano disagio o portano ad alterazioni significative della vita quotidiana (Criterio A) e ad avere livelli molto elevati di preoccupazione riguardo la malattia (Criterio B).

Criteri diagnostici:

  • Uno o più sintomi somatici che procurano disagio o portano ad alterazioni significative della vita quotidiana.
  • Pensieri, sentimenti o comportamenti eccessivi correlati a sintomi somatici o associati a preoccupazioni relative alla salute, come indicato da almeno uno dei seguenti criteri:
    • 1. Pensieri sproporzionati e persistenti circa la gravità dei propri sintomi
    • 2. Livello costantemente elevato di ansia per la salute o per i sintomi
    • 3. Tempo ed energie eccessivi dedicati a questi sintomi o a preoccupazioni riguardanti la salute

Sebbene possa non essere continuamente presente alcuno dei sintomi, la condizione di essere sintomatici è persistente (tipicamente da più di 6 mesi).

Specificare:

  • con dolore predominante (in precedenza disturbo algico)
  • persistente (un decorso caratterizzato da sintomi gravi, marcata compromissione e lunga durata, ovvero più di 6 mesi)

Caratteristiche cognitive del disturbo da sintomi somatici: attenzione focalizzata sui sintomi somatici; attribuzione di normali sensazioni fisiche a una malattia organica (con eventuali interpretazioni catastrofiche); paura di essere malati e che qualsiasi attività fisica possa essere nociva per il corpo.

Caratteristiche comportamentali del disturbo da sintomi somatici: ripetuto controllo del corpo alla ricerca di anomalie; reiterata richiesta di aiuto o rassicurazione da parte del medico; evitamento dell’attività fisica e frequenti richieste di auto medico riguardanti sintomi somatici differenti.

Disturbo da ansia di malattia

Messaggio pubblicitario Caratterizzato dalla preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia non diagnosticata (criterio A); i sintomi somatici non sono presenti, o, se presenti, sono solo di lieve entità (criterio B); la preoccupazione riguardante l’idea di essere malati è accompagnata da una sostanziale ansia per la salute e per la malattia (criterio C). La malattia diventa un elemento centrale dell’identità. Gli individui con questo disturbo controllano ripetutamente se stessi (allo specchio) o fanno ricerche eccessive sulla malattia che pensano di avere (Criterio D). In alcuni casi l’ansia porta a un evitamento disadattivo di situazioni (es. visita a familiari malati, guardare tv per paura di sentire parlare di malattie e morti) o di attività (es. esercizio fisico) in quanto si pensa che possa mettere a repentaglio la propria salute. La durata è di almeno 6 mesi.

Disturbo di conversione

Nel disturbo di conversione possono essere presenti uno o più sintomi di vario tipo.

Possiamo riscontrare sintomi motori come debolezza o paralisi; movimenti anomali, come tremori o movimenti distonici; anomalie della deambulazione e postura anormale degli arti, sintomi sensoriali come sensibilità tattile, visiva o uditiva alterata, ridotta o assente, episodi di anormale e generalizzato tremore agli arti con apparente compromissione o perdita di coscienza che possono assomigliare a crisi epilettiche, oppure disfonia/afonia, disartria o una sensazione di nodo alla gola.

Fattori psicologici che influenzano altri condizioni mediche

In questo caso viene riconosciuta l’influenza della dimensione psichica anche in presenza di patologie organiche o di condizioni mediche, infatti è ampiamente dimostrato come anche in presenza di queste, l’aspetto psichico del paziente è in grado di peggiorare lo stato di salute generale dello stesso così come di interferire con gli effetti di eventuali terapie in corso, comprese anche quelle farmacologiche.

Disturbo fittizio

In questo caso ci troviamo di fronte ad una simulazione di eventuali sintomi da parte del soggetto, per vantaggi personali.

La Terapia Cognitivo Comportamentale all’opera

Prima di cercare la guarigione di qualcuno chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.
Ippocrate

La Terapia Cognitivo Comportamentale, una volta individuato lo specifico disturbo e relative variabili che hanno contribuito all’insorgenza dello stesso, così come al suo mantenimento, procederà per innescare il cambiamento sulle tre dimensioni cardine ossia, cognitiva, emotiva e comportamentale, al fine di ristabilire un armonioso rapporto con il proprio corpo e normalizzare i segnali che provengono da questo.

Si prevederanno degli homework, ossia dei compiti per casa, per dare un ruolo attivo al paziente nel suo percorso di guarigione, esperimenti comportamentali, tecniche di rilassamento, compiti volti a ridurre ed eliminare comportamenti disfunzionali ed evitamenti che la persona ha applicato nel tempo ed infine e non per ordine di importanza e neppure di processo, si lavorerà sulla dimensione cognitiva per consentire la ristrutturazione di tutta una serie di errori di pensiero, anch’essi responsabili dell’instaurarsi ed il mantenersi del disturbo.

Educare la mente senza educare il cuore vuol dire non educare affatto.
Aristotele

 

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Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.
  • Leveni, D., Lussetti, M. e Piacentini, D. (2017) Ipocondria, ansia per le malattie e disturbo da sintomi somatici. Guida per il clinico e manuale per chi soffre del disturbo. Edizioni Erickson
  • Nardone, G., Bartoletti, A. (2018) La paura delle malattie. Psicoterapia breve strategica dell’ipocondria. Ponte delle Grazie.
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